• Lorenzo C.

    ma cosa dite? un logotipo non è fatto per avere 3600 colori: soltanto nella prima lettera-numero ce ne sono 6!!!!!! Ma come fate a dire che è un logo fatto bene? E poi a rimpicciolirlo si perderanno moltissime parti….
    Dai, per cortesia, risparmiateci questi elogi faciloni: questo logo è pessimo.
    Non posso razionalmente credere che tra settecento loghi non ce ne fosse uno migliore…

    • carlo

      sono d’accordo credo che anche la visibilità di sguincio sia zero e la riproduzione in bianco e nero è un pastrocchio, ma sicuramente saranno stati valutati anche questi aspetti tecnici

  • pietro sergio mauri

    non esaltante!

    • Lorenzo C.

      Avrei scelto una linea più pulita… mi immagino questo logotipo riprodotto ovunque e fino alla nausea in tutta milano, e già non ne posso più. Se un marchio deve finire ovunque, non può essere così “rumoroso”, “dissonante” e inutilmente complicato come è questo…

  • hm

    a me non dispiace in ogni caso ha ragione lorenzo c, in cartaceo formato a4 risulterà semilleggibile posizionato a fondo pagina, forse sembrerà solo un logo alternativo di canale 5 .

  • Pincopallino

    Non lo vedete che è il classico logo “fatto dai designer per i designer”?

    I colori CMY, qui addirittura in sintesi sottrattiva, le forme stilizzate… E’ come quelle palline di natale CMYK, pornografia per graphic designer. Alla gente comune non frega un cavolo di cos’è Ciano Giallo e Magenta, e neppure della sintesi sottrattiva/additiva. Per me è un logo inutile, come tutti i loghi “per designer”.

  • Jalanis

    Sono felice di trovare quei riscontri che attendevo. Ho partecipato anch’io al concorso e, naturalmente, non sono giunta alla finale.
    L’aspetto più brutto di aver preso parte a questo contest non è stato tanto l’aver perso, quanto il non aver potuto approfittare di quel momento di crescita che consegue il vedere progetti migliori del proprio vincere.
    Onestamente sono rimasta basita di fronte alle due soluzioni scelte. E, in particolare, dinanzi a quella votata dal pubblico.
    Il brief del concorso era decisamente chiaro. Ci si riferiva in particolare alle 7 aree di interesse dell’Expo e ai temi della nutrizione, dell’energia, della vita.
    Nel logo vincitore non vedo alcun riferimento a queste tematiche.
    Fosse stato creato per una fiera del tessile, forse l’avrei anche concepito e avrei potuto giustificare la scelta (trascurando, naturalmente, tutte le considerazioni tecniche che stanno alla base della progettazione del logo e che non sono state affatto rispettate).
    Ma, d’altra parte, hanno messo uno stilista a capo di una commissione per valutare un artefatto di visual design! Certo, un nome che conferisce prestigio, ma sicuramente non competenza nel settore.
    Ciò che mi stupisce ancora di più è che tra i membri della commissione c’erano diversi esponenti dell’Aiap, l’organismo che si occupa della tutela della nostra professione e che scongiura la grafica “fai da te”.
    Complimentoni!

  • aldo vrandi

    Non è stato spiegato nell’articolo: il logo è 3d

    • Jalanis

      Quindi sarà riprodotto in bassorilievo sulla carta intestata, sugli autobus, sulle penne e sui cappellini?

  • Ivan

    Déjà vu. Molto svizzero. Ma fatto così, così …

  • ema

    quoto
    da designer per designer
    mooooolto déjà vu
    http://www.artribune.com/2011/05/expo-2015-milano-ecco-il-nuovo-logo-toh-e-non-e-affatto-male/

    e poi…? come lo riproduco in 2 colori???

  • ema