Le prime opere per la Biennale di Bice? Eccole, sono pronte da 445 anni. Tintoretto site specific…

Il Padiglione Italia è in ritardo coi tempi, e a un mese dal via non ha ancora comunicato la lista degli invitati? Beh, la direttr(B)ice vuole di certo distinguersi per precisione teutonica, e già presenta le prime opere pronte ad essere fisicamente installate, e non in una location qualsiasi, ma nel salone centrale del Palazzo […]

Tintoretto - Ultima Cena - Basilica di San Giorgio Maggiore

Il Padiglione Italia è in ritardo coi tempi, e a un mese dal via non ha ancora comunicato la lista degli invitati? Beh, la direttr(B)ice vuole di certo distinguersi per precisione teutonica, e già presenta le prime opere pronte ad essere fisicamente installate, e non in una location qualsiasi, ma nel salone centrale del Palazzo delle Esposizioni ai Giardini, come dire nel cuore della Biennale.
Già pronte le opere? Sì, in verità lo sono da qualche secolo, visto che si tratta dei tre straordinari capolavori del Tintoretto che dovrebbero fungere da chiave di volta della mostra internazionale ILLUMInazioni. Che ieri sono stati annunciati ufficialmente, una volta perfezionate le non agevoli procedure burocratiche e pratiche, trattandosi di opere ovviamente delicatissime e di grandissime dimensioni. Quasi sei metri di larghezza per l’Ultima Cena, proveniente dalla Basilica di San Giorgio Maggiore, 398×315 centimetri per il Trafugamento del corpo di San Marco e 151×258 centimetri per la Creazione degli Animali, entrambe conservate presso le Gallerie dell’Accademia.

Questi dipinti di Tintoretto, uno degli artisti più sperimentali nella storia dell’arte italiana – ha dichiarato Bice Curiger -, esercitano un fascino particolare per la loro luce estatica, quasi febbrile, e per il loro approccio temerario alla composizione che capovolge l’ordine classico e definito del Rinascimento. Le opere giocheranno un ruolo di primo piano nella mostra, instaurando un rapporto artistico, storico ed emozionale con il contesto locale”.

www.labiennale.org

  • luca rossi

    direi ottimo!

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  • Senza dubbio sara’ quanto di meglio potremo vedere o non vedere quest’anno.

  • mario raviele

    ….quando l’arte era pensiero-concetto-idee-manualità-finissimo artigianato..non si poteva barare con improvvisazioni artistiche come avviene di frequente oggi.

  • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

    Appello al pubblico della Biennale di Venezia
    Tutti i visitatori che hanno forti difficoltà a riconoscere in tutta l’astratta concettualità i grandi capolavori dell’arte contemporana, esiste pur sempre l’alternativa e la possibilità di ammirare i capolavori del Tintoretto.
    Non è l’arte che fa il pubblico, ma il pubblico che fa l’arte. Questo slogan è necessario per sottolineare al pubblico che tante operei d’arte contemporanea,, oggi possono avere i minuti contati.