Lo Strillone: Tutti i giornali su Monna Lisa. E poi Giò Ponti, Space Invader, Kusturica…

Non solo Delacroix: anche l’Ottocento italiano ha avuto la sua stagione di orientalisti e orientalismi. Avvenire guida a Palazzo Marra, Barletta, per un incontro con le oasi e gli harem di Faruffini, De Nittis, Caffi e Morelli. Ci porta poi a Pavia per i leonardeschi, a Venezia per Marion Greenston e a Firenze. Archeologi al […]

Quotidiani
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Non solo Delacroix: anche l’Ottocento italiano ha avuto la sua stagione di orientalisti e orientalismi. Avvenire guida a Palazzo Marra, Barletta, per un incontro con le oasi e gli harem di Faruffini, De Nittis, Caffi e Morelli. Ci porta poi a Pavia per i leonardeschi, a Venezia per Marion Greenston e a Firenze. Archeologi al lavoro per cercare la tomba della “vera” Monna Lisa…

Un po’ Indiana Jones un po’ Dan Brown. Anche La Stampa si lascia affascinare dalla caccia alle spoglie della signora Gherardini: richiamo in prima per la campagna di scavi che mira a rintracciare il teschio della dama. Da lì saranno i computer a verificarne la somiglianza con il quadro. Un’avventura che Il Giornale battezza come “archeofollia”.

Il Sole 24 Ore guarda al design: mette in mostra una decina di pezzi di Giò Ponti per celebrare la pubblicazione di una nuova monografia sul maestro; e festeggia i successi commerciali di Kartell. C’è anche Space Invader nella mostra sui graffiti che Europa annuncia a New York: quarant’anni di pezzi sul muro davanti al MoMA celebrati in una collettiva alla Donnel Library.

Il Corriere della Sera regala un occhiello in prima pagina al piano della soprintendenza speciale per il polo museale romano, che con i soldi Fondazione Bracco punta a scoprire gli affreschi secenteschi – c’è dentro anche Pietro da Cortona – coperti al Quirinale da Napoleone.

Meglio Putin o Cameron? E Sarkozy? Per Emir Kusturica l’orso sovietico convertito al petrodollaro è il male minore: interessante incontro, su Libero, con il regista/scrittore/musico balcanico.

Lo Strillone di Artribune è Francesco Sala

 

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.