“Il karaoke di Sgarbi? Una genialata, non una maialata”. Detto da chi meno te lo aspetti, il nemico Roberto D’Agostino

Chi non ha in mente la storica litigata, con tanto di schiaffo in diretta e risposta a bicchierata d’acqua in faccia, avvenuta fra Vittorio Sgarbi e Roberto D’Agostino ospiti in tv di Giuliano Ferrara? Ebbene, se vai ora a chiedere a Dagospia che ne pensa del Padiglione Italia, che potresti aspettarti, se non fulmini e […]

Chi non ha in mente la storica litigata, con tanto di schiaffo in diretta e risposta a bicchierata d’acqua in faccia, avvenuta fra Vittorio Sgarbi e Roberto D’Agostino ospiti in tv di Giuliano Ferrara? Ebbene, se vai ora a chiedere a Dagospia che ne pensa del Padiglione Italia, che potresti aspettarti, se non fulmini e saette contro lo Sgarbone? E invece… Non vi anticipiamo niente, se non che si parte da “autori vari e avariati, più avariati che vari”, ma poi…  Beh, sorbitevelo tutto!

  • luca rossi

    E’ dura ma è così. Peccato che l’operazione di Sgarbi sia ignorante, volgare e non consapevole (il karaoke come dice Bonito Oliva e ora anche dagospia). Questo ha determinato una riflessione profonda degli artisti sul partecipare o meno (partecipazione che in questo calderone è totalmente irrilevante). L’avanzata delle moltitudini creative e la crisi della rappresentazione, la crisi del ruolo di artista. Il tutto condito con le specificità italiane, corretto il network di raccomandazioni. Cosa che avviene anche nel sistema “migliore” italiano che tanto critica sgarbi (Vettese, Pratesi, ecc).

    Al di là della qualità dei singoli lavori, pensiamo a tutte le opere prodotte nelle migliori biennali del mondo in un solo anno e mettiamole in un grande capannone. L’effetto non sarebbe così diverso.

    Mi viene in mente anche l’ ufficio di Mariano Pickler a Milano (noto mecentate della migliore arte contemporanea nostrana ma ora con problemi finanziari, credo) non è diverso da questo calder one – rimando alla mostra One Calder in questo stesso ufficio nel 2009:

    http://whitehouse.splinder.com/post/21590517/_

    One Calder presentava decine di opere di giovani artisti italiani ammassate, quasi a compenetrarsi l’una nell’altra. A mio parere si trattava del vero Padiglione Italia 2009, anticipatore di questo del 2011. One Calder è ospitata all’interno di un ufficio immobiliare deputato alla vendita degli stabili della Zona Ventura, acquistata per poco da Pickler, messa a nuovo e rivenduta come zona cool riqualificata. Quell’ufficio era sintomo anch’esso di un periodo storico, forse di un ‘illusione immobiliare che ha determinato poi una crisi globale, e non solo economica.

    Per non parlare di come questa operazione di Sgarbi giochi sapientemente con i complessi di inferiorità del “migliore” sistema italiano: ci dobbiamo vergognare o siamo veramente noi allo specchio? Un effetto e una rappresentazione perfetti della realtà.

    Pensiamo agli italiani invitati nella rassegna internazionale, ai giovani: sono epigoni che scimmiottano coetanei esteri, quando non direttamente maestri del passato (vedi camminata di Giorgio Andreotta Calò da Amsterdam a Venezia, speriamo che poi a Venezia non installi delle pietre raccolte come faceva Richard Long…).

    Quindi non ha senso parlare di padiglione italiano. Forse sarebbe giusto darlo ad un solo giovane che abbia determinato un reale scarto e che possa essere interessante per la scena internazionale, ma in italia non ne vedo.

  • Il titolo che avete dato a questa video-intervista è assai fuorviante e non coglie per niente l’ironia di D’Agostino nel raccontare la “genialità” inconsapevole di Sgarbi.
    Del resto proprio la disinvoltura del titolo è la migliore riprova di quanto afferma D’Agostino: “nulla si esclude, tutto si aggiunge”.
    Nessuna asserzione (culturale, artistica, politica, sociale) ha la forza di liquidarne un’altra, ma vi si affianca, pronta ad essere sostenuta e difesa da schiere agguerrite, pronta ad essere attaccata da schiere altrettanto agguerrite.
    Il risultato? Un ics, è evidente…

  • Giovanna

    D’accordo sul titolo assai fuorviante…D’Agostino è durissimo ed è chiaramente contro il Padiglione Manicomio!!!

  • hm

    anche secondo me l’operazione di sgarbi è assolutamente consapevole e rappresentativa dell’italietta nel 2011 . non bisogna mischiare quanto sia sgradito il personaggio (in primis ai sionistroidi fintoprogressisti che fanno censurare canali youtube come se piovesse) con il lavoro che presenta . così come non bisognerebbe mischiare i comportamenti privati dei politici con la vita pubblica (come invece succede in italietta e negli stati uniti negli ultimi decenni) . in quanto a volgarità mi concentrerei su copialan e le sue patetiche scopiazzate .

  • Scusa, ma non colgo nessuna nota positiva nel termine “genialata”.
    Il Padiglione Italia non fa altro che presentarsi come l’apoteosi dello stereotipo italiano (mafia, raccomandazioni, “famiglia”). Nulla di positivo e soprattutto, a mio umile avviso, non si percepisce la voglia o anche solo il tentativo di “risorgere dalle ceneri”…
    Forse che la Fenice-italia sia definitivamente morta? O stia aspettando tempi migliori? O purtroppo (ahimè, lo penso) che si sia trasformata in una sorta di gallina?

  • hm

    in fondo ha semplicemente fatto scegliere ad altri intellettuali (gente che è reputata di alto spessore culturale tipo scalfari ad esempio) il loro artista preferito . mi sembra un’operazione democratica, se non fosse che la culturetta italiana gira a senso unico senza la minima personalità . questo discorso i furbetti anonimi tipo lucarossi (tutto indaffarato ad entrare nel sistema e a spedire mail ai suoi operatori del cuore perchè ‘il miglior sistema non è da mettere in discussione’) non lo affrontano nemmeno di striscio .

  • non si tratta di democrazia, nè di scelte di qualità, nè di faciloneria.
    Ma quale scelta? Ma quale lavoro?

    Il sottotesto delle parole di D’Agostino è un altro: giacché l’unico modus operandi possibile in Italia è il Coinvolgimento Totale, in cui Dialogo e Confronto sono solo lo schermo dietro il quale occultare il Papocchio, un padiglione che estremizzi tale modalità è una “genialata”…

    Ma soprattutto, in ciò consiste l’annullamento, l’azzeramento dell’opinione. Che parliamo a fare se nessuno ha la possibilità di convincere nessun altro? Che parliamo a fare se tanto “io faccio il mio e tu fai il tuo”? Che parliamo a fare se tanto “tutti hanno le loro ragioni”?

    Quelli che sono con Sgarbi, quelli che sono contro… ma qual è la differenza?
    Che ci importa? sembra dire D’Agostino (e ha ragione, dio se ha ragione), visto che tanto come diceva De Filippo: “ognuno sape i fatti suoi”…

    • hm

      le scelte sono state fatte fare ad altri, quindi dal mio punto di vista è questa la nonscelta geniale . una scelta alla ponzio pilato . così sbatti in faccia a tutti la realtà e non sei nemmeno attaccabile .

      – Quelli che sono con Sgarbi, quelli che sono contro… ma qual è la differenza? –

      infatti nessuna . lucarossi parla di ignoranza di sgarbi ma sinceramente dovrebbe andare a un party di toilet paper a ballare per colpa di chi chi chi chicchichirichì (piccione) e la bella musica che passano in quelle diarree di feste .

  • cdf

    Non solo al Padiglione Italia sono ammanicati ma anche all’esposizione delle Accademie di belle arti. La commissione per ogni Accademia era interna….
    la maggior parte degli allievi selezionati avevano partecipato a mostre curate, guarda caso dai rappresentanti stessi della commissione. Ma si…, insegniamo subito com’è la vita fuori dall’Accademia!

  • ale

    Si ok, però non è che le scelte fatte dai curatori delle biennali precedenti rispondano a criteri di selezione più limpidi ! condivido , questo minestrone è lo specchio dell’ Italia di oggi ed è quindi un’ espressione d’arte contemporanea che più contemporanea non si può. A me suscita grande ilarità questa guerra tra intellettuali su cosa sia l’Arte Contemporanea e quale espressione sia degna di essere chiamata Arte. E’ una vita che lo dico: In Italia ci sono più studiosi che autori e come dice il proverbio.. “chi sa fa e chi non sa .. Insegna! “

    • H. Coyote

      Che cosa sia Arte e cosa no è un dibattito vecchio come il cucco, nell’ordine delle migliaia d’anni, per niente contemporaneo.

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  • unosumillecelafa

    beh non meravigliatevi di queste parole, non dice niente che già non sia pensato prima, il padiglione è la cartina di tornasole della cultura in Italia, e come pseudo “contro-biennale” ? – (visto che il bonito oliva è il nemico storico di sgarbi) – siamo ridotti all’album di figurine di pintaldi. in questi ampi meandri, nell’arte contemporanea, non c’è scampo

  • G.G.

    Genio indiscusso.