Fiat stabili, Generali in flessione, guizzo di Agana. In Russia la fotografia è quotata in borsa…

Dopo Cina e Francia, anche in Russia arriva il primo grande fondo d’investimento in arte, quotato alla Borsa di Mosca per 467 milioni di dollari. Sobraine.Photoeffect, fondato dal gruppo finanziario russo Agana, è un fondo d’investimento che raccoglie unicamente il segmento della fotografia. Il modello è diverso dagli altri fondi artistici: invece di raccogliere soldi […]

Henri Cartier-Bresson

Dopo Cina e Francia, anche in Russia arriva il primo grande fondo d’investimento in arte, quotato alla Borsa di Mosca per 467 milioni di dollari. Sobraine.Photoeffect, fondato dal gruppo finanziario russo Agana, è un fondo d’investimento che raccoglie unicamente il segmento della fotografia.
Il modello è diverso dagli altri fondi artistici: invece di raccogliere soldi dagli investitori per acquistare opere d’arte da rivendere in seguito, il fondo ha raccolto le opere da un gruppo di collezionisti anonimi russi, che verranno vendute all’asta annualmente in percentuali variabili dal 5-10%. Sobranie.Photoeffect avrà una durata di 15 anni, durante i quali esporrà la collezione nei musei di tutto il mondo, pagando infine i dividendi finali agli investitori. Il fondo prevede di ottenere rendimenti annuali pari al 12-14%. Con un investimento minimo di 16.700 dollari, Agana mira ad attrarre le istituzioni e gli investitori privati stranieri nel mercato russo.
Il segmento della fotografia è stato scelto per la rapida crescita del suo mercato negli ultimi anni e perché maggiormente accessibile, presentando prezzi di molto inferiori alla pittura. Nel 2009 il volume globale delle vendite di fotografia ha raggiunto i 2.1 miliardi di dollari, più di un quinto proveniente dalle aste.

Oltre alle 300mila stampe originali di 250 fotografi nazionali e stranieri, fanno parte della collezione del fondo rari dagherrotipi di Joseph-Philbert Girault de Prangey, ritratti degli zar del diciannovesimo secolo, i Romanov, accanto ai fotografi sovietici della Seconda Guerra Mondiale. Ancora, stampe di Tazio Secchiaroli, padre dei paparazzi nonché fotografo personale di Sophia Loren; opere del francese Henri Cartier-Bresson; stampe dell’artista sovietico d’avanguardia Alexander Rodchenko.

Martina Gambillara

CONDIVIDI
Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.