Giù i veli: è del Beato Giovanni Paolo II la statua romana di Oliviero Rainaldi, ecco la fotocronaca…

È durato poche ore, il quiz che avevamo lanciato ieri qui su Artribune: fin da subito qualche lettore ha indovinato la risposta, aiutato anche dagli indizi che avevamo disseminato nella news. Eppoi oggi qualcuno magari è andato a vedere di persona: fatto sta che la statua pronta per l’inaugurazione in piazza dei Cinquecento, a Roma, […]

Oliviero Rainaldi - Beato Giovanni Paolo II

È durato poche ore, il quiz che avevamo lanciato ieri qui su Artribune: fin da subito qualche lettore ha indovinato la risposta, aiutato anche dagli indizi che avevamo disseminato nella news. Eppoi oggi qualcuno magari è andato a vedere di persona: fatto sta che la statua pronta per l’inaugurazione in piazza dei Cinquecento, a Roma, era quella che l’artista Oliviero Rainaldi ha dedicato al Beato Giovanni Paolo II, nel giorno del suo compleanno.

A noi non resta che regalarvi – come promesso – la fotocronaca del battesimo, avvenuto alla presenza del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e del Cardinale vicario Agostino Vallini. Il giudizio sulla scultura lo lasciamo a voi…

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  • a. p.

    ma come si fa a concepire una statua così proprio fuori la stazione? non per essere blasfema, ma pare proprio destinata a diventare un orinatoio pubblico…

  • m.art

    ben brutta…. o meglio, spaventosa..

  • Max Livadia

    Belfagor….

  • Marraffa Roberto/architetto

    pare una marmitta di quelle per la guardia a edifici pubblici importanti. Di una sciatteria unica. Ma se i politici non ci capiscono un tubo perché ci mettono la faccia? Semplice, perchè l’anno persa da tempo …

  • Marco Perciballi

    Credo si tratti di un riparo dalla pioggia: le fermate dei bus lì intorno mi risulta
    che siano spesso scoperte.

  • anna

    ma rimarrà lì per sempre?…..

  • sandro polci

    mi sembrano critiche dettate dalla prima impressione.
    il tema è importante (anche per un non credente); il riferimento al cristo e al manto pantocratico è forte; l’artista è genuinamente bravo;

    vi prego, prima di spazzare via tutto col sarcasmo diamo una chance all’espressione artistica e alla creatività, fermandoci a pensare.

    avete presente il monumento di papa giovanni XXIII a loreto? la statua “ambientata” di Montanelli nel parco a MIlano? o, mamma mia, la statua della madionna all’ingresso in autostrada a orte? Il tema è difficile tra rifiuto del tributo formale e facile innovazione. qui mi sembra ben giocato perchè:
    – è agile e dinamico nel gesto del manto
    – assume letture diverse per ogni scorcio percepito del monumento (bernini?)
    – è assertivo e non calligrafico, con un segno forte e non pauroso nè intimorito.
    forse sono io che offro troppa buonafede ma se non si aprono le porte per cambiare aria moriremo soffocati dalle nostre certezze… sempre più esclusive.

    sandro polci – [email protected]

    p.s. un bel riparo per la pioggia, in fondo, è un gesto che arricchisce…
    la pipì non è problema della sola statua; ve lo dice uno che con la caritas ne vede da anni di tutti i colori nel quartiere

  • A parte il valore della scultura in sé (orida, con una erre), la sua collocazione infelice, le dimensioni spropositate, la vogliamo piantare con questa woitilizzazione di Roma? Già quei due ‘cosi’ all’interno della stazione con il nome del pontefice, che rovinano la fruizione della splendida galleria, ora questa roba di bronzo. Stiamo parlando di un papa conservatore, fiancheggiatore di CL e Opus Dei, nemico dei settori più progressisti della Chiesa, responsabile di tante morti a causa della sua condanna del preservativo. E l’elenco sarebbe ancora lungo.

  • daniela trincia

    oltre il valore artistico (ovviamente opinabile), secondo me sono importanti altri punti:
    – perché ranaldi ha realizzato quest’opera e non un altro artista? come si è giunti alla sua scelta? c’è stato un concorso? qual è la commisione giudicatrice?
    – chi ha finanziato l’opera?
    – perché un’opera del genere in una piazza pubblica e non vicino al vaticano?

  • f.p.

    Quest’opera rende onore ai sedicenti critici d’arte che preferiscono il brutto, il blasfemo, il rozzo alla bellezza. Se verranno create opere sempre più brutte è solo colpa loro.
    P.S. interessante che nell’articolo non si faccia cenno al disgusto di coloro che hanno assistito all’inaugurazione…

  • Iride

    Mi dispiace ma dal volto sembra più il duce che il Santo Padre!.

  • MPD

    La mente vacilla…

  • Giacomo Costa

    bella…è il monumento al signor creosoto dei monty python…o forse c’è una sottile ironia nel collegamento?

  • fgt

    Ennesimo esempio di monumento retrogrado con cui inficiare una piazza.
    Sembra la beatificazione di un vespasiano, ve li ricordate i vecchi pisciatoi di Roma? Abbattuti anni fa perchè antigienici ed ora finalmente beatificati dal Papa.
    Immaginate con tutti gli extracomunitari della stazione quanti andranno a pisciarci…
    Sarà l’urina dei popoli che si unisce all’interno dell’opera per dare vita al mare magum della fratellanza cattolica dei poveri diseredati….

  • Marco Impellizzeri

    Parole doro. Alla finel’opera troverà il suo senso nella ritrovata destinazione: un urinatoio.

  • giovanni pancrazzi

    Ma come….Rainaldi è uno degli artisti del recente passato/presente più sostenuto dal collezionismo romano più raffinato e dai curatori e critici più influenti come Pratesi.
    Dietro la statua c’è tutta l’elite dell’arte contemporanea capitolina..da biennale

  • Povera Italia

    La statua che ovviamente è della mediocrità più assoluta, dimostra il livello retrogrado in cui si trova la città di Roma in rapporto a tutte le capitali europee.
    Ci ricorda i monumenti posti al centro delle piazze in epoche dittatoriali, e di fatto diventa la cartina tornasole di come Roma sia rimasta ai tempi del medioevo barbarico.

  • Onora il Padre

    “L’abominevole pupazzo”, non vedo come altro possa essere definito questo ridicolo esempio di arte contemporanea, non può che farci vergognare di come ci siamo ridotti nel paese in cui viviamo…. con i malcapitati passanti di piazza dei cinquecento obbligati a vederlo ogni “santo giorno” in onore del Beato Santo Padre. E pensare che in Italia operavano un tempo scultori come Michelangelo, Bernini, Boccioni… Solo quest’ultimo che operava cento anni fà, sembra cento anni avanti rispetto al linguaggio del pupazzo in questione.
    Oggi a quanto pare si realizzano cose che non si vedono più neanche in Bulgaria, e che in Romania o in Iraq vengono fortunatamente rimosse.
    Chi ha nominato sopra la Madonna di Orte ha effettivamente citato uno degli esempi più brutti di arte messi in bella vista in Italia.
    Questo pupazzo fa il paio proprio con questa Madonna che con braccia e mani retoricamente protese come un fantasma, non manca certo occasione per spaventare gli impavidi automobilisti in transito, rischiando di causare incidenti all’uscita dell’autostrada di Orte.
    Speriamo che l’intellighenzia romana ammesso e concesso che ve ne sia ancora, si adoperi per farlo rimuovere confinandolo magari dentro un giardinetto privato di qualche curia vescovile, nascondendolo possibilmente alla vista dei cittadini che nulla hanno fatto per meritarsi una simile punizione.

  • Julio

    Quanta ignoranza! Per favore, senza costruire non vale la pena criticare!

  • Mirko

    Giusto!!! Parole sante! Bisogna vederla in modo costruttivo; non si può certo sottovalutare la portata artistica, innovativa ed anche interattiva di questa statua, che attraverso sforzi congiunti di ordine e tipo fisiologico “coagulerà escrementi”, e riunirà l’urina dei popoli quale simbolo della “fratellanza” nella nuova società cosmopolita.
    Lo sviluppo innivativo ed interattivo lo si coglie proprio da questo aspetto work in progress… condito anche a livello olfattivo dai consequenziali olezzi ed effluvii che l’opera finirà per emanare!

  • LUCA

    BOIA CHI MOLLA SI E LUI IL GRANDE DUCE

  • Luca Rossi

    Hitler is my hero

  • Povera Italia

    Le responsabilità di ciò non sono solo della classe politica capace di far depauperare anche la Biennale di Venezia, mandando inutilmente all’ammasso un gregge di artisti del sottobosco che vi sono stati invitati, bensì anche del Vaticano che un tempo lavorava con i grandi maestri. Se oggi le commesse come questa, o quella della sopracitata Madonna dell’autostrada di Orte, vengono affidate in via privata proprio ad artisti del sottobosco evitando di bandire concorsi nazionali o internazionali, non ci si può poi lamentare se i risultati sono vergognosamente questi…

  • Stefano Rossi

    Al termine di questa appassionante lettura, bisogna convenire che tutti questi commenti appaiono alquanto severi circa il livello del Vespasiano in oggetto….
    L’aspetto più interessante che è stato sottolineato è proprio quello interattivo con il pubblico, tra cui vi sarà senz’ombra di dubbio chi lo eleggerà a “orinatoio” e chi invece a ricovero notturno come qualche senzatetto coperto dai cartoni.
    Sarà così che questo vespasiano o garitta che dir si voglia, troverà il suo riscatto artistico proteggendo il sonno notturno dell’indigente riparandolo dal vento e dalla pioggia, mentre dai bisogni fisiologici altrui speriamo ci riescano i cartoni!

  • Sandro Mei

    Quest’opera andrebbe dotata internamente di uno sciacquone, un impianto fognario ed un sistema di autolavaggio per preservarla dall’inesorabile destino di latrina pubblica!

  • luana maiorana

    In effetti,mi sembrano azzeccate tutte le opzioni d’uso ipotizzate fin qui, manca forse una doccia…Non è per niente bella da guardare, l’occhio e la mente non godono alla sua vista…Anche questa è Arte? Chissà…Comunque, penso che in una grande città di un paese LAICO, multietnico e multiculturale, sia inopportuno ostentare statue che si riferiscono ad una precisa religione…

  • Mauro

    che boiata

  • hm

    secondo me invece ha molto più significato come latrina pubblica del resto . quindi è perfetta . questo è vero significato aggiunto, non banale come kepoor che lascia le opere disfunzionanti per pigrizia .

  • hm

    – non si può certo sottovalutare la portata artistica, innovativa ed anche interattiva di questa statua, che attraverso sforzi congiunti di ordine e tipo fisiologico “coagulerà escrementi”, e riunirà l’urina dei popoli quale simbolo della “fratellanza” nella nuova società cosmopolita. –

    ma infatti . http://www.youtube.com/watch?v=srQJE2aR15s&feature=related . ecco perchè i preti vestono nero, perchè non vedono nessun colore .

  • brancaleone

    Cara élite capitolina e non dell’arte,
    Vi conviene darvi una grandissima regolata.
    La storia dell’arte va insegnata.
    L’arte va sentita.
    E qui non si sente proprio niente.