Testi di Giorgio Verzotti, fotografie di Mimmo Jodice. Sul catalogo Miart non si risparmia…

Dopo Gabriele Basilico e Armin Linke, Mimmo Jodice. Fra tante novità, su tutte l’annunciata opzione tendenzialmente “nazionalista”, che si potrà verificare già dall’inaugurazione del 7 aprile, non cambia l’orientamento di Miart riguardo al catalogo. Se libro deve essere, che sia ricco ed accattivante, non un semplice repertorio di nomi e indirizzi. Quindi spazio ad un […]

Dopo Gabriele Basilico e Armin Linke, Mimmo Jodice. Fra tante novità, su tutte l’annunciata opzione tendenzialmente “nazionalista”, che si potrà verificare già dall’inaugurazione del 7 aprile, non cambia l’orientamento di Miart riguardo al catalogo. Se libro deve essere, che sia ricco ed accattivante, non un semplice repertorio di nomi e indirizzi. Quindi spazio ad un altro grande fotografo, con l’inedita selezione di fotografie realizzate da Jodice appositamente per la fiera: “per approfondire ancora una volta la conoscenza di una Milano da riscoprire nei dettagli e nelle atmosfere”.
E torna anche la firma di da Giorgio Verzotti, con il secondo saggio teso a ricostruire la storia dell’arte italiana attraverso le gallerie. Dopo l’incursione negli esiti delle neoavanguardie, il percorso critico analizza gli anni, gli eventi, i luoghi del ritorno alla figurazione: dalla prima, compressa fra le due guerre (1918 – 1938) alla più recente, che ha preso l’avvio dalla Transavanguardia.

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