Basel Updates: dalle parole alle immagini, un primo tour fra le italiane Unlimited

Vi avevamo già fornito qualche anticipazione su Unlimited, la sezione di ArtBasel dedicata ai progetti oversize. Adesso però vi facciamo vedere un po’ di immagini, con uno dei nostri fotoreportage freschi freschi, direttamente dai corridoi della mega fiera elvetica. Soffermandoci, in particolare, sulla presenza non indifferente delle gallerie italiane, che a testa alta si confrontano […]

Masbedo, Kreppa Babies, 2010, Noire

Vi avevamo già fornito qualche anticipazione su Unlimited, la sezione di ArtBasel dedicata ai progetti oversize. Adesso però vi facciamo vedere un po’ di immagini, con uno dei nostri fotoreportage freschi freschi, direttamente dai corridoi della mega fiera elvetica. Soffermandoci, in particolare, sulla presenza non indifferente delle gallerie italiane, che a testa alta si confrontano a con le altre 57, provenienti da tutto il mondo.
Si comincia da Continua, che spiazza lo spettatore con Autour du retour d’un dètour – Inscriptions, presentata da Daniel Buren nel 1988 a Le Magasine di Grenoble, e che prosegue con Kendell Geers (e la sua pericolosa Hanging Piece, 1993), Mona Hatoum (con la potentissima e apparentemente delicata Impenetrable, del 2009), Hans Op de Beeck e Nari Ward. A pochi metri dall’ingresso non si può fare a meno di accelerare il passo verso l’ormai celebre e imponente Push-Pull (2008) di Anish Kapoor, felicemente riproposta da Minini.
Percorrendo l’immenso padiglione si incontra poi il tappeto rettangolare (9 x 27 Napoli Rectangle) che Carl Andre ha realizzato lo scorso anno per Artiaco. E ancora Tucci Russo porta in mostra un progetto di Thomas Schütte del 1992 (Untitled), sempre attuale nei contenuti come nella forma, mentre la torinese Noire sceglie di rendere omaggio proprio all’Italia presentando una bella e impegnata video installazione del duo Masbedo (Kreppa Babies, 2010): cinque monitor su cui si alternano immagini e testi, per risalire alle origini della nostra generazione, quella dei “figli della crisi”…

– Alessandra Ferlito

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Alessandra Ferlito
(*Catania, 5.11.1978) Vive e lavora a Catania. Curatore e giornalista. Dopo la laurea in Conservazione dei Beni Culturali e un Master in Management dei bb.cc., sceglie di operare in Sicilia, dove inizia la sua attività critica scrivendo per quotidiani, riviste e portali web e dove collabora con differenti spazi espositivi e realtà pubbliche e private, in qualità di curatore, assistente curatore e addetto alla comunicazione. Nel 2007 è co-fondatrice dell'associazione -no-profit e nomade- Erbematte. Dal 2009 collabora con la Fondazione Brodbeck di Catania, in qualità di curatore, coordinatore artisti in residenza e assistente curatore per il progetto di residenze artistiche internazionali Fortino 1 (a cura di Giovanni Iovane e Helmut Friedel). Presso la stessa Fondazione, ha collaborato alla realizzazione del programma espositivo promosso dalla Galleria S.A.C.S. di Riso, Museo d'arte contemporanea della Sicilia, affiancando la cura di Giovanni Iovane (2010-2011). Dal 2011 è Associate member del GBCA (Global Board of Contemporary Art), programma quinquennale di ricerca e confronto internazionale. Mantiene attive diverse collaborazioni con artisti, collettivi e realtà indipendenti del territorio in cui opera, prestando il proprio contributo teorico e curatoriale.