Basel Updates: da Enwezor a Bourriaud, giù i veli sulla Triennale di Parigi. Ecco foto e video…

Dopo due edizioni intitolate La forza dell’arte, ora si passa a La Triennale: un titolo decisamente definitorio. Sì, perché si parla della terza Triennale d’arte contemporanea di Parigi, che nel 2012 verrà trasferita dal Grand Palais al Palais de Tokyo. In occasione della Fiera di Basilea, se ne è discusso con il direttore artistico Okwui […]

Dopo due edizioni intitolate La forza dell’arte, ora si passa a La Triennale: un titolo decisamente definitorio. Sì, perché si parla della terza Triennale d’arte contemporanea di Parigi, che nel 2012 verrà trasferita dal Grand Palais al Palais de Tokyo.
In occasione della Fiera di Basilea, se ne è discusso con il direttore artistico Okwui Enwezor e con Claire Staebler e Nicolas Bourriaud, entrambi attivi nello staff dei curatori. Ne sono emerse alcune linee guida, come la volontà annunciata da Enwezor di lavorare quanto più possibile sulla collaborazione con le piccole realtà istituzionali distribuite sul territorio. Ma soprattutto, in particolare dalle parole di Staebler e Bourriaud, che per un periodo hanno lavorato fuori dalla Francia, l’entusiasmo di tornare a lavorare in una Parigi che vuole risorgere a città culturale attiva e propositiva. C’era anche Artribune, ed ecco puntuale il foto-video-report…

Vito Calabretta

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Vito Calabretta
Sono nato in un paese di ottocento abitanti in provincia di Catanzaro, cresciuto a Ventimiglia e ho avuto una prima formazione scolastica a Mentone, in Costa Azzurra, dove ho frequentato anche il Conservatorio Municipale. Mi sono trasferito a Milano per iscrivermi a un corso universitario di Discipline Economiche e Sociali, mi ci sono laureato, ho vinto dopo anni di tentativi un dottorato di ricerca in storia della società europea. Mi è stato impedito di discutere la tesi di dottorato con l'accusa di non voler «fare lo storico, ma il Carlo Ginzburg, il Derridà, 'naltro po' il Rolanbàrt». Ne ho preso atto; nel frattempo avevo iniziato a frequentare i Seminari in Antropologia dei Poteri della École Française di Roma, avevo iniziato a collaborare con Il Manifesto e con L'Unità, a scrivere in versi e a lavorare sull'arte. Già da allora, in ogni caso, avevo iniziato a occuparmi delle stesse attività: affrontare realtà, cercare di capire qualcosa, raccontarlo. Spero di riuscire a continuare ancora.