Resuscitare un artista è poi così sbagliato? Ettore Favini e la locandina sugli zombie di Sgarbi a Venezia

  “Sgarbi ci regala ‘L’Arte non è Cosa Nostra’? Il titolo mi sembra esplicito, perchè l’Arte (quella con la A maiuscola) è così lontana da lui che proprio non è cosa sua…”. Non gliele manda a dire, Ettore Favini, al curatore-performer del Padiglione Italia. E ci costruisce sopra anche una locandina d’artista, non sapendo – […]

 

Sgarbi ci regala ‘L’Arte non è Cosa Nostra’? Il titolo mi sembra esplicito, perchè l’Arte (quella con la A maiuscola) è così lontana da lui che proprio non è cosa sua…”. Non gliele manda a dire, Ettore Favini, al curatore-performer del Padiglione Italia. E ci costruisce sopra anche una locandina d’artista, non sapendo – o forse sì? – di fare un po’ il suo gioco.
Sì, perché ormai emerge abbastanza chiaramente – è capitato anche con noi di Artribune – che le reazioni più o meno scomposte lui le considera parte del suo “progetto”, al punto di non mancare di sollecitarle, anche platealmente (quando “sfida” i critici a colpi di “esporrò anche il culatello”).
Comunque la locandina di Favini va a parare su altro: ovvero sugli inviti ad artisti mai coinvolti nel “giro”, oppure usciti ormai da tempo. Parla di zombie, “resuscitati da un lungo sonno”: e qui, forse, prende di petto l’argomento più debole contro Sgarbi. Nel diluvio di critiche sulle modalità di selezione, sulla mostra-minestrone, sull’organizzazione che definire colabrodo è un complimento, sui tempi ormai ridicoli, eccetera, se c’è stata qualche debole voce che ha cercato di cogliere segnali positivi si è puntata proprio su quello. Ovvero sul fatto di “rimettere in gioco” certi artisti che per i motivi più diversi sono oggi esclusi dal dibattito, o ne sono usciti, e quindi di fatto si presentano come “nuovi”, e forse per questo vanno quantomeno giudicati dopo visti. Un’operazione che semmai rischia di essere inficiata dalle altre anomalie…

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  • a. p.

    bisognerebbe capire per quale dei “motivi più disparati” sono usciti dal giro… e se ci sono mai stati; magari c’è qualcuno che è uscito dal giro perché non era bravo, o non ci è mai entrato per lo stesso motivo, senza fare troppa dietrologia; magari c’è chi è uscito dal giro per scelta e non voleva più tornarci… bah…

  • LAMPI DI PENSIERO FERTILE
    pro ILLUMIregioni Biennalizzate&Biennalizzanti
    http://lampisterie.ilcannocchiale.it/post/2640101.html

    L’esposizione nei Padiglioni Regionali biennalizzati da Vittorio Sgarbi regionalizzerà molti degli Artisti esposti ab aeternum come piccoli maestri noti nel territorio dove abitano e operano autorappresentandosi “significativi”, destinando all’insuccesso ogni esposizione successiva delle loro opere organizzata e promossa per nazionalizzarli.
    L’esposizione nei Padiglioni Regionali biennalizzati da Vittorio Sgarbi sarà curriculata come plus-valore, particolarmente da Artisti la cui scheda bio-bibliografica risulta carente di performances espositive notiziate da massmedia nazionali.
    L’esposizione nei Padiglioni Regionali biennalizzati da Vittorio Sgarbi sia colta, perciò, come occasione per costituire la categoria degli Artisti Regionali, superiore alla categoria degli Artisti Comunali e distinguibile dalla categoria degli Artisti Nazionali… per deambiguare talune ILLUMInazioni della 54 Esposizione Internazionale d’Arte.

  • Siamo all’epoca del trionfo della cultura dei catafalchi viventi: l’arte è diventata una miscela mortifera che si diffonde in ogni lembo di terra italiota. E’ l’epoca che produce “mostri” mediatici, insieme alla consapevolezza dell’inutilità di ogni problematica filosofica, etica ed estetica legata alla produzione di senso.

  • francomà

    E’ vero che i grandi artisti internazionali fanno delle opere egrege, che guariscono il cancro e l’AIDS, scongiurano cataclismi-tzunami e terremoti, debellano le guerre, la fame e la miseria nel mondo, opere che sono indispensabili alla ricerca scientifica, al progresso dell’umanità ed alla sua acculturazione e benessere fisico ed economico, ecc.ecc. e non servono più per arredare una parete ma per mostrare gigantografie inutili (che soltanto l’occhio massificato e consolidato della critica allineata contemporanea riesce a carpirne i reconditi taumaturgigi messaggi : 50 profilattici giganti, riempiti di un liquido colorato, che pendono dal soffitto – 50 manichini appesi altri 50 in piedi in mezzo alle sale – Montagne di sabbia del Maghreb con tubi di luce al neon che fuoriescono dalle stesse – 50 donnine nude che fanno le belle statuine nei Musei e chi non capisce una mazza di arte finisce per beatificarsi con l’arte della mazza, ecc.ecc) . Tralasciando le speculazioni del Mercato dell’Arte, le Aste fasulle per far levitare le quotazioni, le pubblicazioni ambigue e le rassegne di Strapaese ….. ma…il prodotto artistico oggi è veramente così enfatizzato , tanto da farci scaturire tutti questi commenti che, razionalmente analizzandolo, lascia il tempo che trova ????
    Questa è la Biennale di Sgarbi, ognuno canta con la voce che ha ….. ovviamente sono quelli che ne sono fuori che si lamentano ….. perchè, se chi si lamente fosse stato dentro (anche dentro a qualsiasi situazione …purchè in Biennale) ….. i commenti sarebbero stati completamente diversi …… così dichiarava la volpe che non poteva arrivare all’uva !!!!! Io la penso così !!!!! Francomà

    • l

      se tutti avessero sempre ragionato come te i critici sarebbero tutti e solo laureati in critica di vedute, paesaggi e nature morte stile sgarbi.
      e secondo me chi ne è fuori non si pone il problema di esserlo, perchè perlomeno non morirà soffocato il giorno dell’inaugurazione

  • francomà

    Quelli che ragionano come me firmano quello che dicono ( anche se detto in forma radicale e provocatorio per rafforzare il pensiero esposto) ….. e cercherebbero di eliminare tutti critici frustrati dall’evidente impossibilità di produrre ciò di cui parlano, tentando di appropriarsi del pensiero degli artisti e sostituirlo col proprio, afflitto da delirio di onnipotenza e sete di potere nel mondo della critica d’arte (sognando di diventare un Storico dell’Arte) ….. l’arte pittorica ed i suoi prodotti … non sono entità ormai più così importanti ….. tutto si può accettare purchè resti nel suo ambito circoscritto lontano dalle molteplici, ancora esistenti, velleità ….. ormai non ha più senso demonizzare alcunchè, in un’era in cui l’informatica ha invaso e stravolto l’esistenza umana, ne fa da vincitrice ed ha affidato alla storia tutto ciò che solo la storia può ricapitolare e collazionare. Francomà

    • l

      non vorrai mica che io adesso mi impegni in una risposta seria??
      facciamo così…
      non essendo una critica frustrata non posso condividere tale posizione.. però ti possa assicurare che l’era dell’informatica non consegnerà molto alla storia se da essa non attingerà alcune verità di base. Per il resto preferisco l’ironia alla tua opinione confusa…

  • francomà

    La dispenso dal produrre risposte serie , è un vostro diritto non condividere, anzi è superfluo , considerato che siete in possesso delle verità di base …… preferisco avere “opinioni verosimilmente confuse” che paludarmi di “certezze” opinabili. Non senza prima augurarle un buon pomeriggio e un buon proseguimento del suo lavoro. Cordialmente. Francomà

  • l

    Grazie, ma non ho alcuna certezza signor francomà, che non sia legata all’inesorabile flusso del tempo e al corso e ricorso dei cicli storici, e purtroppo alla velata conoscenza dell’animo umano, insomma… leggo con piacere i suoi dubbi, forse più sinceri delle mie certezze. Buon pomeriggio

  • J

    Nella locandina c’è un errore di inglese, si scriverebbe “VITTORIO SGARBI PRESENTS” con la S.
    Così invece non ha senso, potrebbe significare “IL REGALO VITTORIO SGARBI”… a meno che lo Sgarbi sia inteso in pluralis maiestatis.

  • daniela trincia

    l’azione di ettore favini è sicuramente carica di tantissimi significati, espressi anche dal fatto che nella locandina ha attinto a piene mani (volutamente o per superficialità?) da loghi con connotazioni esplicite e di altro campo.

    • J

      Il significato più intenso che carica l’azione di questa locandina è sicuramente il livore, o il pregiudizio dovuto a faziosità partitica.
      Comunque, in generale, è crudele paragonare qualsiasi Artista con un non-morto putrefatto.

  • ettore favini

    ecco per tutti una replica breve, niente livore, ma solo grande ironia…
    riferimenti? citazione e re-interpretazione:

    http://www.movieplayer.it/film/17352/american-zombie/

    però son tornati…si organizzeranno anche i nostri in sindacato per restare?

    e.