Roma Updates: sabato di premi, a Seb Patane e Claire Fontane il Macroamici, a Pieter Hugo quello del Festival Fotografia

C’è il ricco fiorire di premi d’arte, fra le principali novità della quarta edizione di Roma – The Road ti Contemporary Art. Ieri vi riferivamo dell’esito del Premio dell’Associazione Giovani Collezionisti, che era alla terza edizione; oggi si sono giocate le carte di due riconoscimenti all’esordio assoluto. Il Premio Macroamici, assegnato dall’omonima Associazione, vedeva una […]

C’è il ricco fiorire di premi d’arte, fra le principali novità della quarta edizione di Roma – The Road ti Contemporary Art. Ieri vi riferivamo dell’esito del Premio dell’Associazione Giovani Collezionisti, che era alla terza edizione; oggi si sono giocate le carte di due riconoscimenti all’esordio assoluto.
Il Premio Macroamici, assegnato dall’omonima Associazione, vedeva una giuria composta da Luca Massimo Barbero, Direttore del Macro, Massimo Micangeli, Presidente Macroamici e da tre soci fondatori dell’Associazione. I quali dopo lungo dibattere non si sono accordati su un vincitore soltanto ed hanno bi-assegnato il premio a Claire Fontane (andatevi a vedere il bello stand di T293 prima che chiuda la fiera) e a Seb Patane rappresentato da China Art Object.
Battesimo di qualità anche per il premio Roma per la Fotografia, collegato all’omonimo Festival che si terrà dal prossimo 22 settembre nella capitale. Il vincitore –ad esultare è la galleria Extraspazio, sempre di Roma- è in questo caso Pieter Hugo. Per lui la sicurezza di poter allestire una personale proprio in occasione del prossimo Festival.

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  • Momo

    Peggio di così non poteva andare. Vuoi vedere che i giurati hanno i magazzini di opere della Fontane?

  • Giusy Lauriola

    Sono d’accordo per Pieter Hugo e anche a me ha colpito lo stand di China Art Object l’altro sinceramente non me lo ricordo!

  • Joe Sfincione

    Certo che Claire Fontaine devono essere proprio dei grandi artisti, e anche molto fortunati, riescono a vincere ogni cosa pur facendo lavori che sono francamente inutili.
    Inutili nel senso che non servono al senso, non servono ai sensi, non servono alla società, e alle persone che si fermano a guardarli.

    Insomma, sembrano fatti apposta per vincere premi e far scrivere commenti stupiti sull’accaduto.

  • Concordo con Joe Sfincione