Gallery Weekend Updates: Mitte, Mitte, selvaggiamente Mitte. Qualcuno fermi la nostra inviata a Berlino

Ecco ciò che resta di un pomeriggio on the road, di una lunga passeggiata lungo il lato più sfacciatamente selvaggio dell’arte berlinese. Iniziamo con una mostra personale di Taisia Korotkova in uno spazio allestito esclusivamente per l’occasione nella Auguststrasse (a dieci metri dai KunstWerke, per intenderci). La mostra, dichiaratamente non commerciale, è stata organizzata da […]

Ecco ciò che resta di un pomeriggio on the road, di una lunga passeggiata lungo il lato più sfacciatamente selvaggio dell’arte berlinese.
Iniziamo con una mostra personale di Taisia Korotkova in uno spazio allestito esclusivamente per l’occasione nella Auguststrasse (a dieci metri dai KunstWerke, per intenderci). La mostra, dichiaratamente non commerciale, è stata organizzata da Art Moscow e anticipa (la pubblicità è l’anima del commercio) la partecipazione della Korotkova alla prossima Biennale di Mosca.

Proseguendo lungo Auguststrasse, Eigen + Art presenta Why Women Like to Buy Textiles that Feel Nice, una “mostra d’interni” firmata Olaf Nicolai che indaga la facciata colorata, rassicurante e decorativa dell’arredamento borghese. Pur essendo responsabile “soltanto” del camouffage della galleria, Nicolai sembra esser riuscito a rimettere in scena le migliori introspezioni della Golden Age fiamminga.

Alle falde del miticoVolksbuehne in Rosa Luxembourg Platz, Galerie Kamm espone il lavoro delicatamente stratificato di Katrinn Sonntag. La giovane artista tedesca regala un’efficace operazione di trasferimento, facendo della galleria una specie di simulacro tridimensionale del suo atelier berlinese.

Pochi metri più in là un’altra folla richiama l’attenzione dei turisti dell’arte. È la volta della galleria BQ, e di un altro solo-show. David Shringley espone diversi lavori – disegni su carta, bronzi e installazioni neon – tutti legati da un sottile filo ironico e meta-interprativo sul sistema dell’arte.

E sembra esser contagioso.

La febbre da vernissage, etimologicamente legato alla vernice fresca, non ha risparmiato neanche il mondo editoriale. Il fornitissimo Do you read me!? sulla Augustrasse, il rivistificio dove il vostro magazine deve essere esposto se desiderate che sia sufficientemente figo, ha infatti lanciato oggi il nuovo magazine The Weekender e naturalmente il già annunciato Frieze inglese/tedesco.


– Sara Giannini

CONDIVIDI
Sara Giannini
Sara Giannini si è laureata con lode in Discipline Semiotiche all’Universitá di Bologna nel 2010, discutendo una tesi sulle dinamiche comunicative e contestuali che influenzano la produzione e circolazione dell’opera di Ai Weiwei. Attualmente Sara è impegnata nel progetto di ricerca „Global Art and the Museum“ presso lo ZKM | Center of Arts and Media di Karlsruhe. Oltre al supporto del lavoro scientifico, è co-editor del sito internet del progetto e assistente alla curatela della mostra „The Global Contemporary. Art Worlds after 1989“. A partire da settembre 2011, Sara è una candidata alla scuola dottorale interateneo Cá Foscari – IUAV con una ricerca sul profilo antropofagico della mostra d’arte contemporanea.
  • Giusy Lauriola

    Sara mi è piaciuto il tuo articolo ma dimmi se ho letto tra le righe una vena di sarcarsmo!!! Spero di sì. Sembri un po’ delusa.. io lo sono da tempo parliamone

  • Zarri Fabio

    Così facendo farete diventare questo vostro sito Artribune come una cavolo di droga!!!!
    BRAVI