Il Pirellone? Per il governo non è di “interesse culturale”. E la leggina fantasma abbassa le soglie di tutela…

Si abbassa pericolosamente la soglia di tutela per molti edifici pubblici considerati di interesse culturale. Non più vincoli per la vendita, le ristrutturazioni e l’uso, ma affrancamento dal controllo delle Soprintendenze in virtù di una disposizione che porta da cinquanta a settant’anni il periodo ritenuto valido perché un edificio pubblico possa essere considerato di interesse […]

Si abbassa pericolosamente la soglia di tutela per molti edifici pubblici considerati di interesse culturale. Non più vincoli per la vendita, le ristrutturazioni e l’uso, ma affrancamento dal controllo delle Soprintendenze in virtù di una disposizione che porta da cinquanta a settant’anni il periodo ritenuto valido perché un edificio pubblico possa essere considerato di interesse culturale.
La norma che determina il cambiamento è contenuta nel Decreto legge sullo sviluppo, in vigore dal 14 maggio scorso, ed è stata stranamente licenziata dall’esecutivo fra tutta una serie di “disposizioni urgenti per l’economia”.
Il comma 16 dell’art. 4 cancella un’importante norma nata cent’anni fa con la legge Nasi (L. 185/1902) e ancora in vigore col Codice Urbani del 2004. Dunque, cosa accadrà agli immobili costruiti tra il 1941 e il 1961? A quali rischi potrebbero essere esposti edifici come il Pirellone e il Colosseo Quadrato? Presto un approfondimento su Artribune

Anna Saba Didonato

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