New York tiene: scintille alle aste d’arte moderna di Christie’s e Sotheby’s

In un momento in cui la debolezza del dollaro funge da calamita verso il mercato newyorchese, dalle vendite di maggio ci si aspetta un fatturato totale di oltre 1 miliardo di dollari. Un primo assaggio proviene dal 3-4 maggio con le attesissime aste del comparto Moderno. Sotheby’s ha totalizzato 170.4 milioni di dollari contro una […]

Paul Gauguin - Jeune tahitienne

In un momento in cui la debolezza del dollaro funge da calamita verso il mercato newyorchese, dalle vendite di maggio ci si aspetta un fatturato totale di oltre 1 miliardo di dollari. Un primo assaggio proviene dal 3-4 maggio con le attesissime aste del comparto Moderno.
Sotheby’s ha totalizzato 170.4 milioni di dollari contro una stima di 158.9-229.7 milioni, una percentuale di venduto pari al 74.6% e 37 opere che hanno sorpassato il milione. Dei dieci dipinti di Picasso, otto sono stati venduti per un totale di $58.5 milioni, incluso il top lot Femmes Lisant (1934), un’opera della famosa serie dell’amante del pittore Marie-Thérèse, stimata 25-35milioni di dollari e venduta a un anonimo compratore asiatico a 21.3 milioni.
Momento saliente per la scultura è stata la vendita della Jeune Tahitienne di Gauguin, battuta per 11.2 milioni di dollari, originariamente comprata nel 1961 per 11.500 sterline. Altro highlight per la scultura è stata l’opera di Alberto Giacometti, Femme, venduta per 7.3 milioni, più del doppio della stima massima.
Le stime contenute di Sotheby’s hanno stuzzicato l’appetito dei collezionisti, portando una forte richiesta per le diverse categorie. Tra gli Impressionisti segnaliamo: Claude Monet, La Seine à Argenteuil (1877) venduto per $6.2m; Édouard Manet, Portrait de Monsieur Brun, mai apparso all’asta perché rimasto dalla famiglia Brun dal 1880, ha raggiunto $5.4m; Camille Pissarro, L’Hermitage en été, Pontoise venduto per $4.2m.
Anche il Surrealismo ha registrato performance ottime, come il record assoluto per Paul Delvaux, Les Cariatides (1946) venduto a Victoria Gelfand della Gagosian Gallery per $9m. Anche Magritte ha presentato risultati importanti: Quand l’Heure Sonnera, venduto per $5.9m e La Condition Humaine (1935) venduto all’art advisor newyorchese Todd Levin per $1m (stimato $4-600mila).
55 i lotti presentati da Christie’s, con un totale dei realizzi pari a 155.9 milioni di dollari e l’ 82% di venduto. Tre opere hanno superato i 20milioni, quattro i $10 milioni e 19 lotti oltre il milione. Tra i compratori, il 47% erano europei, il 36% americani, 4% asiatici e 13% da altri paesi. L’highlight presentato da Christie’s, Les Peupliers di Monet del 1891, è stato battuto a $22.4m (stimata 20-30m di dollari) mentre nel 2000 era stato venduto a 7milioni. Anche qui Pablo Picasso ha lasciato il segno: Les femmes d’Alger, versione L, della serie del 1955 di 15 dipinti, ha totalizzato $21.3m, rimasto nascosto in una collezione privata per più di 50 anni e comprato da un anonimo collezionista.
Anche Leonardo Di Caprio ha provato ad accaparrarsi un Picasso, ma per ben due volte gli è andata male. Si è però consolato con un quadro di Salvador Dalì, Chevaliers en Parade, acquistato per 1.2milioni di dollari.

Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.