Passaggio di testimone. L’11 aprile chiude MiArt, il 12 inaugura Art Cologne. Un confronto su cui riflettere un istante

Vuoi vedere che ci tocca fare il raffronto tra quanto “pesa” Milano e quanto “pesa” Colonia? La questione viene fuori da sè nel momento in cui si vanno a guardare gli espositori della storica rassegna tedesca, che quest’anno tiene la sua edizione numero 45 – trattasi della fiera d’arte più antica al mondo – giusto […]

Vuoi vedere che ci tocca fare il raffronto tra quanto “pesa” Milano e quanto “pesa” Colonia? La questione viene fuori da sè nel momento in cui si vanno a guardare gli espositori della storica rassegna tedesca, che quest’anno tiene la sua edizione numero 45 – trattasi della fiera d’arte più antica al mondo – giusto la settimana successiva di MiArt. A differenza di Fiera Milano City, ad Art Cologne troveremo colossi come Hauser & Wirth, Michael Werner o Sprüth Magers. E perché? Cosa ha Milano in meno della città renana? La Cattedrale? Quella di Colonia è famosissima, ma quella di Milano ancor di più. L’aura creativa? Il tempo? Il cibo? I collegamenti? Tutto propenderebbe a vantaggio del capoluogo lombardo. Che però non ha, tutt’attorno, il sistema-Germania. E scusate se è poco…
Aggiungiamo che, come tradizione, c’è anche una buona pattuglia di gallerie italiane pronte ad andare a carcare un po’ di affari verso nord. Dalle milanesi Federico Bianchi e Grossetti alla brillante torinese Luce, alla Galleria d’Arte Maggiore da Bologna. C’è poi Gentili da Prato, Studio La Città da Verona, fino a Dorothea van der Koelen, tedeschissima ma con spazi sia a Mainz che a Venezia, e quindi “assegnata” all’Italia.

Dal 12 al 17 aprile 2011
Cologne Exhibition Centre – Colonia
www.artcologne.com

 

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  • ginevradebenci

    artcologne è una fiera storica, si sa. Ma dal mio punto di vista la scelta di MIart di quest’anno di ridurre gli espositori per puntare sulla qualità è stata una buona trovata; il livello era buono e a parte il fatto che era evidentemente forte la percentuale di gallerie milanesi rispetto alle altre è stata una fiera piacevole che ha svolto il suo compito: mettere in vetrina chi e che cosa è il mercato oggi in italia.
    e direi che ci ha azzeccato. non siamo mai stati buoni a fare gli internazionali noi italiani, lasciamo ai tedeschi l’atavico compito di rappresentare il mondo e non sputiamo sempre nel piatto di casa nostra.