Down below. Addio a Leonora Carrington. Si è spenta a Città del Messico l’ultima dei surrealisti…

Indomabile. Così era Leonora Carrington, l’“ultima immortale” del glorioso movimento surrealista, spentasi nei giorni scorsi per una polmonite in Messico, paese che l’aveva accolta negli anni Quaranta, in fuga da un’Europa sconvolta dalla guerra e dalle persecuzioni antisemite. Una vita intensa e a tratti rocambolesca, quella della scultrice, pittrice e scrittrice – i suoi titoli […]

Leonora Carrington

Indomabile. Così era Leonora Carrington, l’“ultima immortale” del glorioso movimento surrealista, spentasi nei giorni scorsi per una polmonite in Messico, paese che l’aveva accolta negli anni Quaranta, in fuga da un’Europa sconvolta dalla guerra e dalle persecuzioni antisemite. Una vita intensa e a tratti rocambolesca, quella della scultrice, pittrice e scrittrice – i suoi titoli più celebri Giù in fondo e Il cornetto acustico sono stati pubblicati in Italia da Adelphi – inglese, nata nel 1917 a Chorley, in Lancashire.
Figlia di un ricco industriale tessile, alla vita agiata l’inquieta e ribelle Leonora preferì, contro il volere paterno (ma con l’appoggio di sua madre…), la bohème dell’arte: studiò pittura a Londra con Amédée Ozenfant e, appena ventenne, trasferitasi a Parigi intrecciò una relazione con Max Ernst, di ventisei anni più anziano, inserendosi nel milieu culturale cui appartenevano personaggi del calibro di Breton, Tanguy, Peret, Belmer, Arp, Dalì, Picasso. All’indomani dell’invasione nazista della Francia, Carrington prese a militare in un’organizzazione clandestina di resistenza, il Kunstler Bund. Alla scoppio del secondo conflitto mondiale, la situazione precipitò: Ernst venne imprigionato e Leonora, colpita da un grave esaurimento nervoso, riuscì fortunosamente a riparare in Spagna, dove venne internata nell’Ospedale psichiatrico di Santander.
Dopo una nuova fuga, l’arrivo in Portogallo; qui, all’ambasciata messicana di Lisbona, incontrò il suo primo marito, il giornalista Renato Leduc. I due fecero appena in tempo a raggiungere l’altra sponda dell’Atlantico, e Leonora a New York poté ritrovare i vecchi amici surrealisti. Stabilitasi in Messico, dopo il divorzio da Leduc si risposò nel 1946 con il fotografo Chiqui Weisz, dal quale ebbe due figli, Gabriel e Pablo (anche lui artista). Importantissima l’amicizia con Remedios Varo e, se poi ci mettete vicino un’altra battagliera collega come Frida Kalho, il quadro è completo… In Messico l’artista trascorse il resto della sua vita (con occasionali soggiorni negli Usa), creando un’imponente mole di opere dall’atmosfera onirica ed enigmatica, popolate di animali fantastici e fitte di simboli.
Magica, mistica, misteriosa, visionaria e – specie negli scritti – velata di humor nero, Carrington costituisce una personalità originale anche in una corrente tanto composita come quella del Surrealismo. Un paio di anni fa uno dei suoi dipinti, La gigantessa, è stato battuto da Christie’s per 1,5 milioni di dollari.

Anita Pepe

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Anita Pepe
Insegnante e giornalista pubblicista, Anita Pepe è nata a Torre del Greco (Na). Ha pubblicato il suo primo articolo nel 1990. La laurea in Lettere presso l’Università di Napoli “Federico II” l’ha indirizzata verso una formazione prevalentemente storica; si è avvicinata al contemporaneo per motivi professionali, collaborando per oltre dieci anni con quotidiani, periodici e websites. Ha scritto testi critici per mostre e interventi in spazi privati e istituzionali. Blogger a tempo indeterminato, non riesce a sottrarsi alle tentazioni del nazionalpopolare, politica inclusa. Avrebbe tanto voluto scrivere una minibiografia più cool, e si scusa per non esserci riuscita.