Artista in cerca di residenza? Torna il concorso 6Artista, vi può mandare tre mesi a Roma e tre a Parigi

Muovere i primi passi nel mondo dell’arte è un po’ più facile, da quando c’è il concorso 6Artista, un progetto voluto fortemente da Associazione Civita e Fondazione Pastificio Cerere, iniziato nel 2009, realizzato con il contributo di Allianz e la collaborazione del MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma. L’obiettivo è quello di offrire un periodo […]

Muovere i primi passi nel mondo dell’arte è un po’ più facile, da quando c’è il concorso 6Artista, un progetto voluto fortemente da Associazione Civita e Fondazione Pastificio Cerere, iniziato nel 2009, realizzato con il contributo di Allianz e la collaborazione del MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma. L’obiettivo è quello di offrire un periodo di formazione di sei mesi in Italia, dentro il Pastificio Cerere di Roma – la ex fabbrica che attualmente ospita studi d’artista, scuole di fotografia, spazi espositivi, programmi di residenza per curatori, e che dagli anni Ottanta è diventata la sede del celebre Gruppo di San Lorenzo –, e tre mesi a Parigi, presso la Cité Internationale des Arts, con un atelier messo a disposizione dagli Incontri Internazionali di Roma.
I due vincitori del bando saranno annunciati a novembre durante Artissima, e saranno selezionati dal Comitato Scientifico composto fra gli altri dal direttore del Macro Bartolomeo Pietromarchi, dal capo curatore generale del Museo MADRE di Napoli Mario Codognato, da Ginevra Elkann, presidente della Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli di Torino, dal direttore artistico di Artissima Francesco Manacorda, da Marcello Smarrelli, direttore artistico della Fondazione Pastificio Cerere, ai quali si aggiungerà il curatore in residenza per il 2012 alla Fondazione Pastificio Cerere.
Il bando è pubblicato sul sito www.6artista.it, con le indicazioni per la candidatura, da inviare entro il 26 settembre 2011. Datevi da fare!

Claudia Giraud

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è responsabile dell'area Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica musicale "Art Music". E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).
  • Sarebbe interessante capire quali siano i risultati continuativi che assicurano queste residenze; ormai sovraprodotte; e ormai con la possibilità di fare bilanci: non servono a niente.

    Sulla carta sono belle ed esotiche, il giovane viene attratto comunque da un esperienza simile al grande fratello. Ma le reali finalità sembrano solo quelle di giustificare i compensi della giuria e di legittimare le istituzioni e le fondazioni organizzatrici. Le fondazioni hanno grandi sgravi fiscali, mentre i giovani artisti sembrano solo scuse, pretesti, tronchetti sacrificali, polli in batteria per giustificare tutto il contorno.

    http://whitehouse.splinder.com/

  • Quali sono i risultati futuri e continuativi per gli artisti che partecipano a queste residenze??? La risposta è: non servono praticamente a niente.

    Le residenze sono belle, esotiche e favoriscono gli scambi (sarà poi vero?). Ma la vera finalità sembra solo quella di legittimare le istituzioni organizzatrici e pagare i compensi ad una giuria. Le fondazione hanno grandi sgravi fiscali ma necessitano di progetti e iniziative per giustificare la loro presenza. I giovani artisti sono pretesti, scuse, tronchetti sacrificali sempre pronti al sacrificio per legittimare una cornice attorno.

    Le residenze sono ormai centinaia e centinaia, attraggono perchè il giovane ha la sensasione di fare un piccolo grande fratello, ma non forniscono niente. Anche i migliori Master in Fine Arts (ribattezzati Mother Fucking Artist, l’ennesimo artista del cazzo) non assicurano nulla e non permettono alcun salto di qualità sul piano del linguaggio: Guardare per credere:

    http://whitehouse.splinder.com/post/24821907/mfa-mother-fucking-artist

  • Feu

    Hai proprio ragione Whitehouse. Prendiamo un artista a caso, Enrico Morsiani: ha fatto la spinola banna, poi progetto diogene a torino…: non me ne voglia, ma credo che il percorso di M. sia sintomatico circa la mancanza del salto di qualità linguistico nelle frequentazione di ecc.

  • Bene, non cambia la mia opinione circa le residenze quali armi di illusione e delusione di massa. Ma gli stessi artisti, appunto, sono i primi che danno adito a questa situazione.