Libera Chiesa in libera Architettura. Creatività e culto per il debutto su Artribune Magazine

“A guardare le chiese contemporanee edificate in questi ultimi anni in Italia sembra che gli architetti rispondano con piattaforme-campus dedicate non alla religione, ma piuttosto alle religioni. Sta di fatto che la Chiesa, intesa come ‘stato’, pare molto più interessata all’architettura contemporanea rispetto allo Stato, inteso come ‘Italia’…”. Chiese? Proprio così, non vi eravate accorti […]

Complesso San Paolo a Foligno di Massimiliano Fuksas © Moreno Maggi1

A guardare le chiese contemporanee edificate in questi ultimi anni in Italia sembra che gli architetti rispondano con piattaforme-campus dedicate non alla religione, ma piuttosto alle religioni. Sta di fatto che la Chiesa, intesa come ‘stato’, pare molto più interessata all’architettura contemporanea rispetto allo Stato, inteso come ‘Italia’…”.
Chiese? Proprio così, non vi eravate accorti che – fatte le dovute proporzioni – la Chiesa (cattolica, ma non solo…) si ritrova molto più avanti dello Stato, a livello di qualità architettonica? Gli esempi non mancano di certo, dal Complesso San Paolo a Foligno di Massimiliano Fuksas – protagonista della nostra gallery fotografica, qui sotto – alla Chiesa Padre Pio a San Giovanni Rotondo, opera di Renzo Piano, dalla Resurrezione di Gesù nell’hinterland milanese, di Cino Zucchi, alla famosa Chiesa del Giubileo (Dives in Misericordia, il nome ufficiale) di Richard Meier a Tor Tre Teste, Roma.
Niente male, vero? Ma il tema merita senz’altro di essere approfondito: e per farlo vi basterà attendere pochi giorni, perché proprio a questo è dedicato il debutto della rubrica Architettura su Artribune Magazine, che vi aspetterà con il primo numero in una Venezia invasa dalla Biennale & C., ma poi vi raggiungerà ovunque voi siate, per tutto lo stivale e oltre. Fino a casa vostra, se nel frattempo avrete optato per abbonarvi a solo 39 euro per un anno…

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  • hm

    embè dov’è la qualità architettonica in sto cubo di cemento armato con le finestre storte?

  • Io lo trovo bello. Interno ed esterno.
    uLa maestosità. Il silenzio.
    la ricerca della spiritualità nel volume o proprio nel cubo no? Una grande pietra nera.
    Il suo commento lo trovo immensamente banale, quasi offensivo per la creatività e il pensiero.
    Guradi gli spazi, le luci. Io trovo che la “corrente architettonica attuale, se così si può chiamare, trovi sempre delle soluzioni architettoniche molto personali e , direi, sempre equilibrate per esprimere la tensione tra terra e spirito, Dio e l’uomo.

    • hm

      ah sì? io lo trovo assolutamente orribile e opprimente invece . inoltre non è un cubo nero ma grigio topo/carcere . fosse stato nero magari avrei avuto un’opinione diversa . sull’interior design della chiesa realizzato da sua moglie nulla da dire, mentre per quanto riguarda le altre chiese presentate nell’articolo recente —> http://www.artribune.com/2011/08/se-questa-e-una-chiesa/ non sono male, ma questa e quella di padre pio di renzo piano secondo me sono due aborti . e come ha fatto notare qualuno in edifici così dispersivi l’acustica è pessima e spesso le chiese sono anche coibentate malissimo, nel senso che in inverno si gela e in estate si soffoca dal caldo . resta sempre il problema della crisi delle vocazioni e l’uso più consono che potrebbero avere questi edifici in altri contesti, io ad esempio le vedrei meglio come discoteche multipiano (la chiesa di foligno di fuksas per esempio mi ricorda molto il nuovo link di bologna che non è certo uno splendore architettonico) .

  • Non mi sono spiegata, mi scuso.
    Comemun semplice parallelepipedo nero ( vedi 2001 odissea) e’ un oggetto simbolo sacro così questo grande parallelepipedo grigio può comunicare la stesa sacralità.
    Per quanto riguarda la vivibilita’ e il resto non credo che nel passato come nell’antichità studiassero sistemi di riscaldamento o altro per i luoghi di culto.
    Il nuovo link di Bologna non so cosa sia , mi spiace la mia ignoranza, e in quanto alle discoteche multipiano non conosco il prodotto ma credo che si possa soffocare anche in quei luoghi
    A me queste architetture piacciono punto.
    Credo ch dall’interno ci si possa trovare una sacralità che in tanti altri luoghi più vecchi non si trova e questo lavoro di fuksas mi riporta , non so perché, all’ultimo lavoro di Balka nella turbine hall della tatemodern. Quel silenzio nero di quel parallelepipedo di ferro dove si entrava e ci si sentiva avvolti dal nulla.
    Di fronte a questo a chiesa – possibile tempio dell’house music magari, come propone lei, io credo che una certa maestosità ci possa far fermare.
    Buon rave:-)

  • ip

    La chiesa in questione è uno degli esempi di come non dovrebbe essere concepito un luogo di culto, e possibilmente nessun edificio.
    Maestosità?
    E’ semplicemente orrendo.
    L’esterno è la progettazione più grottesca che abbia mai visto , l’interno manierato con soluzioni infelici.