Grandi nomi, piccoli prezzi. Chagall d’occasione all’asta su Artnet.com

Le opere uniche dell’artista raggiungono anche i 13 milioni di dollari? Beh, meglio buttarsi su stampe e disegni, che infatti fanno sempre più gola ai piccoli collezionisti. Che tendono anche a stare alla larga dalle grosse case d’asta – Christie’s, Sotheby’s -, cercando altri canali, meno impegnativi. Come Artnet Auctions, la branche “mercantile” del noto portale […]

Marc Chagall – Acrobat & Violinist

Le opere uniche dell’artista raggiungono anche i 13 milioni di dollari? Beh, meglio buttarsi su stampe e disegni, che infatti fanno sempre più gola ai piccoli collezionisti. Che tendono anche a stare alla larga dalle grosse case d’asta – Christie’s, Sotheby’s -, cercando altri canali, meno impegnativi. Come Artnet Auctions, la branche “mercantile” del noto portale Usa, che proprio a Marc Chagall – l’artista inarrivabile di cui sopra – dedica fino al 4 maggio un’asta di 45 stampe e opere su carta, con stime comprese tra i 2mila e gli 80mila dollari.

Le stampe floreali più famose di Chagall sono La Bataille de Fleurs e Roses et Mimosas, entrambe del 1967, con stime piuttosto alte (26-29mila dollari) rispetto alle aggiudicazioni più recenti.
L’esplorazione dei temi biblici è rappresentata da 13 opere, inclusa la bellissima La Femme de Potiphar (stima 8-10mila dollari), un inchiostro intitolato The Vision of the Prophet Obadiah (1956), stimato 60-80mila dollari, e Crucifixion Grise (1970), stimato 4-6mila dollari. L’amore di Chagall per il teatro e il circo viene qui presentato attraverso due stampe estremamente rare della serie Circus (1967), stimate ognuna tra 55-65mila dollari, una delle quali mai apparsa in asta dal 1991. Inoltre, 4 Artist Book del 1960, stimati complessivamente 5-7mila dollari.

Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.