Ecco perché Artribune non farà mai più una collaborazione con Amaci

Calma, calma. Non è come credete. La vostra nuova rivista preferita non ha litigato con l’associazione dei Musei d’arte contemporanea italiani. Tutt’altro. Il titolo – assolutamente ironico – vuole solo sottolineare come sia stato un vero e proprio massacro, per la nostra redazione, gestire l’imponente flusso di richieste di collaborazione che è franato su di […]



Calma, calma. Non è come credete. La vostra nuova rivista preferita non ha litigato con l’associazione dei Musei d’arte contemporanea italiani. Tutt’altro. Il titolo – assolutamente ironico – vuole solo sottolineare come sia stato un vero e proprio massacro, per la nostra redazione, gestire l’imponente flusso di richieste di collaborazione che è franato su di noi dopo la pubblicazione dell’ormai famoso annuncio, qualche giorno fa. Di che si trattava? Si trattava della ricerca di giovani e baldi critici per la ‘cucina’ del volume 00ITALIA, omaggio dell’Amaci ai 150 anni del paese. Un volume che pubblicherà 100 opere (dieci per ognuno degli Anni Zero, dal 2000 al 2010) e le ne affiderà la schedatura e la presentazione a 100 virgulti della critica nostrana.
Ci siamo subito presi a cuore la cosa pubblicando quella che consideravamo una innocua news. Proprio innocua? No: in due giorni sono arrivate in redazione centinaia di adesioni che ci hanno monopolizzato per ore e ore (da qui il titolo scherzoso e ovviamente paradossale qui sopra), ma che ci hanno riempito di orgoglio. Abbiamo collazionato tutti i nominativi e li abbiamo girati all’Amaci che richiamerà tutti e metterà alla prova coloro che hanno ritenuto di provarci. Ci auguriamo, in attesa di nuove collaborazioni, di aver dato il nostro piccolo contributo per la riuscita di un eccellente progetto editoriale come il bravo Andrea Bruciati, che lo coordina, ci ha peraltro da sempre abituati.

www.amaci.org

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  • Miriam Falera

    Questo dovrebbe far riflettere. C’è sicuramente un gran numero di giovani e preparate risorse in Italia, maggiore di quanto pensiamo, disposte ad essere messe alla prova, al di là delle solite firme e della logica nota della comunicazione culturale. In bocca al lupo a tutti noi…