Ma come, stiamo parlando della Biennale e mi invitate con 20 giorni di preavviso? No, non partecipo al Padiglione Italia Regione Lazio. Parola di Paolo Canevari

Gent.le Maestro Canevari, come Le ho anticipato per telefono in allegato trova la lettera ufficiale d’invito firmata dal  Prof. Avv. Emmanuele F.M. Emanuele per la Sua partecipazione al Padiglione Italia-Regione Lazio, curata dal Prof Sgarbi  e che inaugurerà il prossimo 9 Giugno nella prestigiosa cornice di Palazzo Venezia.  Come saprà quest’anno il Padiglione Italia, in […]

Paolo Canevari - photo Ariel Genovese

Gent.le Maestro Canevari,

come Le ho anticipato per telefono in allegato trova la lettera ufficiale d’invito firmata dal  Prof. Avv. Emmanuele F.M. Emanuele per la Sua partecipazione al Padiglione Italia-Regione Lazio, curata dal Prof Sgarbi  e che inaugurerà il prossimo 9 Giugno nella prestigiosa cornice di Palazzo Venezia.  Come saprà quest’anno il Padiglione Italia, in occasione delle celebrazioni per il 150° dell’Unità, è stato esteso a tutte le Regioni. In ognuna prenderà vita un percorso espositivo teso a rappresentare la fotografia dello stato dell’arte contemporanea in quel territorio. Gli artisti invitati sono stati selezionati da un comitato scientifico, supervisionato da Sgarbi e, nello specifico caso del Lazio, da una commissione presieduta dal Prof. Emanuele.
Nel suo caso specifico, Il Prof Emanuele l’avrebbe inoltre scelta come uno degli artisti che gli piacerebbe poter esporre nella sala dedicata alla “Fondazione Roma” che all’interno del percorso espositivo di Palazzo Venezia avrà un risalto particolare. In questa sezione, che occuperà per intero uno dei saloni del Palazzo, sarete in quattordici artisti.
In questo contesto ci terremmo ad una sua adesione e la pregheremmo di inviarci una scelta di opere, almeno tre. In allegato troverà la scheda di prestito che le chiederemmo di compilare per ognuna delle opere che ci invia e che pregheremmo di accompagnare con il valore assicurativo e con una immagine ad ora anche in bassa risoluzione.
Ci rendiamo conto che i tempi sono stretti ma sarebbe nostro vivo interesse poterla avere in questo contesto prestigioso.
Resto a sua completa disposizione per ogni eventuale chiarimento.

Fin qui la lettera di invito al noto artista Paolo Canevari. Datata 15 maggio, tre settimane di preavviso rispetto all’opening del Padiglione Italia versione Regione Lazio, negli spazi di Palazzo Venezia, previsto per il 9 giugno. Bizzarrie a cui si assomma la bizzarria della selezione delle opere, come abbiamo imparato a scoprire in questi giorni di polemiche: non un curatore che va a studio dall’artista e selezionare i lavori migliori e funzionali al progetto. No. Bensì un artista che, sua sponte, sceglie lui quali opere inviare. Bah… Paolo Canevari, ha risposto così ed ha voluto condivedere (come stanno facendo tanti artisti in questi giorni) il suo rifiuto con il pubblico di Artribune.

Cara Sig.ra **** ****,

In risposta alla sua richiesta di partecipazione al Padiglione Italia-Regione Lazio per il prossimo 9 Giugno 2011 all’interno delle sale di Palazzo Venezia le dico sinceramente che come Artista non condivido le scelte curatoriali e politiche del Sig. Vittorio Sgarbi e dunque non ho interesse a partecipare a una iniziativa che lo coinvolge. Credo fermamente che l’Arte sia un territorio sacro che va difeso anche attraverso le scelte personali. Ho lavorato e difeso attraverso il mio lavoro l’idea dell’Arte e la sua importanza, non ho dunque nessuna intenzione di partecipare alla manifestazione presieduta dal Sig. Vittorio Sgarbi e non ho nessuna intenzione di avere all’interno dell’esposizione un mio lavoro. Ritengo anche offensivo che una mostra di tale importanza (a detta del Sig. Vittorio Sgarbi stesso) sia organizzata richiedendo la partecipazione agli Artisti a neanche un mese dall’inaugurazione.
La prego di dare i miei saluti al Dr. Emanuele e di ringraziarlo per aver fatto il mio nome.
Un cordiale saluto e auguri per i suoi progetti,

Paolo Canevari

CONDIVIDI
Artribune è una piattaforma di contenuti e servizi dedicata all’arte e alla cultura contemporanea, nata nel 2011 grazie all’esperienza decennale nel campo dell’editoria, del giornalismo e delle nuove tecnologie.
  • andrea

    questa è una risposta.

  • hm

    che due maroni . ringrazia che ti ha chiamato .

    • martina cavallarin

      h.m. ringrazia tu che c’è una testata che ti da la possibilità di scrivere due righe e magari i “due maroni” tirali fuori firmandoti per intero. martina cavallarin

  • nicola di caprio

    Trattandosi di autori della stessa levatura, copio e incollo quanto scritto per Luca Vitone qualche giorno fa a cui va semplicemente sostituito il nome.
    “Leggere anche in questo caso commenti subdoli mi fa un po pena. Piena e forte sottoscrizione alle ragioni di un artista serio, colto e raffinato come …………… . Altro da aggiungere.”

    • hm

      sisi bravo sei giusto bravo a copincollare vista la levatura di artistucolo che sei .

      • ipazia

        caro hm, ma tu, che artista sei?
        cioè, di che arte ti occupi?
        giuro che sei riuscito ad incuriosirmi, voglio dire, a questo punto se scoprissi che produci opere banali rimarrei delusa..

  • Paola Ugolini

    Bravo Paolo ottima risposta…baci

  • Francesco Cascino

    La gente che non firma non è degna di risposte, non vi affannate per dei fantasmi senza coraggio.

    Piuttosto, bravo Paolo, e bravi anche gli altri che seguiranno.Perchè seguiranno….

    L’arte è una cosa seria, e possono scriverne solo persone serie e titolate.

    E’ un motore di sviluppo e di economia, e questi saltimbanchi non sanno quale danno fanno al sistema e al Paese.

    • bravo!

      Ma bravo che? Non capisco il senso di questo atteggiamento da ‘banda’… da ‘gregari’. Gli artisti non dovrebbero aver bisogno di essere spalleggiati per le decisioni che prendono, nè di spalleggiarsi tra di loro. E’ evidente che i ‘NO corali’ , pubblicati sulle riviste, non hanno lo stesso valore dei ‘NO’ dei singoli. I NO che sembrano essere quelli di chi ha detto SI. Sono i sottili giochi del potere e i malintesi sono sapienti. E’ un pò come nella falsa trasgressione dell’arte di questi ultimi decenni. Patinata, finto trasgressiva, ma in realtà omologata e priva di linguaggio. Il NO è popolare e ottiene il consenso della casta. Il paradosso che il vero NO dell’arte è il SI a rimanerne fuori partecipando. Come mai tutti quegli artisti che hanno detto NO sono andati a finire in mostre parallele organizzate a Venezia e chi era nei padiglioni regionali spostato all’arsenale (dopo aver detto NO)… Non facciamo i furbi!!!!

  • Scus Francesco ma dimmi dove si prende la parente di “serio commentatore d’arte”, la rilasci forse tu? E chiari tu e dove sono i “titoli” che ti autorizzano questi tono da “togliti ragazzo e lasciami lavorare”?
    Forse da lunedì Artribune sará ad iscrizione e magari monitorata, sino ad ora è aperta a tutti hm, se ti riferisci a lui, ha le sue idee ed i suoi toni (a volte un po’ “disturbanti”, ma ha spesso postato commenti non banali e che valeva la pena discutere (magari per contedtarli)… e sai che ti dico? Non ha tutti i torti, sono già state presentate tre/quattro lettere di “rifiuto” e, in almeno due casi, vedi un po’? Si trattava di artisti che sarebbero comunque andati a Venezia alle Collaterali! Dobbiamo continuare a veder pubblicate tutte le lettere di rifiuto ? E quelle di accettazione? Sono troppo per pubblicarla tutte?

  • … patente e non parente, ovviamente ;-)

  • Marco Perciballi

    C’è sicuramente un gran bisogno di prese di posizione ” in direzione ostinata e contraria” nei confronti di una biennale che non si può certo scrivere con l’iniziale maiscola.
    Marco Perciballi

  • Iole Siena

    Gentile signor Canevari,
    sono responsabile dell’organizzazione che l’ha contattata e pertanto conosco bene l’argomento. Premetto: non è mio interesse dare spiegazioni. Il progetto di Vittorio Sgarbi è faraonico e grandioso, stiamo lavorando contemporaneamente con 1.300 artisti in tutta Italia e per fortuna c’è qualcuno che, come Lei, la pensa diversamente dagli altri. E’ vero, gli artisti sono stati avvertiti con tempi non esattamente consoni, eppure la percentuale di adesione del 99,5% mi da motivo di pensare che i tempi, bene o male, siano stati utili. Non per tutti, evidentemente, ma per la maggior parte di essi. Lasciare agli artisti la scelta della propria opera è stato, da parte di Vittorio Sgarbi, un atto conseguente al suo progetto, oltre che un atto di fiducia negli artisti, ritenuti capaci di scegliere quello che più li rappresenta. Il progetto consiste nel tracciare una mappatura della produzione artistica contemporanea italiana.; non è la mostra che riflette il gusto personale del critico o del curatore, ma il suo esatto contrario. Comprendo il piacere che si provi nell’ esprimere pubblicamente la propria opinione ma se, prima di farlo, ci si interrogasse sui perchè e sui contenuti, forse ci risparmieremmo molto rumore per nulla. Ma vengo al punto: il Professore Emanuele, d’accordo con Vittorio Sgarbi, l’ha invitata ad esporre nella sede laziale del Padiglione Italia. Un invito è un invito, e in quanto tale un atto gentile e una testimonianza di stima verso il Suo lavoro. La decisione di partecipare o meno è del tutto personale e condivisibile; quella di pubblicare documenti personali e lettere, viola le basilari norme della privacy oltre che delle buone norme di convivenza civile. Ci spiace che non avremo le Sue opere esposte a Roma, ma ci spiace ancor di più che una proposta cortese e gratificante sia divenuta un’arma di auto-promozione a scapito di chi avrebbe voluto solo renderLe omaggio.
    Con questo Le porgo i migliori auguri.
    p.s.: posso consigliare, in via amichevole, di fare attenzione all’uso del Ccn nelle email? le persone a cui ha inviato in copia nascosta le risposte ad Arthemisia, hanno risposto “in copia a tutti”, rendendo evidente un vostro scambio teoricamente personale. Non troppo elegante, se posso permettermi.
    Cordialmente, Iole Siena

  • Peppino de Filippo

    Ho cercato Dott.sa Iole Siena, in un recentissimo passato di difendere strenuamente il concetto di Padiglione Diffuso attraverso post qui pubblicati ma credo che sia giunto il momento di dare un segnale concreto al di là di rispondere, anche se in tono pacato e con argomentazioni da me condivisibili, agli artisti “dissidenti”. Mi piacerebbe, per esempio, che si comincino a rendere pubbliche le date dei vernissage se non di tutte ma almeno di alcune sedi regionali.
    Insomma che si cominci a fare comunicazione, io personalmente avrò inviato decine di email senza ottenere risposta alcuna, il telefono di arthemisia spesso risulta libero (all’altro capo non risponde nessuno) o mestamente occupato.
    Capisco la mole di lavoro e allo stress a cui l’organizzazione è sottoposta ma credo sia giunto il momento di dare risposte concrete e di fornire informazioni tempestive ed esaustive.
    1) Rendere palesi le date dei vernissage nei vari padiglioni regionali
    2) Ove sia possibile fornire informazioni chiare a tutti non solo ai diretti interessati, di dove il tale artista esporrà, in quale location.
    3) Non sarebbe male rendere palese l’elenco dei critici o comunque degli addetti ai lavori che hanno scelto gli artisti nelle varie regioni.

    So di chiedere molto ma proprio al fine di fugare ogni dubbio su questa raffazzonata organizzazione, ritengo opportuno cominciare ad uscire allo scoperto, Lei in parte lo ha fatto con nome e cognome, ora tocca a tutto il resto.

    Cordialmente Peppino

  • Cristiana Curti

    Nella risposta di Canevari non vedo offese ad alcuno, men che meno alla scrivente (apostrofata, come doveroso, con estrema gentilezza) o all’organizzazione, della quale piuttosto si rimarca la lentezza di comunicazione che nessuno può obiettivamente confutare. La lettera d’invito agli artisti del Padiglione Italia (in sito lagunare e in “esportazione”) della 54 Biennale di Arti Visive dell’organizzazione Arthemisia è atto ufficiale (fino a prova contraria Arthemisia è incaricata dal Ministero e non ha appalti particolari sull’uso delle mail agli invitati) e può essere resa nota, non viola la riservatezza di altri se non quella del destinatario (che per primo acconsente alla pubblicazione). Fra l’altro, con estremo gesto di cortesia – non dovuta, essendo, per l’appunto, atto ufficiale e essendo la Signora Siena – credo – ufficialmente parte dello staff incaricato all’invio di detti atti – il nome della scrivente è omesso, e solo il volontario intervento di quest’ultima rivela ora la sua identità.

    Ognuno ha il diritto di accettare o rifiutare come intende fare. Il rifiuto motivato non da capriccio ma da questioni attinenti professione e affinità culturali che non coincidono con le intenzioni programmatiche del curatore, soprattutto se questi ha a che fare con ben 1300 voci, non può essere considerato lesivo della dignità di quest’ultimo né del suo progetto. E’ piuttosto un atto che, consegnato al pubblico, si rimette ai giudizi dei commentatori, che non sempre si trovano in accordo con l’artista Canevari, come è giusto e plausibile che sia.

    Trovo il commento della Signora Siena non richiesto e non opportuno anche perché, viceversa, presenta affermazioni che non troppo velatamente danno dell’opportunista all’invitato il quale approfitterebbe della ribalta di un sito per dare lustro a se stesso (e se parliamo di “utilizzare ribalte mediatiche”, nessuno può in tutta franchezza osare di superare il Maestro di questo sport…). Inoltre, va da sé, trattasi di excusatio non petita, volta a difendere un progetto che, se fosse davvero così “perfetto”, non avrebbe necessità di essere spiegato, ‘ché sin con troppe spiegazioni il curatore si profuse per sostenerlo. Anzi, come dice bene il commentatore precedente, solo quelle conosciamo. E nient’altro al “meno 8” dalla vernice.

    Se il 99,5% degli invitati aderì, perché affannarsi tanto con uno di coloro che compongono quel miserabile 0,5% dissenziente? Mi pare che la Signora Siena possa dirsi più che soddisfatta dalla bulgara partecipazione, di cui ora veniamo a conoscenza, senza possibilità di smentita (perché non sapremo mai quale sarà la verità, naturalmente): in effetti, è cifra che sbalordisce. Ma che, francamente, vera o non vera, non trattandosi della Fiera del Manzo, poco sposta l’ago della bilancia.

    Sarebbe opportuno che la Signora Siena (o, meglio, figure equipollenti o responsabili della comunicazione di Arthemisia, del Ministero o di chi diavolo ha la gestione del Padiglione Italia) rispondesse piuttosto alle legittime quanto banali richieste di informazioni formulate da più parti. E si comportasse, se non lei, almeno i suoi colleghi a ciò preposti e dal Ministero pagati, con maggior riguardo nei confronti della manifestazione più importante in Italia (e, per me e altri, del mondo) di arte contempornaea, in particolare pensando che i suoi “omologhi” delle altre delegazioni (credo oltre 77 quest’anno, non ricordo bene… ) da mesi, molti mesi, definirono e comunicarono progetto critico, nome e dati del curatore e degli artisti partecipanti.

    Se poi davvero la Signora Siena è la compilatrice della lettera d’invito, ciò appare sconcertante perché il testo si presenta manchevole dal punto di vista sintattico, lessicale e persino grammaticale, la qual cosa non si addice a un operatore della cultura. Ma questa è una mia personalissima osservazione (del tutto marginale e ininfluente ai fini del commento) che nasce anche dal fatto che la Signora si è palesata in prima persona quando sarebbe stato assai meglio rimanere nell’ombra cui l’artista Canevari l’aveva con correttezza sin qui mantenuta.

  • fuoridalcoro

    E’ risaputo: nel mondo con il governo Berlusconi ci siamo coperti di ridicolo, mancava solo la ciliegina sulla torta e ce l’ha messa Sgarbi organizzando una Biennale che nel padiglione Italia ha raggiunto il grado massimo della ridicolaggine. D’altra parte cosa ti aspettavi da uno che è un nemico giurato dell’arte contemporanea? cosa ti aspettavi da curatori e comitati scientifici che hanno in tutta fretta organizzato mostre nelle varie regioni italiane senza conoscere i territori e gli artisti che vi operano? curatori e comitati scientifici quasi tutti di area i quali hanno fatto finta di “scegliere” senza scegliere un bel niente ma solo invitare artisti a loro conosciuti perché oggetto di precedenti curatele? Ecco: il sistema dell’arte che Sgarbi voleva contestare paradossalmente torna a imporre la sua logica, con l’aggravante dell’arbitrio e dell’assoluta discrezionalità delle scelte. A Venezia Sgarbi si è sottratto al paradosso con astuzia e pilatesca perfidia: ha fatto scegliere le opere a personalità del mondo della cultura e dello spettacolo, allestendo una mostra così brutta da far apprezzare le ingenue e commoventi mostre delle pro-loco di paese ( con tutto il rispetto ).

  • cinzia andrei

    è passato tanto tempo, ma qualcuno può spiegare alla dottoressa siena che “faraonico” è aggettivo che ha connotazione negativa?