Chiccera? Tutti gli uomini (e le donne) di Lady Rothschild. Foto dal più atteso party dei giorni di MiArt

Ok, dell’evento vi abbiamo già detto tutto: Premio Ariane de Rothschild, giuria composta dalla Baronessa Ariane, da Adam Budak, Richard Armstrong, Patrizia Sandretto, Francesco Vezzosi, vincitrice Ludovica Carbotta. Non vi abbiamo invece detto ancora della megafesta seguita alla cerimonia di consegna. Chicchera? Vabè, facciamo parlare direttamente le immagini (rigorosamente senza didascalie), e divertitevi a darli […]

Ok, dell’evento vi abbiamo già detto tutto: Premio Ariane de Rothschild, giuria composta dalla Baronessa Ariane, da Adam Budak, Richard Armstrong, Patrizia Sandretto, Francesco Vezzosi, vincitrice Ludovica Carbotta. Non vi abbiamo invece detto ancora della megafesta seguita alla cerimonia di consegna. Chicchera? Vabè, facciamo parlare direttamente le immagini (rigorosamente senza didascalie), e divertitevi a darli voi, i nomi!

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  • bhe, la festa sembra divertente; tornando agli artisti selezionati,è veramente incredibile quanto i percorsi di tutti siano, per gran parte, interscambiabili e sovrapponibili, è quasi imbarazzante:

    http://prize.ariane-de-rothschild.com/milano-2011-en/artists/luan-bajraktari.aspx

    La scelta della vincitrice per quanto condivisibile, sembra per tanto arbitraria: non ci sono differenze tra i 18 artisti. Non seve una giuria per capirlo. Ogni percorso può essere plausibile e sostenibile, se vogliamo.

    Alla fine, tutto questo, oltre che portare un’esperienza a londra alla vincitrice, sostiene e legittima la festa, il contorno,l’immagine, l’immagine del premio e ariane ecc ecc. Alla fine i giovani artisti sembrano un pretesto, ben felici di esserlo per un po’ di visibilità. Ma cosa rimarrà veramente?

    • Luca , nella finta domanda “cosa rimarra’ veramente” chi sono i destinatari della stessa ?

      • Mah, mi sembra che si brucino giovani artisti come fossero tronchetti sacrificali al fine di giustificare l’evento che fa tanto Immagine; loro, gli artisti, dal canto loro, si prestano a questo e percorrono le stesse strade come fossero operai di un certo artigianato dell’arte contemporanea….una sindrome arrendevole….

        Poi credo che il premio (un anno al saint martin di londra) sia utile e interessante per la vincitrice. E fra tutti forse la vincitrice ci sta anche. Però anche il suo lavoro presenta interrogativi, quì ne parlo:

        http://whitehouse.splinder.com/post/23787771/sommario

        • bene Luca. non ritieni tuttavia questa discussa “fatticita’” , paradossalmente una “””vittoria””” ? (dai la giusta e sottile interpretazione a cio’ che ho messo tra le virgole), a parte le nostre gentili complimentazioni verso i vincitori, a parte altresi’, la vistosa impotenza delle loro cosette ed al contesto in cui le stesse trovano riconoscimento.

          • Mi stupisce Luca, che tu non abbia dato immediata risposta, eppure questo evento potrebbe essere inteso in senso cosi’ paradigmatico.

            Lo trovo “bellissimo” , c ‘ è una in-volontaria anti-finzione in tutto cio’, che ha fatto dileguare quei 18 pezzi.

  • hm

    ariane è per la pura razza ariana interscambiabile . heil israhell . no rothschild no party .

  • hm

    – Francesco Vezzosi, vincitrice Ludovica Carbotta. –

    LOL francesco vezzosi, errore sublime

  • hm

    ma francesco vezzoSi cosa faceva alla festa? lacrimava su una tovaglia?

  • Palomba

    Ammazzate aho che burinata.

  • Cohen

    Ma la ESSE di VezzoSi (rigorosamente in Prada) è voluta?

  • Che dire?

    E’ la decima volta che cancello l’incipit di questo mio commento. Tanto che, ora, l’aspetto per me più interessante risulta proprio questa mia difficoltà nel “prendere le misure” a ciò a cui ho assistito poco sopra. Da quale prospettiva, tra le migliaia plausibili, prendere le mosse per comprendere l’art-world di cui queste immagini (peraltro eccezionali!) sarebbero descrizione?
    Guardo le foto e mi perdo in un mare di pensieri che si accavallano, si affacciano per un attimo e poi scompaiono.
    Mi fa sempre questo effetto, il “grottesco”…

    Beh, vado… mi è stranamente venuta voglia di rivedere il primo vecchio film di Roberta Torre.
    Saluti a tutti.

  • Ho cercato di approfondire una certa linea arrendevole che è sintomatica anche di questo premio:

    http://whitehouse.splinder.com/

  • Luca , ho letto gli articoli riguardanti la Carbotta e l’intervista ad Arena.
    Cosi, di massima, posso dire , schematicamente . siamo in presenza di mera manovalanza , il cui discorso , con forzature teoriche al limite dell’abbozzo, ha i caratteri della pura Funzionalita’ , il cui risultato è che l’unica creazione che si offre è solo quella del puro Intrattenimento .
    Mi ha colpito l’intervista , riguardante aspetti del sequestro Moro che ho letto come tentativi attraverso cui ,gli stessi , potessero , declinare in “opera”. Ecco , questo, mi pare il punto su cui riflettere : si è legati ancora, seppure anche in una dimensione immateriale, alla stessa e la si cerca come si va a rovistare nei mercatini dei robevecchi. Non si accorgono che non è un problema di OPERA ma di ATTO. cercano con affanno e problematicita’ un corpo fuori di loro , vanno verso a … anziche’ partire da se . E quello che trovano ha sempre i caratteri della Cosita’, si vede, si, ma non si percepisce la presenza ( o detto tra noi, la potenza).

    Comunque, Luca, questi “Artisti” per uno sguardo che abbia la volonta’ di indagine, rappresentano solo la LENTE del fenomeno, tramite essi si puo’ anche azzardare a leggere il nostro tempo .

    Aderire con distacco (o distanza) dal proprio tempo implica proprio questo, coglierne i lati oscuri e non abusare , scioccamente, delle sue scorie., che si chiamino Guerini, Moro e compagnia cantante, insomma c è troppa Zavorra.

    I tuoi articoli sono ottimi, li leggo sempre volentieri. Ciao.

  • Certo, sono d’accordo. La ridefinizione di ruolo e la gestione della distanza sono due aspetti centrali. Entrambi presenti nel progetto I’m not Roberta.
    A presto