In campo anche Olafur Eliasson: “Ai Weiwei? Venga a insegnare all’Università di Berlino”

Continua a tenere banco il caso-Ai Weiwei, dopo che dell’artista – arrestato il 3 aprile a Pechino mentre si preparava a partire per Hong Kong – si sono perse le tracce. L’ultima notizia segnala la discesa in campo del grande amico Olafur Eliasson, che – in accordo con il responsabile per la Cultura di Berlino, […]

Olafur Eliasson

Continua a tenere banco il caso-Ai Weiwei, dopo che dell’artista – arrestato il 3 aprile a Pechino mentre si preparava a partire per Hong Kong – si sono perse le tracce. L’ultima notizia segnala la discesa in campo del grande amico Olafur Eliasson, che – in accordo con il responsabile per la Cultura di Berlino, Jürgen Zöllner – ha offerto al dissidente cinese una cattedra all’Università di Belle Arti della Capitale, dove anche lui è docente.
Ma la Germania si distingue comunque per l’attivismo nella mobilitazione dell’opinione pubblica in favore di Ai Weiwei: la galleria Neugerriemschneider inaugurerà il 29 aprile una mostra dedicata all’artista, e la stessa cancelliera Angela Merkel si sarebbe mossa con le autorità cinesi per la sua liberazione.
Intanto si apprende che il website che raccoglie le firme in favore dell’artista ha subito dei danni a causa di un attacco di hackers cinesi, si immagina mossi da reazionari stimoli nazionalisti… Ma un tempo gli hackers non erano la testa di ponte rivoluzionaria?

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  • matteo silva

    Bè, forse non sapete che l’esercito della Repubblica Popolare Cinese ha un aguerritissimo settore informatico composto da centinaia di Hacker e da migliaia di loro assistenti in uniforme, attivi 24 ore su 24, 7 giorni su 7 su moltissimi fronti.
    Sono stati fra i primi a capire che le vere guerre oggi si fanno in rete e si sono organizzati in modo imponente. Ma di questo, quasi nessuno parla…