Updates Salone: Damien Hirst? No, Andrea Branzi. Con i suoi teschi shakespeariani…

Ve l’avevamo promesso, ed eccoci qua: continua il racconto del nostro primo tour in giro per vernici in Zona Brera. Ricordate che vi avevamo parlato di una galleria d’arte? Si tratta della Galleria Clio Calvi & Rudi Volpi in via Pontaccio a Milano. Attratti da qualche teschio alla Damien Hirst siamo entrati per scoprire che […]

Ve l’avevamo promesso, ed eccoci qua: continua il racconto del nostro primo tour in giro per vernici in Zona Brera. Ricordate che vi avevamo parlato di una galleria d’arte? Si tratta della Galleria Clio Calvi & Rudi Volpi in via Pontaccio a Milano. Attratti da qualche teschio alla Damien Hirst siamo entrati per scoprire che si tratta dell’allestimento di un designer, e non di uno qualunque, ma di Andrea Branzi.
Più che una mostra di design sembra a tutti gli effetti una mostra di “Nature morte”, teschi di ogni dimensione affiancati a frutti e radiografie. “Nel tempo circolare e opaco in cui viviamo, le Nature Morte cercano di avvicinarsi ai temi alti della vita, ma anche alla mediocrità della verdura; auto-contemplativo e impegnato a fornire risposte intelligenti a domande intelligenti, il design è sempre stato lontano da queste responsabilità”, Spiega Branzi. E noi continuiamo a chiederci dov’è il confine tra l’arte e il design…

Valia Barriello

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Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.