Vissi d’arte. È il Giappone il re incontrastato nel “consumo” di mostre

La cronaca ci dice – tristemente – che certamente le cose cambieranno, causa forza maggiore (leggi terremoto). Ma adesso parliamo d’altro. Se nel vero e proprio boom dell’arte orientale, la Cina si mette in mostra a livello di mercato – sia per gli artisti protagonisti di aste e fiere d’arte, sia per il sempre più […]

La cronaca ci dice – tristemente – che certamente le cose cambieranno, causa forza maggiore (leggi terremoto). Ma adesso parliamo d’altro. Se nel vero e proprio boom dell’arte orientale, la Cina si mette in mostra a livello di mercato – sia per gli artisti protagonisti di aste e fiere d’arte, sia per il sempre più strutturato collezionismo -, il Giappone resta il leader incontrastato nel “consumo” dell’arte. Ovvero nei visitatori che accorrono alle mostre, almeno nelle analisi dell’anno 2010.
Secondo l’indagine condotta da The Art Newspaper – che ormai su questioni del genere ha assunto un ruolo praticamente istituzionale a livello globale -, delle prime cinque mostre più visitate al mondo nello scorso anno, ben quattro erano in Giappone. E le sorprese sono molte, e meriterebbero di essere prese in seria considerazione da chi si occupa di pianificazione e di trend culturali. Il primo posto è a schiacciante appannaggio di Hasegawa Tohaku, artista oggettivamente ignoto ai più, maestro del ‘500 levantino, che con la mostra al Tokyo National Museum è stato capace di richiamare oltre 12mila visitatori al giorno; schiacciante perché la stessa mostra, riproposta al Kyoto National Museum due mesi dopo, ha guadagnato anche il quarto posto, con 9.098 visitatori. In mezzo, al secondo posto, la mostra Post-Impressionism: from the Musée d’Orsay, al National Art Center di Tokyo, stesso museo che con Van Gogh: the Adventure of Becoming an Artist ha guadagnato anche il quinto posto, con 8.436 al giorno.
Unica eccezione al dominio  giapponese: un’altra eccezione. Il terzo gradino del podio è infatti occupato dall’esposizione di un (banale?) modello in gesso – di sei metri di altezza – per una statua di Abramo Lincoln, che è stato capace di attirare 9.290 visitatori al giorno alla National Gallery di Washington, in occasione della mostra Designing the Lincoln Memorial. L’Italia? Si difende con i 6.469 quotidiani per Hans Memling alla Galleria degli Uffizi di Firenze, mentre Caravaggio alle Scuderie del Quirinale di Roma ne ha richiamati 5.110 al giorno.

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  • Probabilmente presto le cose cambieranno: la Cina e’ vicina! Sono stato a Pechino nello scorso autunno e di “quartieri” (vere e proprie “cittadine” ospitate in amplissime zone ex-industriali dismesse) dedicate quasi esclusivamente all’arte contemporanea, oltre allo storico “789”, oggi ce ne sono ben tre, con centinaia e centinaia di galllerie, studi, ateliers, piccoli teatri, b ookshops, spazi multi-mediali ecc. ecc). ed ogni giorno ci sono decine e decine di vernici ed i visitatori, non solo “addetti ai lavori” ma anche famiglie, gruppi di turisti, scolaresche e giovani “a spasso, al 95% Cinesi, sono decisamente numerosi, ogni giorno della settimana ed ogni settimana dell’anno. Anche Shangai sta’ facendo passi veloci in questa direzione !