Si o no, che importa? Il problema non è il Padiglione Italia, ma l’Italia tutta. Parola di Adalberto Abbate…

Quelli che hanno detto No adducendo motivazioni articolate e precise, quelli che No l’hanno detto senza soffermarsi  troppo a spiegare, e quelli che, pur rifiutando, hanno preferito non comunicarlo proprio. E poi qualcuno che ha detto Sì, sentendo il bisogno di rendere pubblica la cosa. Ma c’è pure chi sostiene che dire Si o No […]

Adalberto Abbate, Palermo says, 2009, installazione fotocopie a parete (particolare), cm 300x400, courtesy Galleria Francesco Pantaleone, Palermo

Quelli che hanno detto No adducendo motivazioni articolate e precise, quelli che No l’hanno detto senza soffermarsi  troppo a spiegare, e quelli che, pur rifiutando, hanno preferito non comunicarlo proprio. E poi qualcuno che ha detto Sì, sentendo il bisogno di rendere pubblica la cosa.
Ma c’è pure chi sostiene che dire Si o No al Padiglione Italia, è un po’ la stessa cosa. Tanto, il disastro che ci sommerge è tale da non ammettere alcuna esitazione, alcuna spiegazione, alcun ripensamento o fine individualistico. Una rivoluzione ci vorrebbe. E basta.
Di chi parliamo? Di Adalberto Abbate, uno che sull’idea di contestazione rivoltosa ha orientato la sua recente ricerca.
Abbate ci ha scritto, a proposito della Biennale. Ma di sé non parla: la sua presenza o la sua assenza diventano un fatto marginale. Dall’episodio biennalesco l’artista siciliano prende spunto per una riflessione generale intorno all’attuale situazione politico-economica italiana, alla relativa indifferenza del mondo dell’arte e al ruolo della cultura.
Che Abbate era stato invitato Venezia, per la sezione Accademie, ve lo diciamo noi. E vi diciamo anche che la sua risposta è stato un secco no, senza troppi giri di parole.
Un po’ di parole le mette poi, nero su bianco, nella lettera qui di seguito. Che noi condividiamo, assieme a tutte le altre che abbiamo pubblicato e che costituiscono un piccolo diario in progress di questa insolita, delirante, convulsa vicenda…

– Helga Marsala

Adalberto Abbate, For politicians only, 2009, mazze da baseball modificate, dimensioni reali, courtesy Galleria Francesco Pantaleone, Palermo

Da semplice osservatore dello stato attuale.
Siamo a pochi giorni dell’inaugurazione della drammatica kermesse veneziana. Osservo da giorni, mesi e anni i movimenti viscerali di questa nostra Italia della cultura. I momenti difficili generati dalla crisi hanno colpito le fondamenta dell’economia culturale, e quindi anche i suoi protagonisti, che da lungo tempo non proferivano parola intorni al disagi del Paese. L’interesse del mondo dell’arte verso i problemi del paese era completamente inesistente.
Poi la crisi e il lieve risveglio: piccoli movimenti antipolitici, simili a un subbuglio intestinale, cominciano ad affiorare qui e là.
I teatri fanno un minuto di silenzio per i tagli alla cultura, gli artisti volteggiano con performance di protesta, intellettuali e premi nobel per la letteratura ottengono l’attenzione delle telecamere per parlare di lotta incontrastata contro un sistema corrotto. Contro un malgoverno che sta demolendo, giorno dopo giorno, la cultura italiana.
Poi, tutto tace, tutto riprendere a scorrere come prima.
E le Accademie di Belle Arti, addirittura, decidono di partecipare alla Biennale di Venezia, anziché  indignarsi per la crisi che sta investendo la formazione culturale, la ricerca, lo sviluppo.
Dalle Accademie che educano giovani menti, più che dagli artisti con il loro percorso individuale, mi sarei aspettato un rifiuto simbolico. E invece? Pronta partecipazione.
Dire c’ero anche io, come dire io ho rifiutato, pesano allo stesso modo. Per lungo tempo il mondo della cultura è rimasto indifferente ai problemi del Paese: i lavoratori che hanno perso anima e stipendio, i terremotati dell’Aquila e gli alluvionati di Sicilia, la Campania devastata dai rifiuti, la cultura che crolla, Pompei ridotta in briciole, Agrigento che si sta polverizzando, la strage delle Palme centenarie di Palermo, Roma e i suoi monumenti senza interventi di ripristino e salvaguardia…
E l’Italia tace. Tace perché si è in pochi a volere sistemare le cose. Tace perché gli artisti si indignano solo in maniera individuale e autocelebrativa.
Non è più il momento di pensare alla propria individualità, in un paese che miete vittime e che affama ogni giorno migliaia di persone.
Esserci o non esserci in Biennale conta poco, l’arte dovrebbe agire unita.
La cultura si considera la mente di questo paese… E allora che la cultura aiuti questo paese a pensare.
L’espressione artistica gode di un privilegio di libertà: impegnarsi per liberarsi dalla corruzione e dall’ignoranza è un dovere morale. Si deve andare contro tutti, dal curatore televisivo del Padiglione Italia, al Premio Nobel della letteratura divenuto selezionatore per il Padiglione stesso. Bisogna attaccare il vergognoso intellettuale di destra e fare lo stesso con quello di sinistra.

Poi, potremmo finalmente tornare a parlare di buona cultura.

“É forse solo un brutto sogno”

Adalberto Abbate

CONDIVIDI
Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.
  • ipazia

    avevo già un albergo prenotato, e mi mancheranno gli amici, i personaggi curiosi, la confusione, l’umidità ad alto tasso artistico e tutte le novità della laguna.
    Ma alla fine ho disdetto tutto: non avrebbe avuto senso esserci e non capire, esserci senza pace.
    E quindi aspetto per chiarire a me stessa, per decidere consapevolmente e non trascinata dagli eventi..

  • hm

    ok però non è che se protesti o fai il girotondo con nanni comunetti la crisi sparisce eh?
    poi concordo con chi arriva in ritardo alle mostre magari quando ci sono già i monitor rotti etc, anzi ritardo in tutto anche al cinema bisogna arrivare in ritardo a spettacolo già iniziato . arrivare puntuali o addirittura in anticipo mette l’ansia .

  • Cristiana Curti

    Caustico hm… ma quanto è stato citato Moretti per questo Padiglione Italia?
    Però Adalberto Abbate ha ragione. La cultura italiana non è “solo” il Padiglione Italia, sono i premiucci che fioriscono come le margherite di campo e di queste valgono meno, il sottobosco dei curatorini, lo sgomitìo per comparire in un mercato dell’arte nazionale inesistente (per il resto del globo) e del tutto sommerso, i mille libri pubblicati che non sono nulla e vengono spacciati per l’evento dell’anno, e – naturalmente – le sontuose palme di Palermo (che belle!) che muoiono, Pompei che da vent’anni vive di progetti speciali che non hanno nulla di speciale se non rubare i nostri soldi, il nostro paesaggio devastato dagli assessori e dalle giunte di villaggi di 1000 anime che intervengono con colate di cemento su territori che dovrebbero essere (tutti) tutelati dall’UNESCO, l’indifferenza per la schedatura dei nostri beni artistici, l’indifferenza per gli archivi storici, il livore di chi vive ora e qui contro i nostri pensatori e critici migliori a lui precedenti (anche morti, anche moribondi, anche morituri), il protagonismo di chi non merita credito e non c’è verso che si sposti dall’obiettivo, il depauperamento della nostra scuola, dei nostri conservatori e teatri e delle accademie, ridotte a mendicare una ribalta purchessia anche se i docenti odiano a sangue il capocomico…
    Sembra che siamo in fondo al baratro.
    Eppure, aldilà della crisi generale che investe persone, cose e vite, io voglio intravvedere qualcosa che sta cambiando e che – come dice bene Abbate – trascende le partigianerie politiche. E infatti non c’è bisogno di girotondi di alcun tipo.
    Qualcuno, fra i cori di individualismi, comincia a cercare l’altro: il filosofo l’artista visivo, il poeta il musicista, lo storico i testi migliori confidando di poterli un giorno migliorare e proprio “quel” direttore di Museo e non un altro per presentargli il suo progetto di studio e di mostra. Mi pare di vedere una rete di eccellenze che si trova in qualche modo.
    Ma non c’è bisogno di essere “intellettuali”: alcuni di noi, pubblico, e non pochi, cominciano a non poter più sopportare la perdita premeditata dei nostri tesori e del nostro futuro artistico e culturale.
    Se rimaniamo al simbolo di questo Padiglione Italia, che però è solo una piccola parte della Biennale, potremmo sprofondare nella desolazione e non riaverci; per cui, Ipazia, torni da queste parti (è tempestoso, ma umidissimo…) non per le stupide feste che fanno solo cornice, ma per tutto ciò che Venezia diventa in questo momento. Io ci credo. Ospitiamo la mostra d’arte contemporanea più significativa al mondo nella città più bella del mondo.
    Io ho la fortuna di poter essere qui e tornare quando voglio anche a video defunti o quando le stanze in cui si chiede di intervenire sono state massacrate e non si capisce nemmeno più qual era l’idea dell’artista. Fa persino tenerezza questa “casa” dell’arte che nelle settimane frana su se stessa. Da Venezia si ha un quadro preciso di cosa i governi sconsiderati degli ultimi dieci-vent’anni intendono per “sfruttamento culturale” e non è edificante ciò che si vede.
    Ma io ho la sensazione (giustificata) che qualcosa stia cambiando, malgrado tutto.
    Poi darei non so che per fare un giro all’Arsenale con hm…
    Grazie, Helga, per la nota che mi ha fatto pensare.

    • Peppino de Filippo

      Cristiana Curti …. post semplicemente fantastico…. te lo posso rubare e pubblicarlo su facebook?

      Bellissimo

      • Cristiana Curti

        Dici sul serio che ti piace? Il post non è più mio, è pubblico, come qualsiasi altra nota che non provenga dalla redazione, credo. Per me, se davvero credi così, è un onore. Grazie

        • Peppino de Filippo

          Assolutamente lo pubblico sul profilo di facebook e naturalmente riporto il tuo nome è il minimo che possa fare… tu sei su facebook che ci incontriamo?
          Ciao e grazie

          • Cristiana Curti

            Non sono su facebook, perché ne ho velata paura. ma in alcuni posti su internet mi trovi. Mi hai davvero lusingato. Ti ringrazio molto e ti auguro buona giornata.
            p.s. credo che in ogni caso tu debba riportare da quale sito proviene. Non sono molto forte in queste faccende….

  • hm

    abbate può avere ragione in linea di massima però queste frasi non hanno molto senso ———> – Poi la crisi e il lieve risveglio: piccoli movimenti antipolitici, simili a un subbuglio intestinale, cominciano ad affiorare qui e là. –
    piccoli movimenti antipolitici tipo quali? quelli che sono stati fomentati contro gheddafi per scatenare la guerra al petrolio esportatrice di democrazia? secondo me il problema di fondo è andare sempre alla radice . anzi il problema dell’italietta in questo momento è scegliere a chi andare in pasto essenzialmente . fosse per me ad esempio la sicilia dovrebbe essere venduta alla cina, penso che si risolleverebbe alla grande, lo avevo già scritto in tempi non sospetti (ricordiamoci che la cina l’anno scorso stava per comprarsi la grecia) .
    ma quindi cara cristiana curti sei di venezia? io non so cosa darei per vivere in una città senza macchine sgasanti, l’unica sfiga è l’acqua alta . se venezia fosse in olanda però i ponti e le dighe per trattenere l’acqua sarebbero già stati costruiti da un pezzo . anche newcastle è una città molto all’avanguardia, mi è venuta in mente per i ponti

    • Cristiana Curti

      Sino alla prima metà del ‘900 non c’erano acque alte come sono oggi, quasi quotidiane da novembre a marzo e più alte quando c’è scirocco, se non una due volte l’anno. Piazza San Marco (il punto più basso in assoluto della città che più frequentemente poteva essere allagato dalle maree) aveva una rete di centinaia di “sfiatatoi” che dal piancito della piazza faceva defluire l’acqua e la conduceva attraverso un sistema capillare di tubi sotto pavimentazione sino di nuovo in laguna o nei canali maggiori. Un progettino antico come la piazza ma efficentissimo. Poi distrutto dai restauri della pavimentazione della seconda metà del ‘900 (hanno cementato i fori e cancellato quasi totalmente la rete di tubazioni sottostante..). Nel frattempo, a Marghera costruivano il polo chimico e per far passare le petroliere scavavano nei fondali di laguna alcune “petrolvie” che vanificavano le opere di contenimento delle maree al Lido e lasciavano che l’acqua passasse molto più abbondantemente e più frequentemente. Molto si è discusso sul MOSE (il sistema sommerso di paratie riempite di acqua che all’arrivo della marea si svuota e si alza e che ha costi di manutenzione terribili) ma forse – visto che il petrolchimco è smantellato, il porto di Venezia è pressoché solo turistico, e di petroliere non se ne vedono più in giro – bisognerebbe anche reinterrare gli “accessi” nell’area di Marghera. Non posso dire di più, è questione davvero complessa per me.
      E’ possibile che in Olanda o giù di lì avrebbero risolto tutto prima e meglio (però laggiù alcuni sistemi di contenimento sono di nostri ingegneri, che lavorano del resto in tutto il mondo), ma così è.
      Comunque l’acqua alta è una menata davvero solo quattro o cinque volte l’anno quando supera il metro e 20, metro e 30. Le altre sono accettabili, anche se i negozianti dell’area di San Marco non sono felicissimi, ma abituati. Inoltre il fenomeno, che è annunciato dalle sirene molto prima che accada, nei picchi (e nei disagi maggiori) dura al massimo una mezz’ora (un’ora) a seconda dell’importanza e dei luoghi. E lì si scatenano i fotoreporter…
      Il problema maggiore l’hanno i turisti scemi che sguazzano divertiti con le scarpette di cuoio dimenticando che è acqua salata e che le scarpe si rovineranno inesorabilmente. Noi andiamo con stivali di gomma (e se presi alla sprovvista con sacchi di plastica da legare con le corde ai polpacci) e grossi intoppi non ce ne sono per gli spostamenti che qui sono sempre a piedi o in vaporetto (certo il tacco 12 e la scarpina firmata non sono molto adeguati…).
      Vivo a Venezia da trent’anni ma devo stare molto (moltissimo) a Milano per famiglia e lavoro, e preferisco sempre il disagio dell’acqua alta al traffico di Milano e al disagio di vivere a Milano in genere. Opinione mia, naturalmente. Sono comunque una persona privilegiata.
      E’ vero però che l’acqua alta non fa bene ai palazzi, ai muri, alle strutture. Ma è altrettanto dannoso il moto ondoso dei motoscafi nel Canal Grande e nei canali che “scava” nelle fondamenta del Duecento e le distrugge inesorabilmente (famoso fu l’intervento sulla scalinata di Palazzo Grassi in Canal Grande, crollata sotto l’erosione del moto ondoso alcuni anni fa). Però non è così spettacolare.
      Meteo di oggi: cielo bianco latte e umidità tremenda, ma non piove.
      Ma per tornare a qui, caro hm, io la Sicilia non solo la tengo tutta e ne rivendico la “proprietà patria” sopra ogni cosa (piuttosto lascerei qualche altro pezzetto qua e qualche altro là, ma forse neanche…), ma sono contenta che sforni artisti come Adalberto che ho avuto il piacere di apprezzare anche alla Fondazione Pomodoro a Milano diversi mesi fa.
      Aldilà della scrittura e delle metafore io concordo con lui, sperando che trovi il senso della rinascita che – ripeto – secondo me è matura.

      • Cristiana Curti

        Correggo, adesso piove.

    • Alfredo Aceto

      Ma qui criticano tutti la nostra Italia, quell’Italia che sta festeggiando il suo compleanno, quell’Italia fatta di comuni e di persone! E po c’è Venezia! Venezia è quella città che quasi è più inquinata di Città del Messico. Venezia è quella città dove per fare 10 metri o hai il motoscafo o sali sul vaporetto che inquina lui da solo in due minuti quanto tutti gli autobus di Roma in una settimana. Che belle queste critiche alla nostra Italia! Un biglietto per Londra (città sicuramente priva di inquinamento) costa soli 29,80 euro. Nessun criticone ha mai pensato di comperane uno, ovviamente di sola andata, e di andare a raccontare all’estero quanto si vive male in questo paese rovinato dalle automobili sgasanti?

      • hm

        stai scrivendo una massa di stronzate . venezia non è certo più inquinata di roma o milano . e nemmeno di bologna torino firenze napoli palermo e bari . inoltre un biglietto per londra con tasse e tutto non costa meno di 150 euro andata e ritorno . quindi resettati il cervello prima di iniziare a scrivere la prossima volta . e in ogni caso si sa che il problema numero uno di palermo è il ciaffico, lo dice anche benigni .

        • Alfredo Aceto

          Per l’inquinamento ti invito a guardare le statistiche. Per i voli il sito di easyjet. Talvolta cadono perché costano poco ma questo non è un problema se lo prendono i criticoni!
          E poi Benigni, leader pagato della sinistra che diffonde non cultura storpiando ciò che il passato del nostro paese ha saputo darci. Per quanto riguarda le mie stronzate, nonostante tutta la stima che ho per il tuo modo di scrivere, ti invito ad accettare il diverso modo di pensare. Lo sbuffo legittimo che viene a sentire tutte queste critiche è un giusto sentimento di appartenenza al nostro paese.

          • Cristiana Curti

            Critiche motivate e speranze legittime. E’ giusto che si cerchi di vedere un orizzonte che esiste.
            Prendo il tuo “Venezia è quella città che quasi è più inquinata di Città del Messico. Venezia è quella città dove per fare 10 metri o hai il motoscafo o sali sul vaporetto che inquina lui da solo in due minuti quanto tutti gli autobus di Roma in una settimana.” come orecchiato da chi o non sa cos’è Venezia (e non c’è mai stato) o non sa cosa’è Città del Messico (e non c’è mai stato: questa è davvero grossa). Il “due minuti di vaporetto che inquinano come una settimana di tutti gli autobus di Roma” vale solo se gli autobus sono elettrici (e a me non pare proprio). E devo ricordarti che Roma è sei volte Milano e Milano è venti volte Venezia che conta “ben” 59.000 residenti in centro storico. Comunque l’onere della prova di ciò che dici è tuo, non di altri. E ti ringrazio se me ne renderai conto, così scapperò finalmente da questa meravigliosa giornata che sta terminando con dolcezza e allegria.
            Infine, e questo è quello che conta, il giusto sentimento di appartenenza al tuo Paese (che è anche il mio) non è solo tua prerogativa. E qui, né da Abbate né da altri, è messo in discussione.
            Prenditela con chi ci ha messo in ginocchio (di ogni costa politica e economica) di fronte al resto del mondo. Non con chi attraverso l’arte vede un riscatto per sé e per gli altri.

  • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

    Alla Biennale di Venezia, sotto un lampione c’è un’artista ubriaco che sta cercando qualcosa. Si avvicina un vigile urbano e gli chiede che cosa cerca ? La mia arte, risponde l’artista, e si mettono a cercarla insieme. Dopo aver guardato in lungo e in largo, fuori e dentro i padiglioni espositivi, il vigile urbano gli chiede se è proprio sicuro di averla persa lì. L’artista smarrito risponde: credo di non averla lasciata qui. Assurdo ? Se è così che pensate di trovare l’arte, state cercando nel luogo sbagliato.

    • arrogante

      Azz..,che SPASEAMENTO!!!!!…diccelo tu allora che lo sai, dove trovarla….

      • arrogante, quando l’arte non si trova e l’artista è disorientato, non gli rimane che cercarla dentro se stesso. L’artista che esercita il valore della sua individualità e non è incline a far massa a far gregge – come sta accadendo in questi giorni alla Biennale di Venezia. Quando mai l’arte fa il gregge?

  • Paolo Glorioso

    c’è un’inesattezzanell’articolo
    “Che Abbate era stato invitato Venezia, per la sezione Accademie, ve lo diciamo noi. E vi diciamo anche che la sua risposta è stato un secco no, senza troppi giri di parole.”
    in realtà, come tutti i partecipanti alla sezione Accademie, gli allievi ed ex allievi segnalati dalle Accademie hanno presentato i propri lavori, in foto o in cd, per poi essere selezionati, quindi Abbate per essere invitato ha inviato traamite l’Accademia di Palermo il proprio lavoro prima di essere scelto, quindi il suo non può essere definito un secco no, al massimo un ripensamento.

  • paolo,p

    ma quanto sono snob questi artisti!

  • Flavia Corsi

    Ha Ragione Abbate é tutto da criticare non solo Sgarbi, non solo l’Italia alla Biennale ma anche molti premi, molte fiere, molti altri curatori ed artisti, I Baroni che distruggono le Università le Accademie d’arte e i Conservatori di musica, Assessori e Ministri alla cultura e all’istruzione.

    • Alfredo Aceto

      nel mio giardino ho un piccolo coniglio che amo molto veder correre sui verdi prati. Posso salvarlo o critichiamo anche lui?

      • alberto

        se è viola critichiamo pure lui

        • Alfredo Aceto

          E nero e bianco! Purtroppo non è viola perché privo di intelligenza!

  • Alfredo Aceto

    Per Cristiana Curti! Naturalmente Venezia non è inquinata come C del Messico che è la città più inquinata del mondo… penso si capisse! Rimane che è tra le 6 città più inquinate d’Italia. E una bellissima città ci sono stato innumerevoli volte quando parte della mia famiglia ci ha lavorato! Non ho assolutamente criticato Abbate, ci mancherebbe altro! Ho semplicemente espresso una nota di disappunto riferita a queste continue prese di posizione contro il nostro grande paese. Io non la penso come voi e sto all’estero… per questo mi chiedevo visto che ne avete un’opinione ancor più degradata della mia cosa ci rimanete a fare.
    Senza alcun nervosismo da parte mia vi auguro una sincera buona notte, in allegria come dite voi!

    • hm

      forse il biglietto dell’aereo te l’ha comprato qualcun’altro perchè andare a londra non costa 29 euro . credo che mammina non ti abbia spiegato bene come funziona . non so che statistiche tu abbia letto a proposito di livelli di inquinamento ma sono semplicemente ridicole . venezia è apprezzata universalmente anche per la qualità dell’aria e se esiste chi sceglie di andare a viverci di proposito sobbarcandosi ogni tipo di scomodità è anche per quello, oltre che per la bellezza e unicità del paesaggio .

  • Alfredo Aceto

    Ma perché tanto nervosismo? Comunque per il biglietto puoi andare comodamente su http://www.easyjet.com/IT/Booking.mvc e troverai gia la pagina con indicato il prezzo di un volo Milano Linate – Gatwick a 28,99. Da Gatwick è sempre scomodo andare in centro ma ci sono i treni se non si vuole esagerare con il taxi, insomma in un modo o nell’altro è fattibile. Quindi so come funziona, probabilmente non ne eri al corrente perché preferisci anche tu come me la mangnifica class di Alitalia o la comodissima Business di Lufthansa, ma esiste anche easyjet, ebbene si! Per quanto riguarda Venezia, nonostante il vostro caro Zanetto continui a dire che non è vero, i dati relativi alla diossina sono davvero mostruosi.
    Gia nel 1995 la rilevazione di diossina segnava nel Canal Grande un livello superiore di quattordici volte rispetto al limite di rischio fissato dall’istituto superiore di sanità. Visto che conosci Venezia così bene saprai quindi che Porto Marghera, il grande polo petrolchimico ha creato sia durante la sua costruzione che durante il suo funzionamento, delle ferite nell’ecosistema provocando un inquinamento altissimo dell’acqua. E stata un’emergenza a livello europeo quella di Venezia tanto da creare un consorzio chiamato “Venezia Nuova” che ha come obbiettivo quello di rivoluzionare lo sfruttamento delle risorse da parte delle aziende e di bonificare i terreni. E solo da poco che hanno bloccato il flusso di acque tra Porto Marghera e i canali Veneziani tant’è che le fondamenta delle case sono ancora tuttora impregnate di sostanze tossiche. Ho assistito al processo di 28 imputati per ragioni mie famigliari al tribunale di Venezia nel 2001 e, pur non schierandomi assolutamente da parte degli ecologisti, posso assicurare che le storie di tumori e malattie gravi provocate dall’inquinamento veneziano le ricorderò per tutta la vita. Quindi, ameno un poco di rispetto per coloro che, svolgendo lavori umili con grande dignità, hanno perso la vita a Venezia e a porto Marghera. Ci sono molti libri a riguardo!

    • hm

      ahahahahah viaggiare con il taxi, ma che bamboccio ridicolo sei? non ho parole .

      • hm

        hai una vaga idea di quanto possa costare in taxi gatwick londra? fai ridere .
        su easyjet il minimo che puoi spendere per andare a londra è 60 € mi sa che hai dei pesanti problemi di vista oppure hai selezionato un volo per settembre 2011 lol se lo cerchi per l’anno prossimo magari lo trovi anche a 5 euro provaci . per il resto che hai scritto su venezia (dopo aver guglato come un dannato per ore) io ho parlato di qualità dell’aria non di qualità delle acque dovute a scorie inquinanti (ora menamela che l’acqua evapora e ritorna in aria mi raccomando) . penso che sia almeno dagli anni 90 che porto marghera ha filtri a norma anche se non ho approfondito, sicuramente non mi sarebbe mai nemmeno passato per l’anticamera del cervello di mangiare del pesce a venezia .

        • Alfredo Aceto

          Per il taxi siamo intorno alle 70-80 sterline dipende dal traffico.

      • Alfredo Aceto

        guarda che non mi offende la cosa! Mi spiace tu non abbia parole perché apprezzo il tuo scrivere quando ho la fortuna di leggerlo! Comunque sarò un bamboccio, non ha importanza, ma i dati che ti ho esposto sono tutti verificabili, mi spiace tu ti limiti alla battuta sul taxi!

        • hm

          ok vai tranquillo, se hai voglia di spendere potresti provare anche a farti il giro della scozia in taxi fino alle highlands . poi ci fai sapere il conto .

          • Alfredo Aceto

            No per i tragitti lunghi il taxi è scomodo perché sono veicoli di bassa cilindrata, privi di sedili in pelle e in genere poco inquinanti. E meglio optare per il noleggio da rimessa che fornisce autovetture più confortevoli con autisti più cortesi.
            Pensavo tu fossi una giornalista che ben conosco e quindi, stupito da affermazioni tanto sinistrose, non capivo bene il perché di tanta aggressività. Questa mi ha gentilmente scritto facendomi presente che tal HM non si sa proprio chi sia. La invito quindi a leggere le campiture sovrastandi dove il nome è tassativamente richiesto per inviare un commento. Scandaloso questo mascherarsi dietro a due lettere per emanare critiche, informazioni infondate, sinistrose e piene di astio. Si assuma le responsabilità delle sue parole che sicuramente saranno condivise da molti.

          • hm

            sinistrose? stai blaterando parole a vuoto di cui disconosci il significato . guarda che l’unico che scrive informazioni infondate e ridicole sei tu aceto, stai facendo polemiche assolutamente inutili e nessuno ha ancora capito perchè continui a scrivere . non ho intenzione di contattarti in privato né mi interessa conoscerti o sapere chi sei, grazie .

  • h&m

    hm non ti arrabbi vero se ti clono il nome ogni tanto?

    beh, io dovrei essere un’esperta di inquinamento e a venezia ho mangiato più volte pesce.. è grave?

    • hm

      no basta che si sappia che non sei me . in ogni caso ho appena guglato scoprendo sta roba :
      – Negli anni ’70 venivano rilasciate annualmente 242.000 tonnellate di fumi tossici. Ogni giorno venivano emesse in atmosfera 4,6 tonnellate di CVM, 3,5 di dicloroetano, 800 chili di acido nitrilacrilico.
      Nell’acqua venivano scaricate 22.000 tonnellate annue di composti tossici, molti dei quali cancerogeni, comprese 45 tonnellate di metalli pesanti. 80 milioni di tonnellate di fanghi tossici sono state scaricate prima in laguna e successivamente in Alto Adriatico. 4.000 tonnellate di scarti di produzione dell’acido fluoridrico e fosforico venivano scaricate quotidianamente in laguna fino alla fine del 1988. Nel 1988, al principale scarico del Petrolchimico SM15 sono state quantificate 17 tonnellate annue di bromoformio, 47 tonnellate di fanghi, 65 chili di idrocarburi policiclici aromatici in grado di contaminare da soli oltre 260 tonnellate di fondali lagunari. –

      ora ho anche capito perchè a marina di ravenna/cervia/riccione a inizio anni 90 c’era l’acqua ricoperta da una coltre spessa di un’alga indefinita color diarrea e non si poteva fare il bagno . infatti in quegli anni TUTTI gli alberghi dell’adriatico (compresa la pensione anna) si munirono di piscine . cmq sì è gravissimo che tu abbia mangiato pesce a venezia, ma secondo me alla fine è più grave stare al computer 10 ore al giorno quindi non c’è problema .

  • ip

    lo sapevo che non ti saresti arrabbiato..
    ma non è giusto quindi cambio
    ok ok sono praticamente morta

  • ip

    sei tu che stai al computer 10 ore al giorno?
    e perchè?

    • hm

      per sport .

  • ip

    dietro ad un pc è facile non dire nulla di sè

    • Alfredo Aceto

      Nulla di se cosa che non indica il suo nome?

  • Cristiana Curti

    Gentile Aceto, prima te la prendi con chi “se la prende” secondo te a vuoto con il nostro Paese (ma chi, di grazia?), poi infili una serie di accuse diverse qui e là. Naturalmente con contorno di pietas (tua, per carità, NON “nostra”, perché “siamo” anche degli insensibili) nei confronti di coloro che sono morti a Marghera per questioni che riguardano il polo chimico e il lavoro che là si svolgeva nei diversi impianti.

    Anch’io seguii il processo di cui parli e la rabbia è ancora tanta, perché gli effetti sono ancora oggi dannosi PER LA GENTE CHE LAVORO’ AL PETROLCHIMICO. E’ una grande sconfitta del diritto e non c’è bisogno che tu mi insegni di chi devo aver rispetto.

    Da oltre una decina d’anni l’area di Marghera è convertita ad altro, anche se rimane il pericolo gravissimo di fughe di fosgene che ancora viene prodotto in un’unica area molto protetta ma indubitabilmente molto a rischio e che fa enorme paura a miei amici che abitano là, più vicini agli impianti (anche se con il fosgene in giro basta una folata di vento e siamo tutti morti, anche in isola). L’inquinamento “ordinario” non c’entra nulla. La questione è dolorosissima perché si deve scegliere se vivere nel pericolo o mantenere il lavoro. Hanno tentato un referendum ma non ci si riesce ad accordare sui termini, perché lo spettro della povertà è troppo forte.

    Ma sei tu che parli prima di aria veneziana (del centro storico) e la equipari a quella di Città del Messico e di motoscafi che in due minuti ecc. ecc.: se non volevi dirlo o pensavi si intendesse in altro modo, non dovevi dirlo, punto; è una questione che hai posto tu, molto malamente. Le parole contano.

    L’acqua è inquinata, nessuno si sognerebbe di far più i tuffi dai ponti in canale come facevano i bimbi fino a tutti gli anni ’50. Ma al Lido si fa normalmente il bagno e, anche se non è Caraibi come non lo è mezzo Adriatico (un mare “morto” del resto), non mi risultano casi di infezioni cutanee o malattie della pelle o di altri apparati.

    L’ecosistema lagunare è delicatissimo e in pericolo, ma lo sanno e lo dicono da tempo i biochimici, gli ingegneri e i biologi di mezzo mondo, forse anche meglio del Consorzio Venezia Nuova che (per motivi che hanno a che fare con le “lamentele” sull’Italia) sembra invece minimizzare alcune delle preoccupazioni intorno al rapporto danni/benefici che gli impianti del MOSE potrebbero arrecare a flora e fauna della laguna. Cercherò IO di non essere tendenziosa e non procederò su questo argomento, perché non mi ci voglio infilare…

    Mangio pesce veneziano e moeche gustosissime di cui vado pazza due volte l’anno (di laguna, da Chioggia, dagli allevamenti fuori dalla laguna Nord, dall’Adriatico…) e – facendo i debiti scongiuri – non ho mai avuto neppure un mal di pancia; solo ieri sera: un filetto di persico da leccarsi i baffi.

    In un cazzuto ristorante simil-chic di Milano (dove mi si continua a dire che arriva il pesce più fresco del globo) per l’unica volta in vita il mio stomaco di ferro che ha gustato di tutto dal Manzanarre al Reno (e anche più in là) ebbe due anni fa una potente intossicazione per un trancio di tonno ai ferri avariato (il mio e quello degli altri commensali che con me lo scelsero su un letto di rucola del menga).

    Alla mattina vado al mercato a Rialto e so cosa scegliere cercando di non comprare pesce che viene dalla Spagna e preferendo il “nostro” in zona. Consiglio anche le verdure e la frutta di stagione che si colgono a Sant’Erasmo e alle Vignole perché hanno un sapore che non si trova altrove al Nord Est (in particolar modo asparagi e castraùre, i piccoli carciofi raccolti appena prima della completa maturazione in primavera).

    Delle tariffe aree mi infischio (o dei taxi o navette per raggiungere Londra da Heathrow, Gatwick, Stansted o Luton) perché è argomento che non ha nessuna attinenza con chi si lamenta dell’Italia. E mi riesce difficile capire il motivo per cui è stato tirato in ballo.

    Non ho capito il tuo intervento. Non ho capito cosa vuoi ottenere. Non ho capito con chi te la prendi.

    L’ultima cosa che voglio è denigrare il mio Paese (magari con notizie inesatte e “a effetto”) né ho alcun desiderio di andarmene perché per quel poco che valgo intendo far qualcosa per questo suolo e per mio figlio. Anche se la voglia ogni tanto assale e ti rende amara la vita.

    Io, però, ho speranza e, quando posso, se posso provarlo, denuncio quello che la mia speranza minaccia.

    Continua a guardare il tariffario delle aviolinee di mezza Europa, e a documentarti come meglio pensi sui guasti che, chissà perché, tu hai il diritto di rilevare mentre contesti coloro che altri guasti rilevano.

    Magari ci trovi il senso della tua e nostra esistenza per metafore macroeconomiche. In bocca al lupo.

  • Cristiana Curti

    Gentile Aceto, prima te la prendi con chi “se la prende” secondo te a vuoto con il nostro Paese (ma chi, di grazia?), poi infili una serie di accuse diverse qui e là. Naturalmente con contorno di pietas (tua, per carità, NON “nostra”, perché “siamo” anche degli insensibili) nei confronti di coloro che sono morti a Marghera per questioni che riguardano il polo chimico e il lavoro che là si svolgeva nei diversi impianti.

    Anch’io seguii il processo di cui parli e la rabbia è ancora tanta, perché gli effetti sono ancora oggi dannosi PER LA GENTE CHE LAVORO’ AL PETROLCHIMICO. E’ una grande sconfitta del diritto e non c’è bisogno che tu mi insegni di chi devo aver rispetto.

    Da oltre una decina d’anni l’area di Marghera è convertita ad altro, anche se rimane il pericolo gravissimo di fughe di fosgene che ancora viene prodotto in un’unica area molto protetta ma indubitabilmente molto a rischio e che fa enorme paura a miei amici che abitano là, più vicini agli impianti (anche se con il fosgene in giro basta una folata di vento e siamo tutti morti, anche in isola). L’inquinamento “ordinario” non c’entra nulla. La questione è dolorosissima perché si deve scegliere se vivere nel pericolo o mantenere il lavoro. Hanno tentato un referendum ma non ci si riesce ad accordare sui termini, perché lo spettro della povertà è troppo forte.

    Ma sei tu che parli prima di aria veneziana (del centro storico) e la equipari a quella di Città del Messico e di motoscafi che in due minuti ecc. ecc.: se non volevi dirlo o pensavi si intendesse in altro modo, non dovevi dirlo, punto; è una questione che hai posto tu, molto malamente. Le parole contano.

    L’acqua è inquinata, nessuno si sognerebbe di far più i tuffi dai ponti in canale come facevano i bimbi fino a tutti gli anni ’50. Ma al Lido si fa normalmente il bagno e, anche se non è Caraibi come non lo è mezzo Adriatico (un mare “morto” del resto), non mi risultano casi di infezioni cutanee o malattie della pelle o di altri apparati.

    L’ecosistema lagunare è delicatissimo e in pericolo, ma lo sanno e lo dicono da tempo i biochimici, gli ingegneri e i biologi di mezzo mondo, forse anche meglio del Consorzio Venezia Nuova che (per motivi che hanno a che fare con le “lamentele” sull’Italia) sembra invece minimizzare alcune delle preoccupazioni intorno al rapporto danni/benefici che gli impianti del MOSE potrebbero arrecare a flora e fauna della laguna. Cercherò IO di non essere tendenziosa e non procederò su questo argomento, perché non mi ci voglio infilare…

    Mangio pesce veneziano e moeche gustosissime di cui vado pazza due volte l’anno (di laguna, da Chioggia, dagli allevamenti fuori dalla laguna Nord, dall’Adriatico…) e – facendo i debiti scongiuri – non ho mai avuto neppure un mal di pancia; solo ieri sera: un filetto di persico da leccarsi i baffi.

    In un cazzuto ristorante simil-chic di Milano (dove mi si continua a dire che arriva il pesce più fresco del globo) per l’unica volta in vita il mio stomaco di ferro che ha gustato di tutto dal Manzanarre al Reno (e anche più in là) ebbe due anni fa una potente intossicazione per un trancio di tonno ai ferri avariato (il mio e quello degli altri commensali che con me lo scelsero su un letto di rucola del menga).

    Alla mattina vado al mercato a Rialto e so cosa scegliere cercando di non comprare pesce che viene dalla Spagna e preferendo il “nostro” in zona. Consiglio anche le verdure e la frutta di stagione che si colgono a Sant’Erasmo e alle Vignole perché hanno un sapore che non si trova altrove al Nord Est (in particolar modo asparagi e castraùre, i piccoli carciofi raccolti appena prima della completa maturazione in primavera).

    Delle tariffe aree mi infischio (o dei taxi o navette per raggiungere Londra da Heathrow, Gatwick, Stansted o Luton) perché è argomento che non ha nessuna attinenza con chi si lamenta dell’Italia. E mi riesce difficile capire il motivo per cui è stato tirato in ballo.

    Non ho capito il tuo intervento. Non ho capito cosa vuoi ottenere. Non ho capito con chi te la prendi.

    L’ultima cosa che voglio è denigrare il mio Paese (magari con notizie inesatte e “a effetto”) né ho alcun desiderio di andarmene perché per quel poco che valgo intendo far qualcosa per questo suolo e per mio figlio. Anche se la voglia ogni tanto assale e ti rende amara la vita.

    Io, però, ho speranza e, quando posso, se posso provarlo, denuncio quello che la mia speranza minaccia.

    Continua a controllare il tariffario delle aviolinee di mezza Europa, e a documentarti come meglio pensi sui guasti che, chissà perché, tu hai il diritto di rilevare mentre contesti coloro che altri guasti rilevano.

    Magari ci trovi il senso della tua e nostra esistenza per metafore macroeconomiche. In bocca al lupo.

  • Cristiana Curti

    Sa Iddio perché è arrivato due volte. Ci rinuncio!

  • ip

    vedi hm, la mia dipartita non sarà a causa del pesce probabilmente

  • hm

    – dietro ad un pc è facile non dire nulla di sè –

    ma anche no .
    se mangi pesce veneziano 2 volte all’anno non penso possa causarti danni particolari, probabilmente potresti mangiare anche pesce di fukushima 2-3 volte all’anno ed essere ok . che poi io intendevo il pesce pescato chessò davanti a piazza san marco o in qualche calle interno (dubito che ci siano molti pesci però nei dintorni perchè mica sono idioti che stanno a cibarsi di petrolio delle navi, però magari la gente butta gli avanzi di cibo giù dalla finestra stile napoli e i pesci arrivano lo stesso) .

  • Cristiana Curti

    hm – le moeche sono i granchi in muta che rimangono senza carapace per pochi giorni fra marzo-aprile e ottobre-novembre. Vengono fritti dopo essere stati macerati in uovo sbattuto e latte. A causa della loro rarità e del fatto che la muta avviene solo due volte l’anno si possono mangiare solo nei mesi di cui sopra. In quei periodi, se potessi mangiarli tutti i giorni (e non posso per via della frittura) lo farei molto volentieri, perché sono sublimi.
    Per il resto dell’anno, sono comunque soddisfatta da infinito ben di dio. E mangio più pesce che carne, come dovrebbero fare tutti.
    Forse mi sono spiegata male. Quindi correggo a beneficio mio e dei pescatori di Rialto. E vostro, se capitate da queste parti nei mesi indicati. DUE VOLTE L’ANNO…

  • …ma cosa c’è Trani i pesci, le mosche ed i tour internazionali con l’articolo di abate??

  • …ma cosa c’entrano i pesci, le moeche ed i tour internazionali con l’articolo di abate??

    • Cristiana Curti

      Assolutamente nulla, caro Sereno, concordo con te.

      • Cristiana Curti

        Però le moeche dovresti provarle lo stesso…

        • ip

          le proverò io, a questo punto mi interessano

  • Alfredo Aceto

    L’ultima precisazione, ho letto che tal IP sostiene che dietro ad un pc (mac in realtà, pc se lo tenga pure) sia più facile non dire nulla di se. Mi fa davvero sorridere perché in questa valanga di commenti sono l’unico che indica il nome ed il cognome e sono l’unico che viene additato perché non dice nulla di sé? Ma davvero sembra il teatro dell’assurdo… un tizio o tizia che si fa chiamare ip mi rimprovera di non dire nulla riguardo alla mia identità quando solo scrivendo il mio nome su google si può sapere tutto, fin troppo?
    Sono divertito! Poi bamboccio…?? sono ben altre le critiche che mi fanno riflettere, non di certo quelle fatte dai sinistrosi arrabbiati!

    • ip

      signor aceto, mi dispiace deludere le sue aspettative, ma non mi riferivo a lei, e neppure ho mai avuto una qualche curiosità nei suoi confronti..

    • ip

      Signor Aceto, perchè vuole sapere il mio nome?
      Al mio nome non corrisponde la personalità irriverente che vede comparire di tanto in tanto..
      il mio nome è troppo serio e antipatico, e forse non solo il nome

  • Alfredo Aceto
    • mb

      sono sicura che non mancherà.. poi hm lo mandi pure a me

    • hm

      no .

      • Alfredo Aceto

        Che lei non abbia interesse era scontato dato che la curiosità è virtú degli intelligenti. Sono pero curioso io di sapere chi è lei e quindi, per correttezza, le domanderei almeno di indicare le sue generalità. Per il rispetto mio e di chi legge.

  • Alfredo Aceto

    E un vero sandalo che scriviate senza dare il vostro nome. Artribune fornisce preziose informazioni relative al nostro mondo e se si vuole completarle con insulti e critiche continue lo si puó fare ma non nascondendo la propria identità. Siete dei conigli sinistrosi ed in preda alla critica facile. Sparate stronzate. Ho potuto far leggere la frase relativa a Venezia citta dove molti vengono a vivere pur accettando la scomodita perche pulita e non inquinata ad una persona a me vicina implicata nel processo porto margara che si dice sconcertata da tanta innocenza.

  • hm

    sono ipercurioso ma non mi interessa minimamente conoscere bambocci che blaterano a vuoto di rispetto e altri concetti di cui ignorano il significato, grazie .

  • Cristiana Curti

    “Il problema non è il Padiglione Italia”. Mai titolo fu più azzeccato. Anche dalle moeche impariamo qualcosa, malgrado tutto.

    • hm

      il vero problema di parlermo è il ciaffico e di conseguenza l’inquinamento, benigni docet .

      • hm

        oltre al fatto che la gente parla troppo e non si fa i fatti suoi ah

  • GIOVANNI DEL PRETE

    grande Abbate l’unica cosa sensata sul padiglione italia e sulla cultura italiana tutta. Mandiamoli in pensione i direttori artisti e gli addetti alla cultura cantava il grande Battiato.

  • Marcello

    sei davvero l’unico artista serio italiano.

  • mendél

    GREAT! signor ABBATE :)