Arte “pubblica” in salotto. Da Saronno una call per artisti da mettere al muro…

E chi l’ha detto che l’arte pubblica debba per forza essere “open”? In tempi in cui ridisegnare lo spazio pubblico è divenuta una necessità irrinunciabile, Snark – un network interdisciplinare di progettazione urbana di base a Milano – ha deciso di confrontarsi con le pareti di un appartamento. “Cerchiamo un’opera che sappia inserirsi nel metodo […]

E chi l’ha detto che l’arte pubblica debba per forza essere “open”? In tempi in cui ridisegnare lo spazio pubblico è divenuta una necessità irrinunciabile, Snark – un network interdisciplinare di progettazione urbana di base a Milano – ha deciso di confrontarsi con le pareti di un appartamento. “Cerchiamo un’opera che sappia inserirsi nel metodo e negli spazi di etnografia domestica oltre che in un processo più lungo”, recita sornione il bando.

Spulciando tra le righe si apprende che l’ambito di progettazione è situato tra le mura domestiche di una famiglia e che, proprio nell’incontro tra  esigenze personali e produzione di un’opera rinnovabile, si trova la peculiarità del progetto. Una vera e propria call for entries con tanto di giuria composta dagli inquilini delle stanze, da Gaspare Caliri e Marco Lampugnani per Snark, con il contributo della curatrice e docente Fabiola Naldi, dell’artista Emilio Fantin e del critico – nonché firma di Artribune – Claudio Musso…

www.snarkive.eu

 

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