Si è inaugurata e noi c’eravamo: guardate come sono belle le opere della Biennale di Scultura di Roma…

Prendere una nota galleria romana e una curatrice ex consigliere municipale, metterla a capo dell’iniziativa, impastare qualche artista di rilievo come Salvador Dalì e Giorgio de Chirico con partecipanti la cui rilevanza artistica è tutta da verificare, aggiungere un pizzico del Vittorione (Sgarbi) nazionale, ed ecco che la portata è pronta! La Biennale di scultura […]

Romero Britto – For you

Prendere una nota galleria romana e una curatrice ex consigliere municipale, metterla a capo dell’iniziativa, impastare qualche artista di rilievo come Salvador Dalì e Giorgio de Chirico con partecipanti la cui rilevanza artistica è tutta da verificare, aggiungere un pizzico del Vittorione (Sgarbi) nazionale, ed ecco che la portata è pronta!
La Biennale di scultura di Roma, auto-declassata a rassegna, porta avanti l’opera autoreferenziale tra l’imbarazzo generale, evitando accuratamente qualsiasi riferimento all’intervento di ieri sera dei vigili urbani che hanno minacciato seriamente l’inaugurazione di oggi e che hanno intimato di sgombrare le opere abusivamente installate al Pincio (l’area di Villa Torlonia invece è stata concessa). Secondo Lamberto Petrecca, curatore insieme a Gloria Porcella, la proprietà della Casina Valadier, nelle cui pertinenze le opere sarebbero stateo installate, avrebbe avuto una regolare concessione per utilizzare lo spazio a fini culturali culturali. Smentendo così le notizie dell’imminente smantellamento delle opere dal Pincio. Insomma, Biennale sia: il giudizio sulle opere noi ci siamo scocciati di darlo. Fate voi le vostre deduzioni. Dopo aver visto le foto qua sotto.

Chiara Miglietta

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Chiara Miglietta
Chiara Miglietta (Galatina, 1982) è critica d’arte e curatrice. Attualmente vive tra Roma, Lecce e Londra, con la valigia sempre pronta. Ha un master in Curatore d’Arte Contemporanea con esperienza presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali in occasione dell’apertura del MAXXI (2009-2010). Collabora con alcune testate di settore come pubblicista, con particolare interesse verso la politica, l’attualità e l’economia dell’arte. Ha lavorato presso il Museo Chiostro del Bramante di Roma, curato la tavola rotonda Seix6 con i direttori delle Fondazioni romane (MLAC, Roma, 2010), l’evento Illuminando Lecce e l’esposizione Lumina Terrae (Lecce, 2011). Cofondatore dell’Associazione Culturale AttivArti.
  • Pazzesco…. sono riusciti a farmi restare senza parole!

  • Luca

    Bellissime. Cos’è? il giardino di Pinocchio?

    • fiorella

      nel giardino di Pinocchio ci sono opere di grandi artisti. Non somiglia neppure al paese dei balocchi, che ha una sua drammaticità e poesia. E’ solo spazzatura

  • a. p.

    quanto è costato tutto ciò?

  • Ma le sculture che si trovano a Collodi sono molto più belle!!

  • alessandra fina

    apperò!!!!

  • Marco Impellizzeri

    Ci sono appena stato. Uno schifo senza fine. mi auguro che una galleria ridicola come la Ca d’Oro dopo una così triste operazione ne abbia solo un letale danno d’immagine. Almeno davanti a chi affronta l’arte come una cosa seria.

  • andrea

    la bicicletta ce la vedrei di brutto da mars o da careof

  • hm

    ma il tizio in posa è scolpito?

  • qualcuno è in grado di argomentare? Perchè se la qualità dipende dal grado di ignoranza del pubblico, semmai a roma o a timbuctu c’è un pubblico che apprezza questo gigantismo popposo…

    • hm

      luchetto ma tu vivi negli usa? no perchè spiando il tuo splinder ho notato che non ti colleghi mai prima delle 15-16 stesso dicasi per i tuoi commenti che non appaiono mai alla mattina, è sospetta la cosa quasi come se tu avessi il fuso orario traslato di 6 ore, quindi visto che non sei di canicattì e non mi sembri uno che vive di notte ho pensato al nome whitehouse e ho fatto 2+2 .

  • Jhonny Sberleffo

    ANALISI DELLA BI-ANALE ROMANA
    Dopo la grande opera Papale posta in piazza dei Cinquecento, l’amministrazione culturale capitolina non poteva lasciarsi scappare un’occasione cosi ghiotta per deliziare ancora gli intenditori d’arte della città eterna! Così anche di questa grossa mostra la cittadinanza romana può solo che ringraziare gli amministratori ed i curatori dal palato fine in fatto di arte contemporanea.
    L’opera più interessante che riassume in toto i contenuti della rassegna, è certamente quella riprodotta dalla foto n. 5 della photogallery, in quanto è una sorta di gruppo scultoreo: pone in rapporto in un gioco di paradossi la mano di un gigante che afferra una vespa, mentre frontalmente campeggia una scultura iperrealista realizzata con queste resine innovative che rendono adesso sempre più simile il rapporto con la realtà, riproducente una figura umana con lo sguardo fisso da pesce lesso tipico dei babbei… Questa scultura rappresenta un uomo incurante dell’incombente pericolo, in preda ad una “beata innocenza” che lo rende indifferente a ciò che stà inesorabilmente per accadere… E’ stupefacente come ormai anche i mostri sacri dell’iperrealismo come ad esempio Duane Hanson, specialista nelle sculture di questi uomini di tutti i giorni dallo sguardo tipicamente bovino, risultino superati tanto da sembrare arcaici se messi al confronto con opere attuali come questa. A questa rassegna romana non possiamo che augurare quindi di conseguire il meritato su-cesso!!!
    Jhonni Sberleffo

    • hm

      in effetti il tipo dovrebbe immolarsi e farsi tassidermizzare perchè la sua faccia e la sua posa danno un senso a tutto il resto del complesso scultoreo .

  • un critico italiano

    Noto la presenza dell’ineffabile Cracking Art..un gruppo che ha fatto solo male con la sua sponsorizzata invadenza all’area del miglior oggettualismo italiano e parlo di nomi come Plumcake, Abate, Guzzetti, Ghibaudo, Bonomi; Riello Domestico e vari altri

  • nicola di caprio

    Quel signore è il figlio di Anthony Quinn, il Zampanò de La Strada di FF, il Zorba del film di Cacoyannis, ecc. E ho detto tutto …

  • ma

    gossippaccio spinto: per festeggiare l’inaugurazione, si è pure comprato la camicia nuova all’Upim…

    • hm

      non direi proprio. è una camicia etro .

      • ma

        ottima, come tenda. oddio, a pensarci bene anche come federa non sarebbe malaccio

        • hm

          etro è nota per le camicie a righe, in ogni caso non è un prodotto da upim non per altro ma in primis per il prezzo, anche se alla fine roba del genere è sempre meglio comprarla su ebay, magari in stock rubati rimessi in vendita a 15 € il pezzo (chi non è capace di riconoscere ed evitare il tarocco però è meglio che non si azzardi in tali mosse) . magari è eticamente sbagliato ma lo è anche spendere 150€ per pagare le spese di pubblicità del marchio . poi se uno si accontenta del tarocco e della qualità di ultima sempre su ebay da napoli si trova di tutto, etro compresa .

  • E’ ora di spiegare l’arte alla gente, è ora di firmare i messaggi, di mettere le palle sul tavolo da gioco e tirare fuori le carte. E’ ora di scendere in guerra contro questa barbarie che uccide la nostra identità più profonda e visibile al mondo, uccide il futuro degli artisti veri, uccide lo sviluppo. Fortuna che questa robaccia la vedranno solo i profani, e piacerà solo ai profani. Ma se la gente crede che l’arte sia solo creatività, estetica, o il giardino di Pinocchio, come giustamente scrive Luca, in parte dipende dal fatto che noi non interveniamo. So bene che dovrebbero farlio le istituzioni, ma tra l’ignoranza e la corruzione che le innerva, la formazione dipende da noi, e da nessun altro oramai.

  • arrogante

    PORCELLA: IL NOME DELLA GALLERISTA DICE TUTTO……!!!!

  • anna

    un filone creativo ben preciso per il gruppo scelto. bello !

  • luigi bellinzoni

    di una bruttezza imbarazzante

  • giorgio galotti

    Chi conosce il costo dell’operazione?

  • barbara tosi

    Capisco che il mio commento giunge tardivo, ma non è rassegna, non è biennale, ma che fosse il nuovo parco giochi?

  • bea

    inutile commentare oltre, povero dalì, povero de chirico

  • povera arte e povera italia…

  • C’è solo una buona notizia: Umberto Croppi è intervenuto con il suo autorevole parere, intendo sull’operazione, non sulle opere che non hanno bisogno di competenza per essere scaraventate nel camino, e il finanziamento del comune è stato cancellato. Per cui l’unico costo per la collettività è l’utilizzo di Villa Torlonia. Essendo il loro luogo di elezione, a questo punto è solo l’ennesima buccia di banana di questa gente senza arte ne parte. E, prima di gettarle nel camino, potrebbero farne un …..fascio……

  • mario

    mi è piaciuta

  • mario

    l’uso della resina (a prima vista sembra marmo) dell’alluminio delle materie plastiche, la fissazione per le materie riciclabili che dovranno salvare l’umanita’ ma non dalle loro ossessioni. Disordine sessuale, creazione di eroi ambigui, accattivanti famiglie indefinite, incomunicabilita’, difficolta’ al buon uso dei nuovi mezzi di comunicazione, rapporti sociali frettolosi…. mi è sembrato che fosse rappresentato tutto ciò, dunque non vedo il perchè di tutto questo accanimento contro !?!

  • Redazione

    Non siamo noi che ci siamo accaniti contro la Biennale, è la Biennale che si è accanita contro di noi…

    • mario

      Se è una questione personale cio’ non toglie nulla sulla valenza delle opere che a mio parere (da profano quindi molto opinabile) hanno rappresentato senza ipocrisie alcune problematiche dei nostri tempi. Non mi è parso giusto discreditarle in questo modo.