Lo Strillone: Gaddi e nonno Giotto sul Corriere. E poi Rothko, Maxxi, Galan…

Tu guarda, un Rothko! La Repubblica racconta del prodigioso ritrovamento di Untitled #17, mai catalogato prima d’ora, ma sulla cui autenticità garantisce David Anfam. Si va all’asta da Christie’s, a NYC, il prossimo 11 maggio: quotazione di partenza sui 18 milioni di dollari. Ha masticato immagini low ed high: l’universo composito di Richard Prince, grande […]

Quotidiani
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Tu guarda, un Rothko! La Repubblica racconta del prodigioso ritrovamento di Untitled #17, mai catalogato prima d’ora, ma sulla cui autenticità garantisce David Anfam. Si va all’asta da Christie’s, a NYC, il prossimo 11 maggio: quotazione di partenza sui 18 milioni di dollari.

Ha masticato immagini low ed high: l’universo composito di Richard Prince, grande corteggiatore del trash, arriva alla Bibliotheque Nationale di Parigi. E a piena pagina su Il manifesto, dove si ricorda anche il design fiammingo di Gerrit Rietveld, fino a luglio al Maxxi. Dove oggi alle 18.30 Pier Luigi Cervellati chiude il ciclo di incontri di Chi ha architettato Roma?. Segnalazione su Europa.

Sono Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso a firmare per Rizzoli la graphic novel su Gli ultimi giorni di Marco Pantani, presentata oggi su Il Fatto Quotidiano. Su La Padania primo piano per Hayez nella Milano di Manzoni e Verdi, infilata di capolavori esposti a Brera. Una breve su L’Unità invita a Villa Almone, residenza romana dell’ambasciatore tedesco in Italia, per un tuffo negli eighties di Elvira Bach.

Agnolo Gaddi torna a splendere: Avvenire celebra la conclusione del restauro del ciclo di affreschi che impreziosisce la Cappella Maggiore in Santa Croce. Dove, secondo il Corriere della Sera, sarebbe nascosto anche il volto di Giotto: in una scena di gruppo Gaddi, il cui babbo fu a bottega dal maestro, avrebbe inserito un omaggio a colui che chiamava “nonno”. E a Firenze finisce anche Libero, che ricorda l’inaugurazione di Futurismo e futuristi.

Galan come Roosvelt? Ammazza che paragone! Eppure è lo stesso ministro dei Beni Culturali che azzarda, in una dichiarazione ribattuta su La Stampa, il giorno dopo la definizione ultima del FUS e il suo intervento in Senato.

Lo Strillone di Artribune è Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.