Gallery Weekend Updates: guten tag Berlin! Non tutti sanno che oggi, 22 anni dopo il Muro, Check Point Charlie è noto come distretto di gallerie

Dopo lo sfavillante brulichìo di ieri, stamattina –sabato- le strade di Berlino giacevano addormentate. Ma non le weekend galleries che, irraggiate dal sole limpido del nord, hanno iniziato il loro spettacolo di buon’ora. Il percorso odierno prende il via dall’art district attorno a Check Point Charlie. Raggruppate in un singolo edificio dalle fattezze moderniste, cinque […]

Dopo lo sfavillante brulichìo di ieri, stamattina –sabato- le strade di Berlino giacevano addormentate. Ma non le weekend galleries che, irraggiate dal sole limpido del nord, hanno iniziato il loro spettacolo di buon’ora.
Il percorso odierno prende il via dall’art district attorno a Check Point Charlie. Raggruppate in un singolo edificio dalle fattezze moderniste, cinque gallerie presentano al pubblico un’interessante varietà di artisti.

Al piano terra, Konrad Fischer ospita Matter of the Heart, personale di Nina Canell (Växjö, 1979). La giovane artista svedese ha all’attivo numerose mostre personali e collettive, nonché il prestigioso Baloise Kunst Prize ad Art Basel Statement nel 2009. La Canell colpisce per il suo approccio concettuale, ma allo stesso tempo alchemico e naturalistico, su materiali e oggetti quotidiani. Sebbene in tonalità contemporanea e disincatata, i suoi lavori risuonano le opere utopistiche di Beuys e l’Arte Povera nostrana. Di particolare intensità, Anatomy of the Rising Tide: una collezione di acque di fiume, ordinate secondo la profondità del loro prelevamento.

Nina Canell

La Galerija Gregor Podnar al primo piano del building presenta invece i lavori “costruzionisti” dell’artista sloveno Tobias Putrih (Kranj, 1972). Ispirati alle sculture dell’artista e architetto Croato Vjenceslav Richter (1917-2002), così come all’avanguardia dei Metabolisti Giapponesi, i lavori di Putrih consistono di strutture semplici e modulari, ripetute su diversi supporti, da sculture a disegni e collages.

Tobias Putrih

All’ultimo piano, la sorpresa di un artista decisamente non debuttante. In occasione del suo 80esimo compleanno, la galleria Zak | Branicka omaggia Roman Opalka (Francia, 1931) con il suo primo solo-show a Berlino. La mostra raggruppa due lavori dalle serie più famose e radicali dell’artista. Opalka 1965/1-∞ è una serie di numeri dipinta su tela che, iniziata nel 1965 con la stessa cifra, ha  raggiunto oggi 5.590.000.

Ad accogliere il visitatore è però una straordinaria stanza bianca con un girotondo di autoscatti dell’artista, iniziati anch’essi nel ‘65 sotto forma di oli su tela e evoluti nel tempo in fotografie che rispettano regolarmente le stesse condizioni di luce, distanza espressione e abbigliamento. A cambiare è il viso dell’artista che con il progredire degli anni, e quindi dei numeri meticolosamente fissati sui suoi quadri, esprime una variazione continua dell’identico.

– Sara Giannini

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Sara Giannini
Sara Giannini si è laureata con lode in Discipline Semiotiche all’Universitá di Bologna nel 2010, discutendo una tesi sulle dinamiche comunicative e contestuali che influenzano la produzione e circolazione dell’opera di Ai Weiwei. Attualmente Sara è impegnata nel progetto di ricerca „Global Art and the Museum“ presso lo ZKM | Center of Arts and Media di Karlsruhe. Oltre al supporto del lavoro scientifico, è co-editor del sito internet del progetto e assistente alla curatela della mostra „The Global Contemporary. Art Worlds after 1989“. A partire da settembre 2011, Sara è una candidata alla scuola dottorale interateneo Cá Foscari – IUAV con una ricerca sul profilo antropofagico della mostra d’arte contemporanea.
  • mario

    li vicino c’era anche la personale di rosa barba da carlier-gebauer, ma ne avete già parlato o ve la siete dimenticata? comunque si é vero, nella palazzina le cose migliori erano di putrih (giornali), canell (in generale, ma i ferma porta super) e opalka… interessanti anche le enciclopedie da google images di wolfgang plöger sempre da fischer .