Chi di girasole ferisce… Per sostenere Ai Weiwei, seppellire di chicchi il padiglione cinese alla Biennale di Venezia

C’entra poco? Forse sì, ma ci stava bene, eppoi introduce direttamente al tema, soprattutto la seconda parte del modo-di-dire, ovvero “di girasole perisce”. Sì, perché l’ultima delle mobilitazioni in favore di Ai Weiwei – l’artista notoriamente imprigionato dalle autorità cinesi per le sue idee libertarie e di difesa dei diritti civili – prende forma in […]

C’entra poco? Forse sì, ma ci stava bene, eppoi introduce direttamente al tema, soprattutto la seconda parte del modo-di-dire, ovvero “di girasole perisce”. Sì, perché l’ultima delle mobilitazioni in favore di Ai Weiwei – l’artista notoriamente imprigionato dalle autorità cinesi per le sue idee libertarie e di difesa dei diritti civili – prende forma in questi giorni via Facebook, e prevede proprio l’utilizzo simbolico del seme di girasole.
Ovvero? Beh, se necessario ricorderemo che Ai Weiwei proprio di semi di girasole inondò la megasala della Turbine Hall alla Tate Modern di Londra, per la sua installazione dello scorso anno nell’ambito delle Unilever Series. Ebbene, ora la pagina dal titolo Semi di Libertà – lanciata da Domenico Oliviero – invita tutti a mettere in atto una protesta collettiva durante la Biennale di Venezia: portando un seme di girasole e lasciandolo davanti o vicino al Padiglione Cinese…

Semi di Libertà su Facebook

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  • martina cavallarin

    Il 31 maggio porterò con me un seme di girasole, e lo lascerò ai Giardini!