Gli sponsor mollano? Ma gente come Eliasson o Kentridge non si lascia a piedi. E a Rio de Janeiro Vik Muniz corre ai ripari…

Avrebbe dovuto riunire nel mese di maggio installazioni di ampio respiro di sedici grandi artisti internazionali, da Olafur Eliasson a William Kentridge, sotto la guida di Vik Muniz in veste di curatore. Sembrava tutto pronto, a Rio de Janeiro, per il grande festival artistico Semana de Arte, ideato durante la fiera Art Basel Miami: ma […]

Vik Muniz

Avrebbe dovuto riunire nel mese di maggio installazioni di ampio respiro di sedici grandi artisti internazionali, da Olafur Eliasson a William Kentridge, sotto la guida di Vik Muniz in veste di curatore. Sembrava tutto pronto, a Rio de Janeiro, per il grande festival artistico Semana de Arte, ideato durante la fiera Art Basel Miami: ma improvvisamente i tre sponsor dell’evento – Faap, Prole e NAU – si sono trovati in disaccordo circa gli esborsi per il sostegno dell’iniziativa, e così hanno deciso di abbandonare la sponsorizzazione.
Progetto cancellato? Nemmeno per idea. Muniz, trovatosi con le tasche vuote e irritato per i suoi colleghi artisti coinvolti, non si è perso d’animo, e ha dichiarato che a breve organizzerà un altro evento della stessa portata, così da non sprecare questi mesi di lavoro. L’avvio del nuovo progetto dipenderà da quanto tempo Muniz & Co impiegheranno a raccogliere finanziamenti da nuovi sponsor e ad ottenere il supporto statale.

Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.