Come sa di Sale Venezia. Prospettiva a 180 gradi per il Padiglione Catalogna + Isole Baleari

Ricordate il Padiglione catalano alla Biennale 2009? Giusto: era in uno dei Magazzini del Sale, proprio vicino alla Fondazione Vedova. Quindi, visto che la strada la conoscete, non vi sarà difficile tornarci anche quest’anno, tanto più che la “nazione nella nazione” iberica si presenta per la prima volta a Venezia insieme alle Isole Baleari. Come? […]

Ricordate il Padiglione catalano alla Biennale 2009? Giusto: era in uno dei Magazzini del Sale, proprio vicino alla Fondazione Vedova. Quindi, visto che la strada la conoscete, non vi sarà difficile tornarci anche quest’anno, tanto più che la “nazione nella nazione” iberica si presenta per la prima volta a Venezia insieme alle Isole Baleari.
Come? Con Mabel Palacìn: 180, progetto di videoarte promosso dall’Institut Ramon Llull, commissario David G. Torres, e approvato da una commissione di cui facevano parte Vicente Todolí, Bartomeu Marí, direttore del MACBA, Laurence Rassel, direttrice della Fondazione Antoni Tàpies, Cristina Ros, direttrice del Museo Es Baluard, e gli artisti Joan Fontcuberta, Joan Cortés Server e Bestué-Vives. Idea di base del lavoro di Palacìn è un intreccio tra immagini fisse e in movimento, partito da un luogo indefinito della Serenissima, ripreso in ogni dettaglio e poi rielaborato, per generare una prospettiva “multifocale” e polinarrativa.

Anita Pepe

 

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Anita Pepe
Insegnante e giornalista pubblicista, Anita Pepe è nata a Torre del Greco (Na). Ha pubblicato il suo primo articolo nel 1990. La laurea in Lettere presso l’Università di Napoli “Federico II” l’ha indirizzata verso una formazione prevalentemente storica; si è avvicinata al contemporaneo per motivi professionali, collaborando per oltre dieci anni con quotidiani, periodici e websites. Ha scritto testi critici per mostre e interventi in spazi privati e istituzionali. Blogger a tempo indeterminato, non riesce a sottrarsi alle tentazioni del nazionalpopolare, politica inclusa. Avrebbe tanto voluto scrivere una minibiografia più cool, e si scusa per non esserci riuscita.