San Giorgio Maggiore ha dato L’Ultima Cena di Tintoretto alla Biennale? E Venezia la ripaga con una bella sfilata di megayacht

Portofino? Capri? Porto Cervo? No, la foto che vedete qui sopra è stata fatta in un posto dove molti di voi quest’estate presumibilmente passeranno. Non ci credete? Allora provate a traguardare fra i ponti e le torrette di questi megayacht: lo riconoscete? Sì, è proprio il campanile di San Giorgio Maggiore, perla del Bacino di […]

Yacht alla vernice della Biennale di Venezia

Portofino? Capri? Porto Cervo? No, la foto che vedete qui sopra è stata fatta in un posto dove molti di voi quest’estate presumibilmente passeranno. Non ci credete? Allora provate a traguardare fra i ponti e le torrette di questi megayacht: lo riconoscete? Sì, è proprio il campanile di San Giorgio Maggiore, perla del Bacino di San Marco, e la foto è stata fatta appena fuori dalla Fondazione Vedova, in Riva delle Zattere.

Una cosa forse senza precedenti: per qualche arcano motivo, le lussureggianti – e un po’ cafone, diciamocelo – cattedrali del mare che nei giorni della Biennale di Venezia si assiepano in laguna, oltre a decorare Riva degli Schiavoni quest’anno “inquinano” anche una delle vedute più belle del globo. Forse una ricompensa alla Basilica di San Giorgio, che quest’anno si è privata del suo principale capolavoro, L’Ultima Cena di Tintoretto, prestata a alle ILLUMInazioni di Bice Ciriger, ed è stata ripagata con questa imperdibile cornice…
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  • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

    L’ignoramnza e la volgarità non hanno limiti… La condizione privilegiata della casta dei ricconi offre numerose occasioni di trasgressioni da ciò che è considerato patrimonio dell’umamità: per esempio il piacere il lusso, la libertà di navigare e inquinare la laguna attorno alla Riva degli Schiavoni. Che c’è di tanto strano ? Assolvono pienamente le funzioni del loro rango !

  • marta jones

    sono proprio molti di questi ‘signori’ che finanziano il meraviglioso mondo dell’arte di oggi , moralista quanto opportunista all’uopo! Sono loro che spendono milioni di euro per soddisfare le voglie di galleristi arrampicatori e artisti-arredatori, vuoi non permettergli di godersi in prima fila una delle piu’ belle vedute del mondo?! Basta guardare anche questa biennale per rendersi conto ancora una volta del perenne declino….sfruttamento dell’opera del ‘povero’ Tintoretto inclusa! almeno cerchiamo di essere coerenti se pretendiamo di essere liberi……

  • Marta, è vero che finanziano “l’arte”, ma è altrettanto veritiero che la riducono solo ad un businnes privato, un affare di lusso per miliardari. Oggi l’artista si mette, acriticamente accanto al trono di queste persone. Si sente un essere superiore. Non denuncia e stigmatizza gli innumerevoli mali che provoca questa casta di ricconi sulla società: (degrado morale, assenza di valori, inquinamento ambientale ecc.). Questo mi fa ridere a crepapelle. A mio parere, oggi è più rivoluzionario criticare il comportamento di queste persone che creare opere addomesticate per il sovrano di turno. I mecenati del passato, se non altro avevano più senso del giudizio e cultura. Osserva cosa ci hanno lasciato in eredità: (lo dobbiamo riconoscere) città meravigliose, pregevoli opere artistiche, paesaggi e giardini incantevoli e tante altre opere materializzate del genio artistico italiano. Perché? Proprio perché noi sappiamo che i principi e i sovrani – se pur ingiusti nel esercizio dei loro poteri, sapevano comunque sognare meglio rispetto ai ricconi di oggi. Da tutto questo consegue che oggi il concetto di “arte” è inadeguato a far da fondamento alle forme estetiche e alle relazioni fra artista e collettività. Diciamo le cose come stanno: l’arte che è frutto di pura speculazione finanziaria è un’arte che non trasforma la società e non riscalda l’animo umano.

  • paolo

    Gli Yacht lì,ci sono sempre stati, quella di quest’anno non è una novità. A mio avviso coprono 1/100 delle possibilità spettacolari che offre Venezia.
    L’ennesimo pretesto per fare polemica dove non esiste il problema, per fare discussione sull’effimero.
    Da veneziano, appasionato d’arte, vi dico: fatevi un giro qui prima, venite a vedere con i vostri occhi anzichè prendere come oro colato tutto quello che si legge su internet, poi tornate a commentare questo post.

  • Caro Paolo, gli Yacht, sono opere dell’ingegno e simbolo di ricchezza materiale, le gondole sono preziose gemme che galleggiano sulla laguna, senza far rumore, in un silenzio funereo. Mi sia consentito ancora una volta dire che Venezia è un capolavoro di perfezione urbana di emozioni e vibrazioni ineguagliabili.

  • Alfredo Aceto

    Se un invito a pranzo su uno yacht può mettere il cuore in pace ai criticoni allora ci si può attivare. Ad ogni collezionista in visita si accolla qualche criticone per la prima o seconda colazione.
    In un mondo dove si dovrebbe parlare di estetica collaboriamo quotidianamente con persone che, se magari non sono proprio bruttissime, si conciano in modo tale da diventarlo. Quegli addetti ai lavori che, pontificando sull’estetica sembrano delle saponette di marsiglia usatissime e screpolate … sono loro che si lamentano degli yacht? Ma non ci sono cose più interessanti in questo periodo a Venezia? Che poi essendo l’unico mezzo di trasporto possibile in laguna la critica equivale a tacciare di volgarità chiunque vada in altre città a visitare mostre con automobili adeguate.
    Tra due anni a Venezia solo a nuoto!!

  • Alfredo Aceto

    Non avevo letto un commento! Ricconi = Assenza di valori…??? ma cosa vuole dire questo? Saremo mica finiti nel blog di qualche politicante sinistroso?? Chi fa questi discorsi sulle disponibilità altrui è molto ma molto più attaccato ai soldi (che purtroppo non ha) di chi ne fa uso come mezzo. Lasciamo perdere i russi volgari , magari sullo yacht nella foto c’è una persona che in termini di cultura mangia in testa a tutti noi.

  • SAVINO MARSEGLIA

    Non è il pranzo su uno Yact che fa la saggezza di un uomo… Chi sarebbe disposto a vendere la propria coscienza critica a qualsiasi prezzo? A quante e quali compromessi dovremmo rinunciare se la saggezza avesse in loro il sopravvento ?

  • Alfredo Aceto

    Ma vede io sono perfettamente in accordo con Lei. Ci mancherebbe altro, non è di certo il pranzo su un Yacht a fare di un uomo un uomo saggio. Sicuramente il proprio pensiero ha un valore molto elevato e non è da comparare ad una barca, figuriamoci!
    Ma proprio per questo, proprio perché tutti voi affermate queste verità, a cosa dobbiamo l’esigenza di criticare queste persone senza nemmeno averle viste solo da un oggetto che posseggono? Ma è allucinante, vergognoso, irrispettoso e infantile! Come possiamo affermare che un pranzo su una barca non fa un uomo saggio ma che possederla SICURAMENTE lo rende demente e privo di valori? La cultura non è legata al denaro, mi spiace. Chi non ha denaro ha più difficoltà nel crearla e per questo ha una vita certamente con maggiori rischi e va rispettato due volte perché self made man, ma chi ha delle disponibilità ha tutte anzi ancor più chance di essere colto. Per cui basta critiche gratuite a gente che nemmeno conoscete con la speranza di sentirvi dire: e vero, lui ha i soldi ma è un picio tu sei spiantato ma hai la cultura. NON E COSI!

  • SAVINO MARSEGLIA (spirito libero)

    Aceto, possiamo aggiungere alla cena sullo Yacht oltre al sale, aceto e olio, anche una dozzina di pornostar. Possiamo prenderle nel giardinetto hard del Padiglione Italia. Ti assicuro che sono delle autentiche opere d’arte in carne e ossa e non sono affatto siliconate, ma al cento per cento allo stato naturale. Cosa ne pensi? .

  • SAVINO MARSEGLIA (spirito libero)

    Caro Aceto, spesso la ricchezza non va d’accordo con la cultura, intesa come cambiamento della società, in cui si organizza l’uomo come unità psicofisica fornito di consapevolezza. Deve sapere che la produzione artistica, culturale è sempre vicina a quella economica e politica. Sta sempre all’artista scegliere con chi stare: per il cambiamento di questa società borghese o con quelli che non la vogliono cambiare nelle sue perverse fondamente?