Perché aspettare la fine della fiera per fare un resoconto? Ad ArtHK sold-out già all’apertura

La fiera chiuderà le porte domenica 29, ma già dall’inaugurazione si è rivelata un grande successo. Tra i padiglioni, opere che vanno da Pablo Picasso ad Andy Warhol fino ad arrivare agli artisti cinesi contemporanei. Fertile terreno per i collezionisti grazie al sistema di tassazione della città, la fiera sta utilizzando il suo successo per […]

Una veduta della fiera

La fiera chiuderà le porte domenica 29, ma già dall’inaugurazione si è rivelata un grande successo. Tra i padiglioni, opere che vanno da Pablo Picasso ad Andy Warhol fino ad arrivare agli artisti cinesi contemporanei. Fertile terreno per i collezionisti grazie al sistema di tassazione della città, la fiera sta utilizzando il suo successo per connettere i nuovi artisti con i ricchi collezionisti asiatici.
Alla Pace Gallery l’opera di Zhang Xiaogang Slumber No.4 è stata venduta ad un collezionista coreano a 600mila dollari e un piccolo Zhang Huan del 2011 per 100mila dollari. Da Emmanuel Perrotin è stata venduta l’opera di Takashi Murakami Open Your Hands Wide del 2010 per 2.2 milioni di dollari ad un collezionista europeo, e due grandi tele del 2011 per 175mila dollari, assieme al polittico Desire dello stesso anno per 240mila dollari. Da James Cohan un’opera del 1996 di Tony Oursler, De-Doublement, è stata venduta ad un collezionista australiano a 40mila dollari. Da Sprüth Magers, una foto del pit-stop del Gran Premio Ferrari II di Andreas Gursky è stata venduta ad un collezionista europeo a 700mila dollari. Da White Cube l’opera di  Jake & Dinos Chapman intitolata Das Kapital is Kaput, Ya, Nein, Dummkopf è stata acquistata da un collezionista asiatico per 850mila dollari durante la prima ora d’apertura.
David Zwirner già durante il primo giorno ha totalizzato sei vendite: due grandi dipinti di Luc Tuymans del 2011 a 1.1 milioni di dollari, un autoritratto di Yan Pei-Ming del 2011 a 420mila dollari, un’opera di Daniel Richter del 2004 a 700mila dollari e due sculture di Adel Abdessemed entrambe del 2011 a 200 e 250mila dollari.
Non solo in fiera ma altri eventi catalizzano l’attenzione sull’arte ad Hong Kong durante questa settimana. Le aste da Bonham’s e Christie’s, mostre nelle principali gallerie con una performance di Zhang Huan e Edouard Malingue, oltre alla mostra dell’americano David LaChapelle e Richard Prince alla Gagosian, che nel suo stand in fiera ha venduto opere di Damien Hirst e Takashi Murakami. Anche Leo Castelli è presente in fiera, con opere di Richard Pettibone e Roy Lichtenstein, mentre Sperone Westwater ha concentrato l’attenzione su  Liu Ye.
I collezionisti cinesi sono diventati una grande attrazione per le gallerie occidentali. Ma non sono gli unici potenti compratori asiatici: indonesiani, malesiani e taiwanesi costituiscono una grande quota dei collezionisti. Il fatto che Basel abbia comprato ArtHK indica la grande forza e la potenzialità di questo mercato. Altri due settori ai piani superiori, Art Futures e Asia One, rappresentano un’ulteriore espansione della fiera, concentrandosi sull’arte locale emergente.

Martina Gambillara


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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.