L’assessore alla cultura di Torino? Maurizio Braccialarghe, direttamente da Mamma Rai

C’era una volta Fiorenzo Alfieri. Perché c’era Sergio Chiamparino sindaco. Il luogo del racconto è Torino, dove alla Cultura già si sapeva che ci sarebbero stati dei cambiamenti. E tuttavia si pensava che una sedia tanto importante restasse in quota Pd, e infatti avevamo fatto il nome di Francesca Ciluffo. Invece, così come all’Urbanistica – […]

Maurizio Braccialarghe

C’era una volta Fiorenzo Alfieri. Perché c’era Sergio Chiamparino sindaco. Il luogo del racconto è Torino, dove alla Cultura già si sapeva che ci sarebbero stati dei cambiamenti. E tuttavia si pensava che una sedia tanto importante restasse in quota Pd, e infatti avevamo fatto il nome di Francesca Ciluffo. Invece, così come all’Urbanistica – dove il nome oramai prossimo all’ufficializzazione resta quello di Anna Prat – anche alla Cultura si è guardato alla società civile. O meglio, al di fuori dei partiti propriamente detti. Poiché sarà Maurizio Braccialarghe a dirigere uno dei settori vitali per la città, per l’appunto quella della Cultura. Chi è costui? Il direttore del Centro Produzione Rai, che fra l’altro è genovese. A guardare nel sistema dell’arte, un dato – magari soltanto di “colore” – emerge immediatamente: prima Fabrizio De Noce alla presidenza del Consorzio della Venaria Reale, poi Giovanni Minoli a quella del Castello di Rivoli, ora Braccialarghe addirittura all’assessorato cittadino. È vero che di film e serie e fiction a Torino oramai se ne son girate parecchio, ma la città non rischia di diventare una… cine-città?

– Marco Enrico Giacomelli

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.
  • f c

    Giacomelli ha ragione, questa convergenza di decisioni, per cui ben tre importanti istituzioni dell’area torinese hanno pescato nel bacino della Rai è curiosa, e a mio parere anche inquietante. Da lustri qui a Torino si punta tutto o quasi sull’idea della cultura come qualcosa che deve fare spettacolo, tanto che spesso il risultato è un evento, appunto, più spettacolare che culturale: questa scelta dice che si continuerà sulla stessa linea. Purtroppo.

  • roberto

    I torinesi si lamentano sempre che tra le altre cose hanno portato via anche la RAI e adesso uomini di RAI tornano a Torino….

    • Biula

      Faccio notare, per chi non fosse a conoscenza delle dinamiche RAI, che si tratta di un genovese che ha costruito la sua carriera di dirigente sindacale CISL (e poi di dirigente RAI, visto che le due cose sono quasi sempre consequenziali….) a Roma;
      non vedo quindi dove Roberto riesca a vedere un ritorno a Torino!

      Citando anche cio’ scrive Edgardo: che poi l’ individuo in questione sia tagliato per fare l’assessore alla cultura e’ tutto da dimostrare (il curriculum non depone a suo favore, non azzarderei paragoni con Guglielmi che, se permettete, e’ stato un gigante nel suo campo).

  • edgardo

    Mi pare si voglia sparare su tutto ciò che si muove. Un uomo venuto dalla Rai, Guglielmi, ha fatto un ottimo lavoro a Bologna come assessore alla cultura.

  • Cristiana Curti

    Ben detto, edgardo. E a Milano, Davide Rampello (prima in RAI e poi negli anni ’90 subito a Mediaset come Dirigente nella società Grandi Eventi) trascinò fuori da una melma pericolosa il Museo della Triennale, che adesso lavora ottimamente con rara coerenza della programmazione culturale. Contano gli uomini – ancora – non i caporali. Speriamo davvero sia di buon auspicio per Torino.

  • giuseppe

    L’arroganza dell’uomo non l’aiuterà a svolgere al meglio il compito che gli è stato affidato dal Comune di Torino o magari direttamente dal Vicesindaco, la rete degli ex sindacalisti, che senza essere votato si ritrova dinuovo a fare il vicesindaco.
    che strano Paese il nostro!!!!!!!!!!

  • giuseppe

    ma …..

  • vittorio marino

    A Maurizio Braccialarghe, neo Assessore alla Cultura del Comune di Torino, porgo le mie sincere congratulazioni e gli Auguri di un’ottimo lavoro.
    Per onestà aggiungo che questa occasione, non mi vede suo diretto interlocutore, cosa a cui non rinuncerò tanto facilmente, ma bensì vorrei parlare al suo predecessore Fiorenzo Alfieri.
    Caro Professore Alfieri, nello scriverle, le ricordo le due volte che ella mi ha ricevuto in merito alla mia richiesta circa la divulgazione di un grande Artista Torinese, tale Pietro Augusto Cassina, di cui migliaia di concittadini, e non solo io, siamo stati e siamo grandi ammiratori, sia come uomo che come Artista.
    La Sua macchina burocratica, vedi Fondazione Torino Musei e quant’altro, mi hanno sempre cassato, fino ad arrivare dopo parecchi anni ad un nulla di fatto.
    Sentir sempre parlare di mancanza di fondi e altre amenità mi ha sempre intristito
    e ancor più infastidito quando l’esatto contrapposto era lo stendere il tappeto ai soliti noti. Peccato davvero, Lei non ha saputo o voluto cogliere un’occasione che voleva dare il meritato lustro a Cassina e a Lei sicure soddisfazioni.
    Tanto Le dovevo, e aggiungo che non rinuncerò a battermi per la stessa nobile causa che porterò avanti con il nuovo Assessore Maurizio Braccialarghe.
    Distinti saluti: Vittorio Marino

  • rinaldo

    Ho notato con disappunto che in corso regina margherita a torino, per festeggiare l’arrivo dell’inverno hanno messo uno spaventapasseri e delle balle di fieno.
    Non potevo credere che la citta di torino potesse spendere dei soldi pubblici per una cosa che non porta beneficio a nessuno,e per di piu e’ brutta.
    Non era meglio sponsorizzare un museo poco visitato o una caratteristica poco conosciuta di Torino?
    Perche al posto non si poteva mettere una mela gigante del museo della Frutta?
    Almeno sensibilizzava i cittadini che le varieta’ ortofrutticole, stanno scomparendo,avvicinarli al rispetto della natura, che il museo è degno di una visita, e quindi incuriosirli?
    Almeno i custodi del Museo non girano i pollici perche non ci sono visitatori e non lavorano solo quando vi sono le notti bianche.
    I nostri assessori alla cultura pensassero a cose piu reali, anziche alle balle di fieno, potrebbe cosi’ girare l’economia della citta.
    Il fieno si puo vedere appena fuori il centro abitato, e la citta ha bisogno di persone semplici ma creative senno anche il piu bel museo e’ meglio chiuderlo che affidarlo a incompetenti.

  • Alfredo Celano

    Voglio ringraziare pubblicamente l’Assessore Maurizio Braccialarghe, che, in un periodo di crisi come questo, malgrado le reiterate critiche al progetto, non ha mai smesso di credere al Torino Jazz Festival. In una città dove spesso molti non credono alle capacità di Torino di accogliere e partecipare a grandi eventi (vedi le celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia), e dove spesso le novità sono accolte con scetticismo, il nostro Assessore ha avuto il coraggio di credere e realizzare un grande evento. Torino rappresenta da oltre 20 anni un humus ideale per il jazz, potendo contare su validi esponenti di questo genere musicale (conosco personalmente Alberto Marsico, Flavio Boltro, Luigi Tessarollo, Luca BIggio, Massimo Camarca, Umberto Mari) che hanno ben seminato, e l’interesse della città si è ben visto nei giorni scorsi. Complimenti e ad majora!!