Vent’anni dopo. Quinto numero della “Rivista d’arte” di Olschki, che mancava all’appello dal 1992

A volte ritornano. Risale a diciannove anni fa la pubblicazione dell’ultima serie – la quarta – di Rivista d’arte, periodico internazionale di storia medievale e moderna fondato nel 1903. Nel 1992 il numero, diretto da Ugo Procacci, Alessandro Guidotti e Margaret Haines, si era concentrato sulla storia delle arti in Toscana. E anche per la […]

A volte ritornano. Risale a diciannove anni fa la pubblicazione dell’ultima serie – la quarta – di Rivista d’arte, periodico internazionale di storia medievale e moderna fondato nel 1903. Nel 1992 il numero, diretto da Ugo Procacci, Alessandro Guidotti e Margaret Haines, si era concentrato sulla storia delle arti in Toscana. E anche per la rentrée pare che la pubblicazione edita dalla fiorentina Olschki mantenga una prospettiva “centrista”, se è vero che a scorrere i nomi del consiglio scientifico e della redazione le provenienze si concentrano prevalentemente nel mondo scientifico ed accademico dell’Italia “di mezzo”, a partire dal direttore, Alessandro Tomei, docente in quel di Chieti. Tra i nomi di maggiore risonanza “mediatica”, quelli di Marzia Faietti, direttrice del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, e di Francesca Cappelletti (legata alle ricerche sulla Cattura di Dublino del Caravaggio e, pertanto, protagonista del libro di Jonathan Harr).
Accanto a quest’ultima, nella “testa” del periodico figurano anche Wolfger Bulst, Giovan Battista Fidanza, Francesco Federico Mancini, il direttore Tomei, Piera Giovanna Tordella e Ranieri Varese. Siedono nel comitato scientifico Maria Giulia Aurigemma, Jean-Pierre Caillet, Hugo Chapman, Valter Curzi, la succitata Faietti, Cristina Galassi, Herbert L. Kessler, Fabienne Joubert, Pierluigi Leone De Castris, Catherine Loisel, Marina Maiskaja, Vittoria Markova, Alessandro Nova, Anne Markham Schulz, Antonio Natali, Marina Righetti, Massimiliano Rossi, Lucia Simonato e Gerhard Wolf.
Per quanto concerne i contenuti, l’editore – che festeggia quest’anno i 125 anni di attività – ha annunciato un focus sul disegno, “sia come terreno di analisi della dimensione mentale e progettuale della produzione artistica, sia come esito di percorsi estetici autonomi”.

– Anita Pepe

www.olschki.it

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Anita Pepe
Insegnante e giornalista pubblicista, Anita Pepe è nata a Torre del Greco (Na). Ha pubblicato il suo primo articolo nel 1990. La laurea in Lettere presso l’Università di Napoli “Federico II” l’ha indirizzata verso una formazione prevalentemente storica; si è avvicinata al contemporaneo per motivi professionali, collaborando per oltre dieci anni con quotidiani, periodici e websites. Ha scritto testi critici per mostre e interventi in spazi privati e istituzionali. Blogger a tempo indeterminato, non riesce a sottrarsi alle tentazioni del nazionalpopolare, politica inclusa. Avrebbe tanto voluto scrivere una minibiografia più cool, e si scusa per non esserci riuscita.