C’è la crisi? Benone per il museo grande che mangia il museo piccolo. Succede a New York, avete presente la 53esima…?

Che succede ad un museo newyorkese che si trova a corto di finanze? Viene inglobato dal colosso MoMA! È questa la sorte che è toccata al Museum of Folk Art, spazio espositivo confinante con il Museum of Modern Art sulla 53ma strada, che collassato dai debiti è stato costretto a vendere l’edificio che lo ospitava. […]

L’edificio del Folk Art Museum

Che succede ad un museo newyorkese che si trova a corto di finanze? Viene inglobato dal colosso MoMA! È questa la sorte che è toccata al Museum of Folk Art, spazio espositivo confinante con il Museum of Modern Art sulla 53ma strada, che collassato dai debiti è stato costretto a vendere l’edificio che lo ospitava.
Il MoMA pagherà oltre 30 milioni di dollari, che verranno utilizzati per saldare il deficit del museo, gli avvocati e i consulenti che hanno seguito la vicenda. L’edificio della 53ma era stato progettato dallo studio Tod Williams Billie Tsien Architects e venne inaugurato nel 2001. Ma la realtà non ha mai coinciso con le aspettative e dopo gravi perdite durante la crisi finanziaria, il museo non è più riuscito a sanare il debito. L’acquisizione darà la possibilità al MoMA di espandere lo spazio espositivo, anche se non sono ancora chiare le intenzioni: mantenerlo o demolirlo?
Il Museum of Folk Art continuerà la sua attività nello spazio vicino al Lincoln Center, dove però dispone solamente di 1.500 mq, un sesto degli spazi ora ceduti. La presidente Laura Parsons ha affermato che il museo organizzerà mostre in altri luoghi della città o renderà itinerante parte della collezione. E ora in città è tutto un chiacchiericcio sulla pretenziosità architettonica dell’edificio del Museum of Folk Art: catastrofe annunciata o progetto incompreso?

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.