La new wawe dello shopping globale? 67 piani di Art-Mall, a Hong Kong impazza K11…

Sta diventando sempre più sofisticato, il popolo cinese dello shopping, sempre alla ricerca di “qualcos’altro” rispetto alla solita giornata di acquisti. Che sia proprio l’arte ciò di cui hanno bisogno? Ne è convinto Adrian Cheng, 31enne rampollo di una dinastia di immobiliaristi di Hong Kong, che ha appena inaugurato il primo “art-mall” ad Hong Kong, […]

Sta diventando sempre più sofisticato, il popolo cinese dello shopping, sempre alla ricerca di “qualcos’altro” rispetto alla solita giornata di acquisti. Che sia proprio l’arte ciò di cui hanno bisogno?
Ne è convinto Adrian Cheng, 31enne rampollo di una dinastia di immobiliaristi di Hong Kong, che ha appena inaugurato il primo “art-mall” ad Hong Kong, il K11, e ora mira a trapiantare il modello a Pechino, Shanghai e altre grandi città cinesi. Spinto dalla sua passione per l’arte, Cheng ha selezionato personalmente le opere della collezione permanente del grattacielo, che comprende sculture, quadri e installazioni multimediali, creati unicamente da artisti locali.
Utilizzando diverse forme d’arte per ispirare chi fa shopping, il K11 permette un’esperienza unica”, afferma. L’obiettivo principale? La promozione degli artisti cinesi, rappresentanti del gusto e delle connessioni della realtà locale. Il sito web di K11 presenta biografia e poetica di ogni creativo coinvolto, oltre ad una sezione dedicata a una art community tramite la quale è possibile interagire direttamente con gli artisti.

I numeri del nuovo progetto? 67 piani dedicati alla moda, al lusso, all’arte e al piacere della cucina. 31mila metri quadri complessivi di superficie, 340 appartamenti che saranno i più lussuosi di Hong Kong, un albergo a 5 stelle e più di 20 ristoranti. Il tutto con un investimento pari – per i soli interventi di costruzione – a 230 milioni di euro.

Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.