Lo Strillone: Salman Rushdie per Ai Weiwei su Repubblica. E poi Monna Lisa, Egitto, Ermanno Olmi…

Onda lunga della Pasqua su Avvenire. Che segnala al Louvre Rembrandt e la figura di Cristo, con pezzi in arrivo anche da Olanda e Stati Uniti, dove torneranno per le tappe transoceaniche di una mostra in tournée il prossimo autunno a Detroit e Philadelphia. E Parigi val bene una gitarella anche per La Stampa: retrospettiva […]

Quotidiani
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Onda lunga della Pasqua su Avvenire. Che segnala al Louvre Rembrandt e la figura di Cristo, con pezzi in arrivo anche da Olanda e Stati Uniti, dove torneranno per le tappe transoceaniche di una mostra in tournée il prossimo autunno a Detroit e Philadelphia. E Parigi val bene una gitarella anche per La Stampa: retrospettiva su Gino Severini, da oggi, al Museo dell’Orangerie. Mentre Villa Amendola, ad Avellino, espone per la prima volta lontano da Assisi i 28 affreschi – oggi su tela – che Giotto ha dipinto nella Basilica Superiore.

Si merita il richiamo in prima su La Repubblica l’apologia di Ai Weiwei firmata da Salman Rushdie. Esce Conservazione dell’avvenire, nuovo saggio di Luca Zevi, che ne parla sul giornale diretto da Ezio Mauro, buttando lì anche un paio d’idee per un museo romano dedicato alle vittime della Shoah.

Libero annuncia il prodigioso ritrovamento, a Luxor, di una mastodontica statua di Amenhotep III: siamo attorno al 1390 a.C. A proposito di antichità: Vittorio Gregotti, sul Corriere della Sera recensisce l’ultimo Il giardino in movimento di Gilles Clément, parlottando di paesaggio come opera d’arte.

Ciak, si gira! Per L’Unità sono tante le troupe che da tutto il mondo, a poartie da ogi e fino venerdì, seguiranno a  Firenze l’avvio degli scavi nel convento di Sant’Orsola a Firenze, da cui ci si aspetta spuntino le ossa della Monna Lisa. Originale. In barba alle lamentele degli “eredi”, con Natalia Strozzi che lamenta a Il Giornale: “ma lasciate riposare i pace questa mia antenata! Cosa cambia trovare i resti rispetto al fascino del quadro di Leonardo?”

La versione firmata da Herzog è stata un capolavoro. Considerato il cast, con Vincent Gallo e Claudia Gerini, il remake italico che il 2 maggio vede il primo ciak – in Sardegna – potrebbe essere comunque interessante: Il Secolo d’Italia annuncia la prossima lavorazione de Il mistero di Kaspar Hauser, diretto da Davide Manuli.

E se proprio siete in vena di grande schermo: La Stampa intervista Francesco Rosi, mentre La Repubblica chiacchiera con Ermanno Olmi. Titoli di coda, ora.

Lo Strillone di Artribune è Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.
  • Semi di libertà

    La libertà al tempo del capitalismo comunista …

    Da Domenica 3 Aprile l’artista Ai Weiwei rientrando all’aeroporto di Pechino è stato arrestato dalla polizia di stato cinese, il suo studio perquisito e di lui fino a pochi giorni fa non si sapeva più nulla. Ora pare, dopo diverse manifestazioni di informazioni da paesi europei e di importanti personaggi della cultura internazionale, che l’artista sia sotto arresto per una supposta evasione economica hai danni dello stato cinese, ma a molti sembra che sia più per le sue sollecitazioni alla libertà di espressione.

    Infatti Ai Weiwei è noto per il suo impegno artistico e per il suo operato creativo che spesso ha trattato temi politici sempre con un impegno diretto in eventi del suo paese.

    Questo avvenimento dovrebbe far riflettere tutti sulla strana situazione del maggior paese produttore di beni di largo consumo al mondo. Paese che è sotto una oligarchia politica ristretta e che sempre più coopera in modo poco civile con grandi gruppi industriali globalizzati, distruggendo in tal modo sistemi sociali che lentamente scivolano nel sottosviluppo.

    Consapevole che i grandi temi economici non sono di mia competenze, penso però che sia possibile dare un piccolo segnale per cui propongo, se la situazione non si risolvesse al meglio per Ai Weiwei di invitare tutti i visitatori della prossima Biennale di Arti Visive di Venezia nel portare un seme di girasole, rimando all’opera realizzata dall’artista alla Tate Modern quest’anno, da lasciare davanti o vicino al Padiglione Cinese, un piccolo gesto per ricordare un grande artista e il valore della libertà.

    • hm

      ma perchè bisogna sempre guardare in casa degli altri e mai in casa propria? in italia l’unico contro la guerra è bossi, direi che ne abbiamo già abbastanza no?