Ci proviamo! Solo arte italiana per la nuova milanese Paola Rescio Gallery

“Voglio dare alla mia galleria una connotazione prettamente italiana. Io sono italiana e sono orgogliosa di esserlo e così dev’essere la mia galleria. Spesso dall’estero arrivano artisti più determinati e forti psicologicamente che ‘fanno le scarpe’ ai nostri, ma che non sono più bravi: sono solo più forti psicologicamente e motivati!”. Idealista e romantica? Forse […]

Voglio dare alla mia galleria una connotazione prettamente italiana. Io sono italiana e sono orgogliosa di esserlo e così dev’essere la mia galleria. Spesso dall’estero arrivano artisti più determinati e forti psicologicamente che ‘fanno le scarpe’ ai nostri, ma che non sono più bravi: sono solo più forti psicologicamente e motivati!”.
Idealista e romantica? Forse sì, ma di certo altrettanto determinata e convinta delle sue chiare scelte. Così si presenta Paola Rescio, milanese, 38 anni, che dalla trasformazione del suo atelier crea ora l’omonima Paola Rescio Gallery. Eccentrica fin dal debutto, visto che la presentazione del progetto e della missione del nuovo spazio espositivo a pochi passi da Corso Vercelli, nel cuore dell’area dello shopping milanese, avviene in occasione del finissage della prima mostra. Ovvero Aspettando Lupin, che propone opere di Federico Arcuri e Giuseppe Ciracì, a cura di Martina Cavallarin.

E per il futuro? “Individuo o seguo gli artisti attraverso critici, internet, mostre e fiere, accademie. Faremo una decina di mostre l’anno, se riusciamo! L’intento è quello di promuovere i giovani artisti anche attraverso altri mezzi esterni alla galleria: spazi pubblici, piazze, musei, palazzi storici e luoghi di un certo rilievo artistico all’interno di Milano”.

Presentazione: giovedì 28 aprile 2011 – ore 18.00
Via Rasori 8 – Milano
www.paolaresciogallery.com

  • Alfredo Aceto

    Ottima notizia! Penso pero che in molti abbiano pensato di fare cosi.
    Ma bisogna davvero avere tanti soldi per affrontare questa situazione.
    Per un artista italiano come me e bello da sentire, ma con occhi pragmatici posso supporre che la tentazione del nome straniero continuera a sfiziare il collezionista Italiano che preferisce la Bentley alla Maserati anche nell’arte.

    • daniela

      Cara Barbara ho paura che non siano solo liuoghi comuni…. comunque buon lavoro a Paola!

  • Barbara

    Non servono necessariamente tanti soldi basta una buona dose di volontà e di idee. E poi, chi lo dice che l’artista straniero attira più di quello italiano?. Sono solo luoghi comuni!.

  • LIANA ROVER

    finalmente qualcuno gioca in casa….ci sono tanti bravi artisti italiani che lavorano nel sommerso e di cui si ignora l’esistenza, non hanno gli spazi giusti per farsi conosere e neanche santi in paradiso…. cordialmente….auguri

  • gianfranco zazzeroni

    Auguri per la tua attività, spero in seguito che ci sia una probabilità di eporre anche per me!
    Rallegramenti
    Gianfranco

  • Dario Zaffaroni

    Aprire uno spazio per l’arte è sempre stata e sarà un’impresa non facile, solitamente è l’amore e la passione che determina, l’affrontare, questo lavoro.
    Io, come artista di una certa età, essendo molto attento e vicino ai giovani che intraprendono questo mestiere, posso solo augurarVi un “in bocca al lupo” ed elencarVi alcuni semplici suggerimenti gestionali quali: selezionate bene gli artisti (pochi, ma interessanti), perché adesso tutti dipingono, attenzione alle mode estemporanee e tenete una coerenza responsabile, presentate oltre le nuove generazioni anche qualche artista magari più anziano, ma rappresentativo e di tendenza consolidata , ciò vi supporterà maggiormente e renderà la galleria più credibile, inoltre “meno cuore e più determinazione”
    Un giorno passerò a trovarVi.
    Cordialmente, DARIO ZAFFARONI
    www. zaffaronidarioartista.it
    [email protected]

  • Alfredo Aceto

    In questo mondo dell’arte fatto di uomini poco abbronzati e donne senza tacchi piace molto mostrarsi internazionali, quasi sempre a sproposito. Quindi ben venga la tua idea. La mia affermazione era riferita ai collezionisti Italiani che, nonostante siano piu abbronzati degli addetti ai lavori, amano molto l’estero!