Fra The Others e Associazione Nazionale delle Gallerie. Piccolo compendio sulle prospettive fieristiche torinesi

Il punto fermo resta Artissima, e qui non si discute. Appuntamento dal 4 al 6 novembre 2011 all’Oval, e il discorso per ora si chiude. Resta invece apertissimo quello relativo alla fiera-satellite The Others, di cui Artribune ha dato notizia in anteprima. Che dietro il progetto ci sia Roberto Casiraghi è un segreto di Pulcinella, […]

Le ex carceri Le Nuove, sede della fiera

Il punto fermo resta Artissima, e qui non si discute. Appuntamento dal 4 al 6 novembre 2011 all’Oval, e il discorso per ora si chiude. Resta invece apertissimo quello relativo alla fiera-satellite The Others, di cui Artribune ha dato notizia in anteprima. Che dietro il progetto ci sia Roberto Casiraghi è un segreto di Pulcinella, e forse (anche) per questo – visto che lo stesso Casiraghi ha fondato e diretto per anni Artissima, lasciando in maniera non proprio serena Torino -, dicevamo, anche per questo le cose non vanno spedite come ci si aspetterebbe. Il tira-e-molla si concentra in maniera un poco puerile sulla concessione degli spazi delle ex carceri Le Nuove, la cui “proprietà” è divisa in maniera non troppo chiara fra Demanio e Comune. E qui sta l’inghippo, con un assessorato al turismo che dà l’ok, mentre quelli che alcuni chiamano “poteri forti”, o almeno una parte di essi, fanno ostruzionismo. Ostruzionismo a cosa, poi, non è chiaro: sostenere che una seconda fiera infiacchirebbe il main event è un discorso che regge quanto quello di certi commercianti che si oppongono alle pedonalizzazioni perché indurrebbero un calo degli acquisti. Ossia, non regge affatto ed è privo di qualsiasi logica e presa sul reale. E lo dimostrano, come già dicevamo, le fiere-satellite di città come Londra, Basilea, Miami, Madrid…
In mezzo a tutto questo silenzioso can-can si inserisce poi una notizia-macchietta: l’ANGAMC – Associazione Nazionale Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea -, dopo un’edizione “beta” in quel di La Spezia lo scorso settembre, starebbe organizzando proprio a Torino una fiera (“ovviamente” non nei giorni di Artissima, e comunque nel 2012) dopo un tentativo, andato a vuoto, di proporre un evento a Roma, dentro il Circo Massimo… Certo, fare cartello per ottenere risultati (ad esempio un migliore trattamento economico da parte degli organizzatori di eventi fieristici) è esattamente quel che dovrebbe fare un’associazione di categoria come l’ANGAMC. Ma ciò non significa che si debba mettere essa stessa a organizzare le fiere. Sarebbe come se l’ordine dei giornalisti invitasse i suoi iscritti a disertare le redazioni dei giornali per dedicarsi a quello dell’ordine stesso. Non pare anche a voi evidente la forzatura?
Sta di fatto, ad ogni modo, e qui veniamo sulle posizioni dell’ANGAMC, che monta sempre di più, in tempi di vacche magrissime, l’insofferenza delle gallerie private verso lo strapotere delle fiere. Durante le quali l’unica cosa certa è il prezzo da pagare al metro quadro, con vendite che invece si fanno sempre più incerte e con il ruolo catalizzatore e di comunicazione degli eventi assai aleatorio. Insomma, cari organizzatori di fiere, o scendete dal piedistallo o i galleristi si metteranno a far da soli!

Leggi qui lo scoop di Artribune su The Others

www.artissima.it
www.theothersfair.com
www.angamc.com
www.romacontemporary.it

  • R.P.

    Trovo che molti articoli somiglino sempre più a commenti da blog che a veri interventi giornalistici: farciti di commenti personali, di captatio benevolentiae e di frasi a effetto. Consiglio di smettere col ‘giornalismo’ a tesi come quello di Libero, dove chi scrive non vuole informare, ma convincere di una propria opinione.
    Mi infastidisco anche nell’essere trattato da bambino con frasi come “Non pare anche a voi evidente la forzatura?”. Non ho bisogno di opinioni infilate nel mio orecchio: deciderò IO dopo aver letto un buon report, cioè un articolo che riporti ENTRAMBE le campane.
    Questa è l’anima del vero giornalismo, non quello che si è affermato in funzione di una popolazione lobotomizzata e che prevede la fornitura dall’alto di opinioni preconfezionate.