Cose arcane. Come può il telegiornale della principale tv di stato realizzare sull’arte servizi simili?

Arcano: misterioso, nascosto, segreto. Parola di Nicola Zingarelli, autore del notissimo Vocabolario della Lingua Italiana. Ma perché ci interessa ora? Perché chi si fosse sintonizzato lunedì 16 maggio su Rai 1, alle ore otto di mattina (ma anche in replica nottetempo), alla fine del Tg avrebbe fatto una scoperta entusiasmante: ovvero che l’arte italiana a […]

Arcano: misterioso, nascosto, segreto. Parola di Nicola Zingarelli, autore del notissimo Vocabolario della Lingua Italiana. Ma perché ci interessa ora? Perché chi si fosse sintonizzato lunedì 16 maggio su Rai 1, alle ore otto di mattina (ma anche in replica nottetempo), alla fine del Tg avrebbe fatto una scoperta entusiasmante: ovvero che l’arte italiana a New York si identifica con il Movimento degli Arcani. Con grande orgoglio di consoli e inviati della tv di stato.
Questo pare di dedurre infatti dalla rubrica Mostre & Eventi, condotta da Maria Rosaria Gianni, che era completamente dedicata ad una mostra del non meglio precisato movimento (“il primo realmente strutturato dopo la Transavanguardia”).
Ci si lamenta che la tv non dedica spazio all’arte? Sbagliato, infatti ben 5 minuti e 33 secondi erano spesi per indagare a fondo le imperdibili opere di Maria Cristina Conti, Angelo di Tommaso, Silvano d’Orsi, Roberto Guadalupi e Stefano Puleo, riuniti dal critico Paolo Levi nel movimento che di “arcano” ha solo il mistero di come è riuscito ad ottenere una copertura mediatica simile. Con tanto di interviste allo stesso critico ed al console generale Francesco Maria Talò, accorso al vernissage alla Eden Fine Art gallery, in Madison Avenue, spazio completamente al di fuori di qualsiasi reale e professionale “giro” artistico newyorkese.
L’ennesimo colpo alla credibilità dell’arte contemporanea italiana, in una vetrina come quella newyorkese? Un nuovo clamoroso caso di disinformazione della televisione pubblica? Un vero e proprio depistaggio culturale? Decidete un po’ voi, non prima di esservi goduti il filmato, realmente imperdibile.

Ecco il filmato, clikkate puntata del 16 maggio e buona visione

www.movimentodegliarcani.it

 

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  • Luca Rossi

    anche quì sono sempre le solite, quello che vorrebbe essere il migliore sistema italiano, quella che vorrebbe essere la verità per quanto variegata ed opinabile vive sopra torri d’avorio che determinano un vuoto tra arte e pubblico. Non servono a niente le giornate lunapark, pomeriggio dei divertimenti, al mambo, al mac, al gamec, al padre, alla madre, al tac, al man, alla gammy ecc ecc. per dimostrare che si cerca un rapporto con il pubblico; e non si tratta nemmeno di attirare un pubblico da multisala, quanto di avere il minimo sindacale: in quel caso avremo giornalisti e politici più interessati, visto che ci sarebbe un pubblico interessato ed appassionato. Diversamente godiamoci gli Arcani e la concezione ignorante e volgare dell’arte di Sgarbi. In questo il suo padiglione sarà il padiglione più significativo che si può organizzare in italia oggi.

  • Luchetto e non hai visto ancora il bello : i lartisti chiederanno presto la dichiarazione di crisi del settore ed anche loro come gli operai avranno gliammortizzatori sociali.

  • Ma che cazzo dice il console??
    Scusate la volgarità a cui non sono avvezzo almeno per iscritto, ma è scandaloso!
    Ma cosa sta dicendo???
    Ci vorrebbe il Moretti dei bei tempi che gli molli uno schiaffo come in Palombella rossa.
    Gli arcani???!!!! Ma siamo matti!
    Sembra uno sketch di Lillo e Greg… (ve lo linko http://www.youtube.com/watch?v=kfnJhPnnD1Y al minuto 6.18…. guardatelo, è uguale!!)
    Comunque finché si scherza va bene… ma il Tg1 non è una trasmissione di comici…
    Capisco Luca Rossi… ha anche ragione… ma appunto se non sono i giornalisti dell’informazione generalista a tracciare i ponti fra il pubblico e il mondo dell’arte chi dovrebbe farlo?
    Il servizio del Tg1 è chiaramente una marchetta, un favore fatto da un redattore ad un suo amico coinvolto in quella mostra. E’ una cosa che succede. Io ho fatto il giornalista per 10 anni… di porcate così non ne ho mai fatte, ma me ne sono passate mille sotto gli occhi. Comunque è una cosa gravissima.
    Artribune protesti. Dopo l’Eur fate cadere qualche testa anche a Viale Mazzini…

    • mario

      purtroppo non riesco a vedere l’imperdibile servizio! comunque ringrazio per il link su lillo e greg! stupendo!
      e ringrazio il tg1 che ci allieta e ci da sempre le migliori soddisfazioni, purtroppo non lo vedo più da un pò stando fuori italia,e mi manca proprio tanto. per fortuna me l’avete fatto ricordare. grazie.

  • Caro Lorenzo, le tue sono parole sensate. Con questa crisi economica-finanziaria, non tarderà che anche gli artisti-manager-guttalax, chiederanno allo Stato, ( al pari degli operai ) di usufruire della CASSA INTEGRAZIONE..

  • Franco_Boni_for_ever

    Che errori, che incompetenza, lo sanno tutti che il primo movimento realmente strutturato dopo la Transavanguardia è stato il Metropolismo

  • …noooo! Magari volevi dire il “fragilismo”!!!

  • Cristiana Curti

    Due anni fa (febbraio-maggio 2009) alla Phillips Collection di Washington, il maggiore Museo di arte del XIX e XX secolo della Città e uno fra i più importanti negli Stati Uniti (all’interno – fra i mille straordinari capolavori – spicca la grande Stanza di Rothko eseguita espressamente per l’illustre Collezionista: una meraviglia purissima), fu ospitata una magnifica mostra su Morandi che riprendeva l’anno morandiano inaugurato a New York (conclusosi poi a Bologna al MAMBO), con prestiti selezionatissimi da tutta Italia e importanti collezioni americane, sotto l’egida del MART di Rovereto e un catalogo eccellente per il livello scientifico dei contributi (di gran lunga migliore di quello edito per la mostra al Metropolitan).

    All’inaugurazione c’era il tout Washington, onorato della mostra (e che veniva a controllare come i proventi dei Privati fossero stati ben investiti), alla presenza delle massime cariche istituzionali, accademiche e politiche, della Capitale degli Stati Uniti d’America (tranne il Presidente Obama, che mandava però i suoi saluti…). Decine di giornalisti dei maggiori quotidiani e riviste d’arte specializzate USA affollavano la pre-view loro dedicata dalla Direttrice e dalla Conservatrice incaricata del Museo e il giorno successivo il risultato era visibile sia sul cartaceo che on-line. Commenti entusiasti e vera gratitudine per l’Italia.
    L’orgoglio così suscitato fu mortificato però durante la serata inaugurale perché gli astanti notavano con disappunto:
    – la totale assenza di un qualsiasi giormalista della RAI e/o dell’ANSA (o di altra testata italiana) che a Washington hanno ricche sedi pagate dal contribuente e che delle sezioni culturali hanno in genere ben poco di che trattare. Talché della mostra – da noi – si è saputo poco o niente, mentre risulta essere NEI FATTI una pietra migliare per gli studiosi americani e per quelli europei del nostro grande artista.
    – l’assenza scandalosa dell’Ambasciatore italiano a Washington, il quale dopo aver assicurato la sua partecipazione da settimane, invia la segretaria (…) senza neppure addurre la scusa di un improvviso raffreddore intervenuto fra la mattina dell’incontro con la Direttrice del MART, conservatori e prestatori nella sontuosa ambasciata italiana e il medesimo tardo pomeriggio della vernice in Museo.
    – l’assenza di un qualsiasi rappresentante di qualsivoglia natura di istituzioni pubbliche italiane, fatta salva la delegazione del MART, orgogliosa Direttrice Belli in testa, unica italiana che presentò la mostra e poté ringraziare a nome del nostro Paese per l’ospitalità e la professionalità del Museo.

    Gli statunitensi, estremamente formali in questo genere di faccende, non hanno ben digerito la cosa, e hanno rimarcato – con enorme vergogna degli italiani presenti – la lacuna, pur senza esagerare per non mettere troppo in imbarazzo gli ospiti che non avevano colpa.

    Cose del genere sono successe molte volte a nostra TOTALE insaputa e a detrimento delle migliori istituzioni culturali italiane ospitate all’estero che potrebbero dimostrare come esiste in realtà una discreta (quando non eccellente, come in questo caso) vivacità di scambio fra Paesi, mentre non è la prima volta che una scemenza come quella riportata in questo articolo riceve gli allori delle cronache. Da noi, però, perché ai newyorkesi gli “Arcani” rimarranno tali.
    Ed è quello che si meritano, del resto.

  • Alfredo Cramerotti

    che vergogna.
    il console, il critico e pure la giornalista. vergogna, ma tanta.

    non vado oltre perche’ sconfinerei nel triviale.

  • Emanuele Diliberto

    “Arcani & Argatti” Quando l’arte è vita….vita d’arcani!

  • hm

    – indagare a fondo le imperdibili opere di Maria Cristina Conti, Angelo di Tommaso, Silvano d’Orsi, Roberto Guadalupi e Stefano Puleo, riuniti dal critico Paolo Levi –

    ma tirare in ballo il critico paolo levi fa brutto e antisemita? no perchè vedo che nessuno si è nemmeno azzardato a nominarlo . alla fine se non avessero messo sta roba magari ci sarebbe stata un’intervista di mollica a jovanotti sul suo nuovo album francescovezzoso . cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia .

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  • Antonio Micciché

    ci voli curaggio!!!!!!!
    Anto

  • Fra il padigliuone italiano alla biennale e questo tipo di trasmissioni al TG1 non c’è molto da stare allegri….un vero disastro!!!

  • Arnaldo Romani Brizzi

    Il grande problema è che una simile dequalificazione dell’arte pittorica fa danni concreti a tutte quelle realtà artistiche che, a partire dalla fine degli anni Settanta, hanno affrontato le virtù figurative in ambito concettuale e ideologico. Non dipinti al di fuori del dibattito contemporaneo, quelli cui mi riferisco, ma un linguaggio compiuto delle numerose e varie declinazioni della contemporaneità. Ho assistito nottetempo al servizio televisivo, e la mia mandibola non ce la faceva a compiere l’atto di chiusura. Perché, lo ripeto, i maggiori danni di una simile ignoranza ricadono sull’arte che ai più può apparire più affine, la pittura dei movimenti della Transavanguardia, dell’Anacronismo, della Pittura Colta, dei Nuovi Nuovi, del Medialismo…

  • Francesco Cascino

    Ditegli due parole dal vero, ar cane…..

    Imbarazzante. Sono assolutamente d’accordo con Luca, non aggiungo altro.

  • oliva

    dalla seconda meta del ventesimosec,ci han dato merda confusa con arte…informale,concettuale,computerartetc….che si comprano oggi a gifre paurose….ci scandalizziamo di un movimento edei suoi artisti che si possono comprare(X CHI AMA IL VISIBILE E LEGGIBILI)a cifre abbordabili????siamo i soliti italiani

    • Caro Oliva, mi pare proprio che tu sia fuori strada: intanto, per esempio, l’arte concettuale nasce ben prima della seconda meta’ del xx secolo, (mentre la computer art molto dopo), l’informale, sia pur non nel senso proprio di “movimento” (questo si’ iniziato attorno agli anni 50) ha, pur esso, radici piu’ lontane, e l’astrattismo risale agli albori di tale secolo. Ma a parte queste considerazioni, se a te tutti questi “generi” artistici non piacciono, va’ benissimo, ognuno ha i propri gusti, che sono indiscutibili, ma definire, come fai tu, tali “generi” artistici, e’ offensivo per chi li pratica, per chi li capisce e critica, per chi li ama ed acquista, e questo, scusami, e’ scorretto, di’ che non ti piacciono e siamo tutti d’accordo. Continuando, il prezzo di un lavoro d’arte e’ solo un elemento accessorio, appiccicato ad esso dal mercato, in nessun modo (intendo, ne’ quando e’ alto, ne” quando e’ basso) puo’ essere un “metro di giudizio” del lavoro stesso.
      Di arte concettuale, astratta, informale, computerart, new media, internet art, e via discorrendo di prezzo abbordabile e financo gratuita, ce n’e’ una quantoita’ che tu evidentemente non immagini neppure … basta informarsi, cosi’ come, e’ abbastanza assurdo lamentarsi che ci sia poca “arte figurativa”, quando, a prtire dagli anni 70, piu’ o meno in tutto il mondo, nell’arte c’e’ stato quello che va’ sotto il nome di “ritorno all’ordine”… con, appunto un ritorno massiccio al “figurativo”. Ma dove vivi? Basta che ti guardi attorno, che entri in una qualsiasi galleria, che vai a visitare una qualsiasi mostra di “giovani contemporanei” e non vedrai altro che “bei faccioni” (piu’ o meno scoloriti o sbavati di pittura, piu’ o meno colorati, piu’ o meno fluorescenti, piu’ o meno in bianco-e-nero,), nudi glamour, scene da rivista patinata e dipinti, ad olio, acrilico, acquarello, inchiostri, che devi usare la lente per distinguerle da buone fotografie! E stai pur tranquillo ce n’e’ per tutte le “tasche”.
      Ma ancor questo detto, non siamo ancora al punto: l’articolo ed i commenti all’articolo, magari possono “ironizzare” un tantino sulla “qualita” dei lavori, ma il punto focale e’ : come e’ possibile che un neo-nato gruppo artistico, prraticamente swconosciuto a casa sua, che espone in una citta’ prestigiosa come New York, ma in una “location” un po’ improbabile, abbia ottenuta l’attenzione del Console Italiano a New York e molto piu’ della TV GR1

      • ..scusa l’interruzione riprendo, ”’ delle TV GR1, che dedica pochi minuti la settimana all’arte e che, in questo caso,con tutte le mostre che si aprono ogni giorno in Italia e all’estero e di cui varrebbbe la pena dare notizia, ha esaurito praticamente tutta una puntata su questo “avvenimento”. Qualcheduno si e’ sorpreso, qualcheduno si e’ indignato, personalmente non mi sono ne’ indignato ne’ sorpreso (so bene che basta una buona “amicizia” o “entratura” … e poi si ottengono tante cose) comunque questo era il punto oggetto dell’articolo e dei commenti… sulla bravura ed economicita’ degli “arcani”… a ciscuno le sue opinioni! Ma per favore, se a te piacciono e desideri esaltarli, fallo tranquillamente, e’ un tuo sacrosanto diritto, ma non “sputare” sull’arte “diversa” da quella dei tuoi beniamini ! Non ti piace, non la capisci? Pazienza ce ne facciamo una ragione!