Metropolitan e Whitney, nuova joint venture per le geopolitiche museali newyorkesi del terzo millennio

Un piccolo grande cambiamento. Due grandi istituzioni culturali newyorkesi, invece di sfidarsi a colpi di mostre, fanno gioco di squadra. È notizia di questi giorni: il Metropolitan e il Whitney inizieranno una lunga collaborazione a partire dal 2015, quando il museo di arte americana inaugurerà il suo nuovo edificio, progettato dal nostro Renzo Piano, a […]

La sede del Whitney Museum, di Marcel Breuer

Un piccolo grande cambiamento. Due grandi istituzioni culturali newyorkesi, invece di sfidarsi a colpi di mostre, fanno gioco di squadra. È notizia di questi giorni: il Metropolitan e il Whitney inizieranno una lunga collaborazione a partire dal 2015, quando il museo di arte americana inaugurerà il suo nuovo edificio, progettato dal nostro Renzo Piano, a Meatpacking. In prossimità dell’ormai famosissima High Line, la vecchia sopraelevata, riconvertita a passeggiata verde dallo studio newyorkese Diller Scofidio + Renfro.
L’edificio di Breuer, nell’Upper East Side, iniziava a stare stretto al Whitney, soprattutto per il suo continuo interesse verso l’arte contemporanea. Oggi bisognosa di nuovi spazi, sempre più ampi e flessibili. Ma la questione non è solo in termini di dimensioni. Il Meatpacking District, a Manhattan tra il West Village a sud e Chelsea a nord, si sta definendo come uno dei quartieri più interessanti per le ultime geografie culturali. Un’occasione di crescita imperdibile. Ma cosa fare del vecchio edificio di Breuer? Ecco che il vicino Met arriva in soccorso, condividendo collezioni, pubblicazioni e altre attività culturali, nel tentativo di darsi, anch’esso, una rinnovata.
Con oltre 19mila opere da esporre, 50mila mq di spazi interni e 13mila di esterni, e con il più grande spazio espositivo open space di tutta New York, il Whitney Museum of American Art si prepara dunque a diventare il più importante punto di riferimento per l’arte americana di tutta la grande mela.

Zaira Magliozzi

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Zaira Magliozzi
Architetto, architecture editor e critico. Dalla sua nascita, fino a Marzo 2015, è stata responsabile della sezione Architettura di Artribune. Managing editor del magazine di design e architettura Livingroome. Corrispondente italiana per la rivista europea di architettura A10. Dal 2006 cura la rubrica “Corrispondenze” nella rivista presS/Tletter. Pr e project manager di progetti dedicati alla comunicazione del design e dell’architettura per l’agenzia di comunicazione SignDesign. Ha scritto per The Architectural Review, L’Arca, Il Giornale dell’Architettura, Il Gambero Rosso, Compasses, Ulisse e Quaderno di Comunicazione. Membro del Consiglio direttivo di IN/ARCH Lazio. Dal 2009 fa parte del laboratorio presS/Tfactory, legato all’AIAC - Associazione Italiana di Architettura e Critica - per l’organizzazione di eventi, workshop, concorsi, corsi, mostre e altre iniziative culturali legate al mondo dell’architettura.