Arte Essenziale su Artribune Television. Un lungo video report per svelarvi tutto, ma proprio tutto, della mostra alla Collezione Maramotti…

Ha inaugurato il 7 maggio scorso, negli ampi spazi della Collezione Maramotti di Reggio Emilia. E noi, puntualissimi, vi abbiamo raccontato il progetto  con un primo piano pubblicato il giorno prima dell’opening. Ma adesso Arte Essenziale ve la mostriamo pure, guidandovi, opera dopo opera, lungo il percorso espositivo orchestrato dal curatore, Federico Ferrari. Ed è […]

Alice Cattaneo - Untitled - 2011 - photo Dario Lasagni

Ha inaugurato il 7 maggio scorso, negli ampi spazi della Collezione Maramotti di Reggio Emilia. E noi, puntualissimi, vi abbiamo raccontato il progetto  con un primo piano pubblicato il giorno prima dell’opening. Ma adesso Arte Essenziale ve la mostriamo pure, guidandovi, opera dopo opera, lungo il percorso espositivo orchestrato dal curatore, Federico Ferrari. Ed è proprio il filosofo e critico milanese a esporre, nel nostro ampio video, concept, presupposti e suggestioni da cui ha avuto origine questa bella mostra. Artribune Television vi accompagna così attraverso i progetti degli otto artisti internazionali invitati da Ferrari: Karla Black, Gianni Caravaggio, Alice Cattaneo,  Jason Dodge, Thea Djordjadze, Francesco Gennari, Ian Kiaer, Helen Mirra.


film maker Marco Aprile – coordinamento e interviste Helga Marsala

Questa prima, complessa operazione, messa a punto dalla nostra redazione per una importante fondazione, si è articolata anche attraverso una serie di video interviste agli artisti, preziosi cammei che condivideremo con voi prossimamente. Il progetto di Artribune Television per la Fondazione Maramotti rappresenta un modello operativo che vede la nostra struttura televisiva al fianco di istituzioni pubbliche e private, per lo sviluppo di un lavoro di archiviazione, approfondimento critico, documentazione e comunicazione.  Un format che stiamo sviluppando e ampliando, per offrire un servizio di alto profilo a chi le mostre le fa, ma anche a chi le guarda. E soprattutto a chi, da casa – o dagli stessi archivi degli spazi espositivi -, se le vorrà rivedere,  riascoltare, ripensare, grazie ad apparati video integrati a testi, interviste, news, recensioni. Perché una mostra, un’idea, un progetto, una testimonianza, siano fruibili e condivisibili. Da tutti, sempre.

Il primo piano su Arte Essenziale

CONDIVIDI
Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.
  • Veramente esaustivo.
    Complimenti agli artisti, al curatore e al regista del video. Voi di Artribune sempre di più state cercando di bruciare qualsiasi tappa che vi si presenta davanti. Continuate così!

  • Franco

    Mi sembra che qui stiate superando ogni aspettativa. Bravi! Bel film!

  • Bellissima mostra, molto interessante! Il vostro video e’ praticamente perfetto ed e’ un gran bell’esempio di informazione sull’arte data con vera sensibilita’ artistica!! Bravissimi! L’ho rivisto un paio di volte e alla fine, pero’, mi e’ venuto un pensiero. Federico Ferrari ci racconta la genesi di questa mostra : ha scelto gli artisti perche’ colpito (parla di innamoramento) da loro lavori ma ci dice anche che i lavori presenti in mostra non sono quelli che lui aveva visto ed amato ma lavori rigorosamente nuovi, perche’ cosi’ ha voluto il collezionista. Non solo, ma sottolinea, per la quasi maggioranza di essi, come, in realta’, i lavori presenti siano stati, per lui, una “sorpresa”, come alcuni degli artisti abbiano “mutato’ profondamente il loro “stile”. Premesso che ho la massima stima per il lavoro di Federico Ferrari, che in premessa ha declinato il ruolo di “curatore” di essa e che, come ho gia’ detto, trovo la mostra molto bella ed interessante, mi chiedo ma allora il famoso “concetto curatoriale” il “pensiero conduttore” il “progetto” dove va’ a finire? Si riduce alla scelta di artisti di cui “ci si fida” (dato che non si conoscono le opere che produrranno ma solo quelle che hanno prodotte) e che si pensa che (sempre sulla scorta dei loro lavori precedenti) “possano “tenere” assieme? E se questo capita ad un livello di tutto rispetto, come e’ appunto la Collezione Maramotti, che cosa capita nella galleria nuova, dotata di mezzi limitati (non parliamo di quella decisamente di serie B o C)? Il ruolo del curatore diventa quello del “caporale” che assolda gli artisti disponibili sul mercato o semplicemente che “gli piacciono e gli sono simpatici”?
    Sia chiaro, non lo chiedo perche’ non lo so’, lo chiedo perche’ mi piacerebbe si riflettesse e magari si discutesse un po’ sulla figura e sulla “funzionalita’ della pletora di “”curatori” e sedicenti tali che spuntano da ogni cantone e che, a sentir loro, sono “la mente pensante” dell’arte contemporanea. Non nego che ce ne siano di seri e validi, anche fra giovani e giovanissimi, ma temo proprio che siano una frazione piuttosto minuscola di tutti quelli che matrialmente esercitano,

  • Bella mostra, bel progetto, bella fondazione, video preciso efficace…
    bravi tutti. avanti!

  • Mostra moltoi nteressante e video fatto bene ! Bravi!
    @Luciano G. Gerini hai ragione sarebbe davvero interessante parlare un pi’ di questi “famosi” curatori e del loro “ruolo” Ma chi l’ha detto che ci vuole sempre un curatore? E a che cosa serve precisamente? Un artista non è in grado di sviluppare e realizzare un “progetto”? e da quando? se questa figura poi, come spesso accade, si limita a far da”tramite” tra artista e galleria e scrivere un articoletto sul catalogo è davvero cosí utile?