Gallery Girls o attrici? Un nuovo reality Usa punta i riflettori sull’artworld newyorkese

Le protagoniste? Sei fiammanti ventenni che lavorano nelle gallerie più cool di Chelsea. Che durante il giorno si destreggiano a soddisfare le richieste impossibili dei loro capi, mentre by night frequentano i locali alla moda, intrecciando amicizie e relazioni che potrebbero aiutarle nella scalata all’interno dell’artworld. Sembra quasi un tema adatto ad un Reality? E […]

Le protagoniste? Sei fiammanti ventenni che lavorano nelle gallerie più cool di Chelsea. Che durante il giorno si destreggiano a soddisfare le richieste impossibili dei loro capi, mentre by night frequentano i locali alla moda, intrecciando amicizie e relazioni che potrebbero aiutarle nella scalata all’interno dell’artworld.
Sembra quasi un tema adatto ad un Reality? E infatti lo diventerà, per iniziativa di Bravo Tv, produttore di numerosi reality americani, che sta sviluppando una docu-series così impostata. Riusciranno le magnifiche sei a sopravvivere in questo mondo? Riusciranno a far emergere le realtà nascoste delle gallerie d’arte?
L’annuncio è stato subito accolto da polemiche: Gallery Girls è anche il nome di un webcomic che tratta lo stesso tema del nuovo reality, nato nel 2008 dalla mente di Mary Blakemore, con copyright registrato. Si tratta di un plagio consapevole o una violazione involontaria? Il fumetto Gallery Girls parla di un gruppo di giovani donne che lavorano nella stessa fantomatica galleria Cecilia West, guidata da Cruella de Vil-like, ed è più simile a una parodia del mondo dell’arte.
Questo nuovo prodotto di Bravo Tv arriva dopo il successo di un altro reality che vedeva come protagonisti gli artisti, Work of Art. Il tentativo è di ampliare la conoscenza al grande pubblico di questo mondo di nicchia, che i soli addetti ai lavori conoscono. E dal glamour della paga-minima delle “Gallery Girls” italiane cosa ne verrebbe fuori?

Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.