Nuovi collezionisti? La Provincia di Zingaretti? La mecenate Alda Fendi? Sotto a chi vuole aprirsi un centro d’arte contemporanea a Roma. Ecco perché l’Artribune Magazine number zero tracima di scoop

Uno ve lo abbiamo anticipato, ed è quello relativo al nuovo spazio dei collezionisti Cerasi&Barillari family. Ci siamo esposti fin troppo mostrandovi foto e dettagli. Ma ora basta: per le prossime anticipazioni contenute nel numero zero di Artribune Magazine vi dovete impegnare quanto meno a venire in Fiera, la settimana prossima, a Testaccio, o ad […]

Uno ve lo abbiamo anticipato, ed è quello relativo al nuovo spazio dei collezionisti Cerasi&Barillari family. Ci siamo esposti fin troppo mostrandovi foto e dettagli. Ma ora basta: per le prossime anticipazioni contenute nel numero zero di Artribune Magazine vi dovete impegnare quanto meno a venire in Fiera, la settimana prossima, a Testaccio, o ad aggirarvi per Roma dove, tra librerie, caffè, musei, bookshop e gallerie, il nostro primo esperimento cartaceo offerto al vostro giudizio sarà distribuitissimo.
Ehggià, perché le novità, riguardo agli spazi che potrebbero aprire nei prossimi mesi a Roma non si fermerebbero allo spazio su Via della Camilluccia dei due collezionisti. I bene informati, che hanno già sfogliato i pdf di prova dell’atteso cartaceo, sarebbero pronti a giurare sulla presenza di almeno un altro paio di bombe. In primis il presidente Zingaretti, che accennerebbe addirittura ad un “Palazzo della Creatività” (da realizzarsi dove? Con quali funzione? I lavori sono già partiti? Lo scoprirete solo leggendo).
In secundis Alda Fendi, patronessa dell’omonima fondazione, che annuncerebbe l’inizio dei cantieri per un nuovo grande museo d’arte contemporanea da lei sponsorizzato e realizzato da un’archistar giapponese. Quale? Dove? Come? Basta domande, dovreste averlo capito che non abbiamo intenzione di anticipare oltre e che l’articolo che state leggendo ha la chiara mission di alzare l’attesa sul prossimo cartaceo di Artribune!

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Artribune è una piattaforma di contenuti e servizi dedicata all’arte e alla cultura contemporanea, nata nel 2011 grazie all’esperienza decennale nel campo dell’editoria, del giornalismo e delle nuove tecnologie.
  • Casimiro Mondino

    L’entusisamo, credo nasca sempre dalla speranza del cambiamento. Ora, parlo per me e solo per me, vedere una nova testata fa nascere la speranza di un cambiamento; un cambiamento fatto di misura, competenza, pacatezza, precisione, acutezza di giudizi ed indipendenza dal mercato. Credo sia una speranza legittima, visto il disastro del mondo ufficiale dell’arte italiana sempre più vicino al bazaar del mondo della moda e del design che ormai sono aree deprivate di qualunque contenuto e spazi di esercizio di poteri meramente finanziari.
    Che bisogno c’è di spettacolarizzare, di sorprendere. Non so cosa pensino gli altri lettori ma questa tecnoca di comunicazine è svilente e prelude all’ovvio. Sono certo che sia frutto della legittima tensione dell’avvio di un numero zero, ma mi auguro anche che venga riposta grazie ad un autorevolezza di cui siete senza dubbio capaci.

  • Escapology

    Io non voglio vivere in un mondo in cui chi parla in maniera sciolta e non noiosa è tacciato di “spettacolarizzare”. Voi si?

  • Sandro Di Bella

    Quando la valorizzazione di un’artista avverrà per l’opera che lo stesso ha realizzato, saremo vicini alla nascita della VALORIZZAZIONE dell’ARTE!
    Quello che è veramente importante per evitare che “LA VERA ARTE MUOIA INSIEME AI VERI ARTISTI” è dare AMPIO SPAZIO agli artisti esordienti “LE NULLITA’ “, “GLI IGNOTI” “GLI SCONOSCIUTI”, coloro che dipingono perchè amano l’arte!
    Forse solo così riusciremo ad elevare l’ARTE e non la sviliremo privandola dei VERI ARTISTI.
    L’ARTISTA, QUELLO VERO, SPESSO E’ PRIVO DI MEZZI FINANZIARI, PRIVO DI CONOSCENZE, NON E’ IN GRADO DI FARSI CONOSCERE, è necessario un canale che ponga in evidenza la VERA ARTE, formando in modo semplice le popolazioni alla fruizione della bella arte e semplificando il cammino del VERO ARTISTA.
    L’ARTE è fatta di sacrifici e non di privilegi, mondanità, conoscenze politiche, denaro.
    Chi possiede denaro può partecipare ai grandi concorsi, promuoversi pagando i “critici d’arte”, ma questi “critici” hanno realmente la cultura per criticare oppure hanno unicamente la notorierà acquisita non si sa come?
    Chi deve giudicare cosa?
    MI AUGURO CHE NON SI LASCI MORIRE L’ARTE, PERCHE’ QUANDO SARA’ MORTA SCOPRIREMO DI AVERE I MUSEI, LE CASE, ETC. PIENI DI CACATE FAMOSE.