Ma allora le fiere sono tre. Effetto Viennafair, c’è anche l’”autogestita” Entartainer (sic!)

Due, tre vite non bastano, a Vienna, per i giorni a venire: manifestazioni a grappolo e un’ipotetica, quasi impossibile, mappa degli eventi che potrebbe sembrare un quadro di Pollock. Epicentro geo-politico dell’arte, vista la grande partecipazione internazionale che la caratterizza da sempre, è naturalmente la Viennafair. Che, a inaugurazione consumata, non sembra deludere le aspettative. […]

Sinem Disli – 2010 – Courtesy x-ist, Istanbul

Due, tre vite non bastano, a Vienna, per i giorni a venire: manifestazioni a grappolo e un’ipotetica, quasi impossibile, mappa degli eventi che potrebbe sembrare un quadro di Pollock. Epicentro geo-politico dell’arte, vista la grande partecipazione internazionale che la caratterizza da sempre, è naturalmente la Viennafair. Che, a inaugurazione consumata, non sembra deludere le aspettative. Pare tornato il buonumore e l’entusiasmo di qualche anno fa dopo l’arrivo del binomio Georg Schöllhammer e Hedwig Saxenhuber nel ruolo di direttori artistici.

Effettivamente, però, anche i tempi sono cambiati: si vede e si sente. Tutt’intorno all’evento principale c’è moltissimo, come non mai, considerato anche il fatto che si è alla vigilia delle Festwochen, un festival di quattro-cinque settimane che oltre alle arti sceniche contempla immancabilmente le arti visive. Tant’è che ora i luoghi pubblici d’affissione sono una gioia per gli utenti delle arti. Nota a margine: qui funzionano bene come sempre i display alla vecchia maniera, come i cartelloni e le Litfasssäule – colonne Litfass – si sono solo aggiornati con una retroilluminazione, ma qualche pilastro storico regge ancora benissimo.

Prendiamo Entartainer (sic!): è una fiera disinvolta anche nella voluta ambiguità del nome. Neppure lontanamente è una rivale della Viennafair, è piuttosto una presenza complementare, giovanilistica, anarchica, fluida, lo si è toccato con mano alla festa inaugurale. E ha due ben precise caratteristiche: a) artisti indipendenti, quindi niente gallerie; b) solo artisti austriaci, che in tutto sono trentadue, con qualche nome piuttosto noto come Franz Graff o Marko Lulic. La formula, in caso di vendita, è questa: il 30% all’organizzazione (Parkfair) e il restante 70% all’artista. Si posiziona al terzo piano del garage dello stadio principale di Vienna.

Franco Veremondi

www.viennafair.at
www.parkfair.at

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Franco Veremondi
Nato a Perugia, residente a Roma; da alcuni anni vive prevalentemente a Vienna. Ha studiato giurisprudenza, quindi filosofia con indirizzo estetico e ha poi conseguito un perfezionamento in Teoretica (filosofia del tempo) presso l’Università Roma Tre. È giornalista pubblicista dal 1994 occupandosi di arti visive, di architettura e di estetica dei nuovi media. Nell’ambito delle arti ha svolto periodicamente attività curatoriale e didattica. Collabora con quotidiani e riviste di area europea.