Fare un po’ di toto-assessori a Milano è il caso? Intanto diciamo: Boeri in prospettiva Expo; un Pierfrancesco alla cultura? Già, ma quale?

Tanto impensabile un vantaggio così netto che il centrosinistra, a Milano, il toto-nomine per Palazzo Marino non l’aveva forse nemmeno messo in conto. A dieci giorni da un ballottaggio che può cambiare davvero la guida della città, si comincia però a buttare sul tavolo qualche proposta e qualche nome… giusto per tastare il polso della […]

Stefano Boeri

Tanto impensabile un vantaggio così netto che il centrosinistra, a Milano, il toto-nomine per Palazzo Marino non l’aveva forse nemmeno messo in conto. A dieci giorni da un ballottaggio che può cambiare davvero la guida della città, si comincia però a buttare sul tavolo qualche proposta e qualche nome… giusto per tastare il polso della piazza. Con succose indiscrezioni dal fronte Partito Democratico
Se dici “cultura” viene facile fare il nome di Stefano Boeri, che incassato il colpo della sconfitta alle primarie s’è vendicato facendo il botto di preferenze personali: con quasi 13mila crocette risulta il secondo più amato dai milanesi. E considerato che il primo è Berlusconi c’è di che essere soddisfatti. Tanto soddisfatti da ambire, si dice, a qualcosina di più di un assessorato considerato – malgrado tutto – di secondo piano. Con una città da traghettare verso Expo 2015 – progetto che Boeri ha seguito fino a settembre 2010 dall’interno della “consulta degli architetti” – il nostro potrebbe vedersi assegnati i lavori pubblici. E, perché no, la poltrona di vice-sindaco.
Chi, dunque, al posto di Finazzer Flory?
Due i nomi caldi in casa PD. Pierfrancesco Majorino, classe ’73, capogruppo in consiglio comunale; già nell’entourage di Livia Turco ai tempi del governo Prodi. Romanziere (ha pubblicato con peQuod, Baldini & Castaldi – Dalai, Scheiwiller) ha debuttato a teatro come autore nel 2007 e scritto qualche testo per Il Parto delle Nuvole Pesanti. È opinionista su affaritaliani.it
Ma la vera sorpresa potrebbe essere l’omonimo di Majorino: Pierfrancesco Maran. Nato nell’80, laureato in Scienze Politiche con una tesi sulla Rivoluzione Arancione in Ucraina, è stato confermato in consiglio comunale pigliando oltre 3500 preferenze, secondo miglior risultato – nel PD – dopo Boeri.

Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.
  • Artista Milanese

    A Boeri la cultura non basterà? Majorino che se ne fa? Maran e’ un ragazzino, se pur carino, che s’impegna per la movida milanese, le biblioteche per gli studenti e il bike sharing. Dopo anni di narcisismo e desolazione, per rinascere anche culturalmente Milano ha bisogno di un rappresentante solido e convinto che valorizzi la conoscenza, le eccellenze e la passione nelle arti di questa citta’.
    Vogliamo un assessore alla cultura vero, che sappia tessere una rete forte e dinamica, per cui all’ombra della madonnina non si parlerà più solo di moda e design, ma anche di letteratura, danza, teatro e arti visive.