Primo step degli auction-days newyorkesi: da Sotheby’s protagonisti Warhol, Koons e Kapoor

Primi responsi dalla tre-giorni di aste newyorkesi di metà maggio. L’appuntamento serale di Arte Contemporanea da Sotheby’s il 10 maggio ha totalizzato 128 milioni di dollari (la stima era di 120-171m), con 47 lotti su 58 hanno trovato un nuovo proprietario. Niente in confronto ai 382 milioni di dollari per la Evening Sale del 2008, […]

Andreas Gursky - Chicago Mercantile Exchange

Primi responsi dalla tre-giorni di aste newyorkesi di metà maggio. L’appuntamento serale di Arte Contemporanea da Sotheby’s il 10 maggio ha totalizzato 128 milioni di dollari (la stima era di 120-171m), con 47 lotti su 58 hanno trovato un nuovo proprietario. Niente in confronto ai 382 milioni di dollari per la Evening Sale del 2008, o i 190m del 2010, forse a causa di un eccessivo rialzo delle stime pre-vendita che fanno storcere il naso ai compratori.
Sei dei sette lavori di Warhol sono stati venduti per un totale di oltre 31 milioni di dollari (al di sotto della stima 32-46m), con le Sixteen Jackies in prima linea, vendute a 20 milioni. Dura lotta tra i compratori per Shadow (Red), venduta a 4.8m, più di cinque volte la stima minima. L’unica opera invenduta è Round Jackie, stimata 3-4m, che nemmeno nel 2009 aveva trovato un compratore. Eroica I di Jean-Michel Basquiat ha realizzato 5.9m contro la stima di 3.5-4.5m. Tre bellissime opere di Jean Dubuffet, appartenenti alla collezione di Dodie Rosekrans, hanno schiacciato qualsiasi stima, mentre lopera di Adolph Gottlieb Antipodes è stata venduta a Marc Glimcher della Pace Gallery per 1.5m (stimata 800-1.2m).
Yayoi Kusama guadagna sempre più territorio, raddoppiando la stima di 300mila per la tela Red-Nets No.2.A.3. Grande sorpresa anche per l’opera invenduta di Ed Ruscha, e nemmeno David Hockney e Tom Wesselmann, effettivamente molto sovrastimati, hanno trovato un acquirente. Protagonista della fotografia Andreas Gursky, con Rhein I, aggiudicata per 2m, e Chicago Mercantile Exchange, venduta a 1.2m.

Grande delusione per Pink Panther di Jeff Koons che è stata venduta “solamente” a 16.8m – uno sproposito se paragonato alla sua ultima apparizione in asta nel 1999 a 1.8, ma al di sotto della stima minima di 20m -, comprata dal magnate dell’editoria Benedikt Taschen. La scultura in porcellana rappresenta la prova d’artista dell’edizione di tre, con gli altri esemplari al MoMa di NY, Museo di Arte Contemporanea di Chicago e un’importante collezione americana. Le due sculture di Anish Kapoor, Turning the World Upside Down #4 e Untitled del 2009 sono state battute per 2.4m e 962mila (stima 550-750mila). Tre le opere di Alexander Calder presentate: The Tree, venduta a 3.3m (stima 2-3m), Constellation with Bottles venduta a 3.1m (stima 3-4m) e Untitled che però non ha trovato un compratore. Felix Gonzalez-Torres Untitled (Aparacion) ha raddoppiato la stima con 1.6m, comprato dal gallerista Philippe Segalot. Buonissimi risultati anche per Jim Hodges con le sue ragnatele metalliche A Faraway Corner, vendute a più di 1m e al di sopra delle stime di 6-800mila. Le ottime stime per The Winged Figure di Louise Bourgeois sono state raddoppiate, con l’aggiudicazione a 2.4m.
Il report delle vendite del primo quarto dell’anno di Sotheby’s indicano cifre maggiori rispetto all’anno scorso e perfettamente in linea con le stime, con un incremento delle vendite del 23%. Le aste più proficue per Sotheby’s si posizionano comunque nel secondo e nell’ultimo quarto dell’anno. Staremo quindi a vedere.

Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.